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Notte bianca, Revolution 1

Violinista della cover Revolution 1
Per tutta la durata della notte bianca ha suonato la cover band Revolution 1 in piazza Marsilio Ficino. Sono un gruppo di musicisti di Figline e dei dintorni. Il loro pubblico era particolarmente numeroso, sicuramente anche a causa del genere di canzoni che eseguivano. Una cover band é un gruppo musicale specializzato nell’esecuzione di sole cover. Una cover è la reinterpretazione o il rifacimento di un brano musicale – da altri interpretato e pubblicato in precedenza – da parte di qualcuno che non ne è l’interprete originale.
Nella foto Letizia Bonchi, la violinista del gruppo.
Qui in seguito un breve riassunto intorno ai fatti di Revolution e Revolution 1.

You say you want a revolution
Well, you know
we all want to change the world.
But when you talk about destruction,
Don’t you know that you can count me out.
Beatles

Revolution è una canzone dei Beatles, scritta da John Lennon.
La canzone è apparsa in due differenti versioni: una elettrica di genere “Hard”, uscita come Lato B dell’hit Hey Jude, e l’altra, invece, una lenta ballata acustica denominata Revolution 1, pubblicata nell’album The Beatles White Album chiamato tre mesi dopo la prima versione.
La differenza tra le due versioni è enorme nel suo significato, anche se appena udibile. Bisogna fare attenzione, oltre a sapere l’inglese. Rispetto alla versione uscita su singolo discografico, nella versione Revolution 1 John Lennon aggiunse la parola “in”, sussurrata quasi sottovoce, alla fine del verso “don’t you know that you can count me out”. Evidentemente John Lennon aveva cambiato opinione durante i tre mesi intercorsi, nel valutare le tematiche della ribellione dei giovani.

Ancora notte bianca a Figline

Una coppia di anziani alla notte bianca a Figline
Siccome non vorrei dare l’impressione che le notti bianche siano divertimento per giovani, oggi metto sul mio blog una foto che fa vedere che c’era anche dei visitatori parecchio in là con gli anni che si sono divertiti un mondo. La coppia della foto era comodamente seduta su uno dei divani gentilmente offerti da un negozio di abbigliamento in corso Mazzini. Nella vetrina davanti al negozio si svolgeva uno spettacolo di danza moderna e da disco molto gradita dal pubblico. Tant’è vero i numerosi spettatori entusiasti tendevano a creare un blocco stradale nel corso. A momenti era veramente impossibile passare oltre per raggiungere piazza Serristori e le occasioni di divertimento offerti lì.

Notte bianca a Figline

Giovani ballano durante la notte bianca a Figline
Bisogna dirlo: la recente notte bianca a Figline è stato un successo strepitoso. Migliaia di persone di ogni età hanno sfollato strade e piazze di Figline e si sono goduto quel che la notte offriva. Nelle piazze del centro storico e nei piazzali al cassero c’era della musica dal vivo, negozi erano aperti e offrivano merce a sconto, artisti da circo si esibivano in giro per il paese. Si poteva godere di tanti spettacoli senza spendere un centesimo, cosa non indifferente in tempi di crisi come gli odierni. Ma non mancavano neppure occasioni per fermarsi a bere o mangiare, soprattutto prodotti locali, angurie messe sotto ghiaccio e gli immancabili gelati. Bastava guardare le persone che passavano per vedere che moltissimi apprezzavano come la notte si svolgeva.
Nelle varie piazze una parte del leone lo faceva la possibilità di scatenarsi ballando della quale i giovani se ne approfittavano in grande massa come documentata dalla foto che ho scattata in via Locchi. In mezzo ai ballerini si era intrufolata una bambina tanto piccola quanto entusiasta. Osservava con l’intensità di cui solo i bambini sono capaci cosa facevano gli adulti e cercava di imitarli. Faceva gridolini di gioia e era totalmente a suo agio. A nulla valevano i richiami della mamma, dopo un po’ si è arresa alla voglia di ballare della piccola e l’ha lasciata fare la sua esperienza in mezzo alla folla scatenata.

Hot pants alla notte bianca

Un gruppo di amiche in hot pants alla notte bianca a Figline

Gli hot pants sono un tipo di short (pantaloncini) femminile particolarmente corti e aderenti.
Wikipedia

