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Gli argini

Gli argini dell'Arno nella nebbia con sportivi
Gli argini dell’Arno proteggono l’abitato di Figline – almeno parzialmente – da rovinose alluvioni. Ma siccome su Figline insistono anche altri fiumi all’infuori dell’Arno, anche quest’anno una parte di Figline è stata funestata da un alluvione disastrosa.
Di solito gli argini sono la metà di tanti sportivi che si allenano per le corse o semplicemente fanno footing per la salute. Anche nelle mattine di nebbia piuttosto fitta c’è un traffico intenso di chi corre e di chi cammina per tenersi in forma. Invero il sole fa del suo meglio per dissipare la nebbia ma ancora non ci è riuscito.

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Architettura moderna

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Otto metri quadrati di suolo se ne vanno ogni secondo coperti di cemento e asfalto, da case e strade, centri commerciali e capannoni. A questo ritmo ogni cinque mesi viene cementificata un’area pari a quella di Napoli; ogni anno una pari alla somma di Milano e Firenze.
Con gravissime conseguenze soprattutto per l’equilibrio idrogeologico dell’Italia, ma anche per la perdita di produzione agricola. Questo ritmo è superiore alla media europea; negli ultimi cinque anni è addirittura incrementato rispetto a quello degli ultimi 50, quando si perdevano 7 metri quadrati al secondo di suolo.
Dato che ogni giorno viene sottratta terra agricola di tali dimensioni allarmanti il risultato è che in Italia oltre 5 milioni di cittadini abitano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni. I terreni abitati ma non sicuri riguardano ben il 10 per cento dell’intero territorio nazionale e notizie di smottamenti e alluvioni che costano vite umane e causano ingenti danni economiche sono tristemente frequenti in Italia.
Anche a Figline nel Valdarno, nel suo piccolo, abbiamo degli esempi di cementificazioni, basta recarsi un po’ fuori dal centro storico lungo la SS 69 sia verso il nord che verso il sud. Il fatto particolarmente triste è che in buona parte si tratta di cementificazioni inutili, cioé della terra è stata sigillata da delle strutture che dovevano diventare abitazioni ed altro, ma molte costruzioni sono state abbandonate da tempo e non è dato a sapere se mai veranno completate. Così a Figline oltre al danno dobbiamo anche sopportare la beffa.
Bisogna trovare un equilibrio tra il consumo di suolo, lo sviluppo della città e il rapporto tra la campagna e l’area urbana.