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Fiori di forsythia

fiore-forsythia
Ormai siamo alla fine dell’inverno e i cespugli nei giardini stanno mettendo i fiori. Tra i primi a regalarci una fioritura tutta dorata sono le forsythie, molto ben rappresentate anche nei giardini pubblici di Figline nel Valdarno. Sono cespugli alti fino a tre metri e larghi altrettanto e, a differenza di tante altre specie in giro per i giardini, sono pure nativi. Fioriscono alla fine dell’inverno prima dell’emissione delle foglie, ricoprendosi di migliaia di fiori di colore giallo-zolfo. Dopo i lunghi giorni grigi e piovosi che abbiamo passato nei mesi scorsi, sono uno spettacolo impagabile e una preziosa fonte di nettare per i nostri piccoli amici, le api.
Purtroppo durante l’inverno i giardinieri del comune hanno ridotto le forsythie dei giardini pubblici nel centro di Figline a tristissimi monconi. I giardinieri hanno effettuato una potatura che oltrepassa ogni limite ragionevole. Non si capisce proprio il perché di questo accanimento contro dei cespugli tanto generosi. Oltretutto non sono capaci di fare alcun danno e tutte quante stanno in mezzo a dei prati dove non danno noia a nesso. Danno solo gioia a molti, se lasciati a crescere secondo natura.
Quest’anno per vedere delle belle forsythie a Figline bisogna rivolgersi ai giardini privati nei quali per fortuna già stanno fiorendo abbondantemente in tutta la loro gloria.

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Calcio unisex

Bambina e bambino giocano a calcio in piazza della Fattoria a Figline

Da circa tre anni abbiamo una piazza enorme e ben piastrellata a Figline nel Valdarno. Si chiama Piazza della Fattoria ed è tanto vasta quanto desolata. I venti la spazzano d’inverno, le persone la attraversano di fretta. D’estate il sole picchia senza pietà e manca anche il più sottile filo d’ombra per dare sollievo. I condomini costruiti di recente introno appaiono tutti invenduti e vuoti. Pesanti oggetti di cemento impediscono l’accesso alle macchine, e quindi la piazza non serve neppure ad alleggerire la cronica mancanza di posteggi nel centro di Figline. Chiaramente si tratta di un intervento urbanistico che potrebbe essere soggetto a qualche miglioramento.
Si chiama Piazza della Fattoria perché prima in quel luogo c’era una fattoria gestita dall’Istituto degli Innocenti di Firenze. La fattoria è andata in malora.
Ma per fortuna ci sono i bambini. Intendo bambine e bambini, ma l’italiano concorda senza pietà al maschile :-( A loro basta un po’ di spazio, e di spazio in quella landa deserta di piazza c’è n’è tanta, e un pallone e sono felici. Con destrezza tirano calci al pallone e lo mandano su e giù per la piazza senza correre il pericolo di tirarlo addosso a qualche passante. Tanto persone da lì ci passano ben poche.
Quindi, e in conclusione, la piazza rende felice alcuni dei cittadini di Figline, anche se probabilmente non erano loro che i progettisti della piazza avevano in mente.

Calcio femminile

Una bambina gioca a calcio

In Inghilterra le donne hanno giocato a calcio fin dalla fine dell’Ottocento e da lì il calcio femminile si diffuse nella maggior parte del mondo. Inizialmente il calcio femminile era associato a partite di beneficienza e all’esercizio fisico. Ma questo iniziò a cambiare negli anni settanta del secolo scorso con l’avvento del calcio femminile organizzato. Il calcio femminile è in diversi paesi lo sport di squadra femminile principale e uno dei pochi con serie professionistiche. La crescita del calcio femminile professionistico ha visto il lancio di competizioni, sia nazionali che internazionali, simili al calcio maschile. Nel 1991 fu tenuto il primo campionato di calcio femminile e da allora viene tenuto ogni quattro anni.
In Italia è uno sport assai seguito e le bambine moderne non si fanno problemi a esercitarsi con il pallone e a gareggiare con i maschi. Nella foto una futura campionessa che si allena nonostante le pozzanghere e la forte pendenza del terreno, per non parlare dello spazio ristretto al quale è costretta.

