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Aperitivo sotto l’albero

Due ragazza prendono l'aperitivo sotto l'albero di natale
La serata della seconda domenica di avvento è piacevolmente temperata e soprattutto non si è alzata la nebbia, proverbiale nella vallata dell’Arno. La piazza è illuminata dalle palle di natale in alto, che il comune ha finalmente acceso, e dalle luminarie sulla facciata della Collegiata. Invero le luminarie sono un po’ rotti in alcuni punti, ma nonostante ciò fanno la loro figura. L’albero di natale sgangherato che quest’anno decora la piazza al buio sembra meno peggio di quello che è. Davanti alla chiesa il solito vandalo se ne approfitta del fatto che la domenica sera i vigili non passano a fare la multa e ha posteggiato la sua macchina dove è vietato.
Due ragazze prendono l’aperitivo seduti a uno dei bar aperti. Giovani e ottimisti sono gli unici clienti che hanno scelto un tavolo all’aperto.
Da notare che sul tavolo c’è un solo bicchiere di aperitivo, benché sono in due. Bevono a turno.
In Italia c’è crisi economica.

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San Francesco nell’albero

Statuetta di San Francesco in una nicchia in un albero
Questa deliziosa testimonianza di devozione popolare a San Francesco si trova Brollo, frazione di Figline. Francesco è sicuramente il santo più conosciuto nel mondo al di fuori dalla religione cristiana. Proprio oggi e anche domani ci saranno delle cerimonie nella chiesa e nel convento di San Francesco qui a Figline, sarebbero trascorso 800 anni dacché Francesco è passato per Figline. Uso il condizionale perché sicuramente è passato per il Valdarno, e quindi per Figline, nei suoi numerosi spostamenti dalla sua nativa Umbria verso il nord e viceversa, altre strade non ci sono; basta pensare ai suoi frequenti soggiorni nell’eremo sul monte de La Verna nel Casentino.
Mancano però documenti scritti dell’epoca che darebbero sicurezza assoluta.
Ciò che invece di sicuro Francesco ci ha lasciato sono i suoi scritti, primo fra tutti l’incredibile Cantico delle creature che viene citato come inizio della letteratura italiana. Oggi, mentre siamo minacciati da ogni tipo di catastrofe ecologica, le sue parole di lode della natura sono attuali come lo erano ottocento anni fa.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Il riposo delle pecore

Le pecore riposano all'ombra con un pollo

È appena metà mattinata di una splendida giornata di primavera e mi trovo a Stecco, che è una frazione di Figline nel Valdarno. Ma per un gruppo di pecore è già l’ora del riposo. Lentamente, una dopo l’altra si sono sdraiate all’ombra di un grosso albero. Belavano incessantemente. Notevole è il pollo tra di loro. Si tratta probabilmente di un “pollo del Valdarno”. Girava da una pecora all’altra e le beccava le pellicce; le pecore sembravano gradire e comunque tolleravano il pollo. Penso che il pollo liberava le pecore da insetti. E mentre le pecore si riposavano, il pollo continuava il suo lavoro.

Albero solitario nel Valdarno

Un albero solitario nel Valdarno
Buch der Lieder

Ein Fichtenbaum steht einsam
Im Norden auf kahler Höh’.
Ihn schläfert; mit weißer Decke
Umhüllen ihn Eis und Schnee.

Er träumt von einer Palme,
Die, fern im Morgenland,
Einsam und schweigend trauert
Auf brennender Felsenwand.

Heinrich Heine, 1827

Heinrich Heine il romantico poeta tedesco si recava spesso a Lucca. Peccato. Se fosse passato per Figline il suo albero di abete (Fichtenbaum) durante l’inverno nordico avrebbe sognato un albero bellissimo come quello della foto. L’albero si è appena coperto di bocci teneri, perciò i suoi rami si sono tinti di rosa. Cresce solitario nel Valdarno in un posto poco frequentato del comune di Figline.