Circa mezzo secolo fa è comparso un capo di abbigliamento femminile che lentamente si è conquistato buona parte del mondo. Nomi come Rita Hayworth o Marilyn Monroe vengono in mente alle persone più anziane. Ad ondate questi pantaloncini particolarmente stretti e corti compaiono sulla scena per poi scomparire di nuovo. Mentre per molti anni erano relegati a situazioni sportive ormai fanno parte del panorama quotidiano in città da New York fino a Figline Valdarno. Di certo non mancavano ieri alla notte bianca. Direi che erano l’abbigliamento femminile più gettonato della notte.
Ho sorpreso con la mia Canon un gruppo di cinque amiche che si concedono un gelato. Tre di loro indossano i pantaloncini caldi, mentre due hanno optato per dei vestitini che però non sono meno generosi a scoprire rispetto all’abbigliamento scelto dalle loro compagne. Una delle ragazze si è portato appresso pure il fratellino, anche lui in pantaloncini, ma di lunghezza più che decente. A studiare le foto di uomini in pantaloni corti negli ultimi cinquant’anni c’è una chiara tendenza all’allungamento fin oltre il ginocchio, quasi a significare che le gambe dei maschi è meglio nasconderli alla vista. Insomma la tendenza dell’abbigliamento maschile percorre la via inversa di quello femminile.
Date pure un’occhiata all’anarchia che regna sui piedi delle ragazze: si va da sandali infradito a ankleboots, detti stivaletti in italiano. È rinfrescante notare come nessuna ha pensato di mettersi scarpe con tacchi che con l’altezza che ormai hanno raggiunto nuociono gravemente alla salute di chi li indossa.

Spettacolo a Figline

Spettacolo di opere a Figline
Ieri sera l’associazione culturale “Il Giardino” ha offerto uno spettacolo ai cittadini di Figline e a tutti i numerosi turisti presenti in questo periodo nel comune. A giudicare dal brusio di lingue straniere durante gli intervalli mi fa pensare che gli stranieri erano molto numerosi. Lo spettacolo si chiamava “Quando suonar per l’aere …” e consisteva in arie liriche e quadri d’opera. Prima di ogni gruppo di brani musicali una storica dell’arte offriva spiegazioni.
Lo spettacolo si è svolto in uno dei cortili della storica villa Casagrande Serristori. La villa, risalente alla fine del Trecento, fu costruita da un notaio fiorentino, ser Ristoro e fu fortificata dai conti Serristori. Divenne presto luogo di incontro di artisti e filosofi, infatti proprio nella villa Casagrande il famoso umanista Marsilio Ficino impartiva le sue lezioni ai Serristori e all’alta aristocrazia agli albori del Rinascimento. Quindi la cornice era veramente perfetta per lo spettacolo a contenuto culturale.
Due giovani artisti, Barbara Maruti e Paolo Mugnai, hanno eseguito brani di opere classiche.

San Francesco e quattro torri

la chiesa di San Francesco e quattro torri
La chiesa di San Francesco situata nella piazza omonima, è forse la più antica di Figline, di sicuro fu fondata da frati che erano stati con il santo di Assisi. San Francesco è passato più volte per il Valdarno essendo questo la via più ovvia per recarsi da Assisi alla Verna e viceversa. Infatti dappertutto si trovano tracce della venerazione che la popolazione locale ha per questo santo straordinario.
Ma non questo voglio far vedere oggi, bensì le quattro torri che durante l’estate si raggruppano intorno alla facciata della chiesa di San Francesco. A sinistra c’è il campanile della cappella della Misericordia e a destra il campanile della chiesa stessa. Sullo sfondo si vede in tutta la sua gloria la torre che l’attuale amministrazione ha voluto piazzare nel terreno delle vecchie scuole Lambruschini. La quarta torre è quella del Palazzo Pretorio che nella foto non si può vedere. Ma in questo periodo dell’anno, e solo per pochi minuti ogni giorno, la sua ombra si proietta sulla facciata della chiesa all’ora del tramonto.

La Vanessa del Cardo

La farfalla Vanessa del Cardo su un fiore di cardo
La farfalla della foto di oggi si chiama Vanessa del Cardo, Vanessa cardui con nome scientifico. I tedeschi con la loro abilità di concentrare un pensiero complesso in una solo parola hanno creato il nome Distelfalter per lei, mentre gli inglesi la chiamano Painted Lady. Non saprei dirvi se si tratta di una femmina o di un maschio, le farfalle infatti hanno livree diverse a seconda del sesso. Sapevatelo!
Le Vanesse italiane sono solite passare gli inverni nel Nord Africa e a volte nelle aree meridionali del Mediterraneo più calde come esempio in Sicilia, ma in primavera, e talvolta nuovamente in autunno, migrano. Si spostarsi dal Nord Africa e dal Mediterraneo all’Europa meridionale e centrale fino ad arrivare alla Gran Bretagna nei mesi di maggio e giugno. Hanno un apertura alare di cinque o sei centimetri.
Negli anni passati era facile vederli in giro per Figline, perfino in centro, e di certo tutt’intorno al paese. Ma quest’anno ho dovuto veramente faticare a trovare qualche esemplare da fotografare. Finalmente camminando lungo via delle Fattorie a Matassino sono riuscita a trovare qualche esemplare che volava introno ai cardi, loro fiori preferiti. Come per le api il 2013 è un anno tragico anche per le farfalle. Oltre alla distruzione progressiva dei loro habitat da parte del uomo quest’anno ci sono state delle condizioni atmosferiche veramente avverse alla vita di queste creature tanto deliziose quanto delicate.