Donna alla finestra con orticello

Donna alla finestra con orticello nei vasi
Piove a Figline nel Valdarno.
E ancora piove non solo a Figline ma anche nel resto dell’Italia.
Nei sottopassi si raccoglie l’acqua e le strade smottano. Gli automobilisti costretti a ore di coda sono imbufaliti. Insomma tutto procede come da copione. A Roma eleggono pure un papa nuovo.
Intanto la signora apre una finestra di casa sua e guarda fuori poco convinta. Probabilmente vorrebbe andare a fare la spesa ma il tempo fa di tutto per dissuaderla. L’orticello di piante aromatiche sul davanzale è ancora mezzo vuoto. Giustamente la signora non ha ancora piantato le erbette più delicate dato che è e previsto ancora qualche gelata. Solo il rosmarino verdeggia di già.

Padre e figlio

Padre e figlio scendono dalle scale alla stazione
Siamo nel sottopasso della stazione di Figline Valdarno. Questo passaggio con pavimento sconnesso e interrotto da gradini senza scivolo, nonché con scale senza scivolo, è il tragitto obbligatorio per chi abita dall’altra parte della ferrovia e vuole recarsi in centro. Vietato essere handicappato oppure essere genitore con bambino piccolo da spingere nel carretto. Problematico pure l’uso di carrelli per poter trascinare la spesa pesante, anziché portala a mano.
Comunque padre e figlio sono andati insieme a fare delle compere, assai probabilmente al supermercato sull’incrocio tra via Roma e via Locchi. All’andata tutto era facile perché le mani del babbo erano libere e disponibili per aiutare il piccolo. Ma ora al ritorno le cose sono più complicate. Il babbo porta due grosse borse, una per mano, e il piccolo deve affrontare le scale senza aiuto. Coraggiosamente si aggrappa alla ringhiera e lentamente un gradino per volta scende. Ci vuole del tempo ma infine ambedue giungono in basso e procedono felicemente verso casa.

L’ombrello giallo

ombrello-giallo
Piove.
Sia ben chiaro, non me ne lamento anzi, sono contenta perché quest’anno non avremo i problemi dello scorso anno che è stato eccezionalmente siccitoso. Ma giorni e giorni di pioggia portano comportano qualche problema a chi come me cerca di scattare foto a sufficienza per poter partecipare alla sfida di un post al giorno per tutti i giorni dell’anno. La pioggia è un pericolo per la macchina fotografica e l’obiettivo. Potrebbe danneggiarli in modo irreparabile. E sotto la pioggia i colori sono attenuati e quasi spariscono e tutto diventa uniformemente grigio e poco interessante.
Meno male che ci sono gli ombrelli con i loro colori allegri! Passa una signora, peraltro bellissima, e si protegge con un ombrello vistosamente colorato di giallo. Le viene incontro un signore talmente sportivo da lasciare aperto l’impermeabile e si può vedere che indossa un maglione e una camicia colorati di blu.
Giallo e blu, due colori complementari e un angolo grigio della Figline storica diventa interessante.

Fiori di sakura

Fiori di sakura, ciliegio japonese
A Figline sono sbocciati i primi fiori di sakura!
I sakura sono alberi che vengono piantati in abbondanza in Italia lungo le strade e nei giardini pubblici e privati. Di solito vengono chiamati “ciliegi japonesi” anche se si tratta di alberi che appartengono al genere Prunus .
A giorni questi alberi, di cui a Figline abbiamo alcuni esemplari splendidi, si trasformeranno in nuvole profumate e ci offriranno per una dozzina di giorni uno degli spettacoli più belli che la natura ha creato. Il fiore dei sakura, la loro delicatezza, la brevità della loro esistenza, sono per i giapponesi il simbolo della fragilità della vita, ma anche della rinascita, e soprattutto della generosità dell’esistenza.
I giapponesi festeggiano questa fioritura con un’usanza chiamata “hanami” che vuol dire “vedere i fiori”. Si recano in massa all’aperto e fanno dei picnic sotto l’ombra dei sakura, picnic che spesso si protraggono per buona parte della notte. Infatti in molte città i sakura in fiore vengono illuminati con giochi di luce.