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Salvo D’Acquisto

Salvo D'Acquisto, monumento
In molte città italiane ci sono piazze o vie intitolato al nome di Salvo D’Acquisto, come è giusto che sia. Anche a Figline nel Valdarno non manca una piazza dedicato alla sua memoria. Si tratta dello spazio davanti al edificio delle poste, costruzione brutta in cemento armato. Gli altri lati della piazza sono costituiti da una struttura in cemento armato a dir poco orribile, la SS 69 con il suo traffico intenso e il retro di alcuni edifici insignificanti. Nel cento dello spazio alcuni alberi di tiglio conducono una vita grama, mentre, nelle ore diurne, ogni centimetro disponibile è occupato da macchine posteggiate. Il monumento a Salvo D’Acquisto, di per sé di pregevole fattura, è collocato in un angolo della piazza, a custodia dei gabinetti pubblici di Figline. Per fortuna da un po’ di tempo i gabinetti sono chiusi e quindi anche l’inequivocabile odore che emanavano è diminuito. Come se non bastasse questa collocazione poco felice, il monumento si trova pure sotto lo scivolo stradale che garantisce l’accesso alle macchine. Inoltre è circondato da cartelli stradali, il totem per il ticket da posteggio e una siepe sgangherata che ne impedisce la visione. Un cartello posto nei pressi del monumento che presumibilmente dovrebbe indicare il nome della piazza è scritto in modo tale che poco somiglia alla bella lingua italiana. Insomma V CC MED VM sono delle stramberie che non c’entrano con l’uso corretto del italiano.
Il giovane Salvo avrebbe meritato di meglio.

Giovanni sotto l’ombrello

Giovanni sotto l'ombrello
Ho scattato recentemente questa foto di un bambino allegro che ride felice nonostante che debba andare a scuola ancora una volta sotto la pioggia incessante. Mi ha detto che si chiama Giovanni e mi ha fatto venire in mente una canzoncina che tutti i bambini di lingua tedesca cantano già al Kindergarten. È piena di antica saggezza popolare.
Spero che darà un po’ di conforto e speranza a tutti i miei lettori che come me non ne possono più della pioggia che insiste su Figline nel Valdarno.

Es regent, es regnet,
es regnet seinen Lauf!
Und wenn’s genug geregnet hat,
dann hört’s auch wieder auf!

Es regnet, es regnet,
es regnet Tag und Nacht,
und wenn’s genug geregnet hat,
die Sonne wieder lacht.

Piove e piove, piove secondo natura!
E quando è piovuto abbastanza, smette di piovere.

Piove e piove, piove giorno e notte,
E quando è piovuto abbastanza, il sole ride di nuovo.

Fiori e api sulle mura

Una ape taglialegna, Xylocopa, su fiore di bocca di leone

In in questi giorni quel che resta delle antiche mura di città di Figline si sono tinte di rosa. Infatti stanno fiorendo le Bocca di leone comune (Antirrhinum majus). Sono piante a carattere cespuglioso, dai fiori profumati, che crescono sui muri e sulle rupi; producono tantissimi semini assai piccoli e quindi le vedi spuntare in posti dove avresti pensato fiori così belli e rigogliosi non possano prosperare. Mentre inquadravo le bocche di leono è arrivata una Xylocopa (ape taglialegna). Hanno questo nome perché con le loro fortissime mandibole si scavano delle buche nel legno morto per usarle come nidi quando depositano le uova. Sono le api più grandi dell’Europa, infatti possono raggiungere una lunghezza di quasi tre centimetri. Nonostante questo sono estrememente paurose e quindi difficile da fotografare a differenza dalle loro “cugine” le api da miele, che non hanno aluna paura quando mi avvicino a loro. Le Xylocope invece scappano velocemente non appena vedono la mia macchina fotografica. Quindi ero molto contenta quando sono riuscita a cogliere l’attimo in cui una Xylocopa si posa su un fiore di bocca di leone per estrarrne il nettare.

Uomo alla finestra

Uomo alla finestra
Una finestra lunga più piani, un tempo gli architetti amavano dotare il vano scale di finestre del genere. Certo, quella finestra lì ha visto tempi migliori, una volta era giovane anche lei. Ma la vernice scrostata si intona bene con le persiane anch’esse bisognose di riverniciata. Sembra addirittura che qualche panello di vetro manchi del tutto. Un uomo non giovanissimo è seduto e si sta godendo il panorama che non c’è.

Colori caldi

Panni di colori caldi stesi alle finestre
A Figline usa stendere i panni fuori dalle finestre. A questo scopo ci sono dei ganci fissati nei muri, spesso antichi, che finiscono in delle rotelle che a loro volta fanno scorrere i fili da una finestra all’altra offrendo così molti metri di lunghezza per stendere i panni da asciugare. Un altro sistema che si può osservare consiste nel montare di sotto le finestre uno stendipanni a più fili. Nella foto di oggi potete osservare la seconda soluzione. Trovo notevole il senso di colore della padrona di casa che ha accostato sapientemente dei panni a colori caldi sui fili in alto mentre sui fili di sotto ha sistemato alcuni panni assai più piccoli di colore complementare che però rendono l’insieme interessante all’occhio. Il muro di pietre naturali e cotto di un bel colorito caldo e le persiane dipinte di verde completano perfettamente l’armonia.

Azalea della salute

Azalea per la ricerca sul cancro
Recentemente si è svolto la vendita di piante fiorite di azalea per raccogliere fondi per un’associazione di ricerca contro il cancro. In 3600 piazze d’Italia, tra cui piazza Marsilio Ficino a Figline sono state vendute circa seicentomila piante di azalea da venticinquemila volontari.
A Figline la vendita, a quanto ho visto, ha avuto un buon successo. Per tutta la giornata, ma soprattutto la mattina si è visto tante persono girare per il centro con il loro bravo sacchetto contenente un’azalea.
Probabilmente andavano al pranzo dalla mamma.

Autoritratto con graffiti

Autoritratto con graffiti
Weekly Photo Challenge: In the Background

Il sole sta tramontando su Figline nel Valdarno e sul ingresso della passerella pedonale che conduce dallo stadio alla stazione. L’ombra che getto sulla pavimentazione in cotto si fa progressivamente più lunga. Una chiazza nera sul muro di fronte sembra proprio messa lì dal giovane artista dei graffiti per fare da testa al mio corpo allungato. È in atto il fenomeno che viene chiamato “l’ora dorata“, anche se dura solo pochi minuti e il suo apice, durante il quale i colori sono particolarmente intensi, pochi secondi. Questo tipo di foto bisogna scattare il fretta perché sul più bello il sole sparisce dietro le colline del Chianti e il fenomeno insieme ai bei colori caldi svanisce.