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Alberi colorati

Alberi colorati lungo via Roma
Ormai natale è passato ma lungo via Roma ci sono ancora degli alberi pieni dei colori dell’autunno più festoso. Ne ho fotografato due, uno rosso e uno giallo, sullo sfondo delle antiche mura di Figline.

Stretching

Una giovane atleta fa dello stretching

Una giovane atleta ha interrotto il suo percorso lungo le mura antiche di Figline. Se ne approfitta di un muretto di pietra che delimita un posteggio ed ha l’altezza giusta per fare degli esercizi di stretching. Lo stretching aiuta gli atleti a tenere i loro muscoli in efficienza.

Questo post fa parte della Photo Challenge settimanale di WordPress.

La Cedronella

Cedronella una farfalla gialla
La farfalla della foto di oggi ha un nome italiano, si chiama Cedronella. Il nome è senz’altro ispirato al colore della farfalla che nel caso di un maschio è di un bel colore giallo brillante. Le farfalle femmine della specie sono più pallide e il loro colore vira al verdolino. I tedeschi invece pensano piuttosto ai limoni e chiamano la farfalla “Zitronenfalter”. Secondo gli inglesi invece il giallo è quello dello zolfo e loro chiamano questa specie “Brimstone”; brimstone è un sinonimo di zolfo.
Il nome scientifico della Cedronella è Gonepteryx rhamni, famiglia Pieridae.
Le Cedronella sono tra le farfalle più longeve che esistono: infatti sono capaci di compiere ben 13 mesi di vita! È vero che passano alcuni di questi mesi in letargo invernale, ma non è raro poterle osservare già verso la fine di gennaio nelle giornate soleggiate. Basta fare il giro delle antiche mura di Figline e nella zona ben esposta a sud li trovo regolarmente alla ricerca di qualche fiore precoce fonte di nettare. Infatti a loro piace svernare nascoste e protette nelle grosse piante di edera che si arrampicano su per le mura di Figline nel Valdarno.

Vicolo antico

Antico vicolo a Figline
Uno degli antichi vicoli di Figline nel Valdarno che sono numerosi nell’abitato all’interno delle mura. Lo spazio era prezioso e d’altronde si andava a piedi. Mezzi di locomozione erano buoi o cavalli. Quindi non c’era bisogno di strade larghe, sarebbero stato uno spreco. Purtroppo gli edifici lungo il vicolo da tempo non vengono mantenuti: sui tetti cresce l’erba fitta che ottura pure le grondaie, ove ancora esistono. Nei numerosi anfratti dei muri nidificano i piccioni che con i loro escrementi causano danni notevoli, i piano terra che una volta erano parte integrale del tessuto economico e che sono bellissimi con archi e pavimenti in pietra, sono abbandonati e ormai abitacolo di topi e peggio. Questa desolazione generale invoglia alcune persone a usare i vicoli come gabinetti pubblici, altri ci portano i loro cani a fare i bisogni, altri ancora abbandonano la loro spazzatura all’ingresso dei dei vicoli anziché conferirla in discarica.
È un vero peccato.
Un intervento risanatorio sarebbe auspicabile.

Piazza Lorenzo Bonechi

Un giovane operaio al lavoro in Piazza Bonechi
All’interno delle antiche mura di Figline c’è una piazza vasta quanto incantevole adibita a posteggio. C’è pure un garage sotterraneo con tanto di cancello. Il posteggio è per circa metà delimitato dalle antiche mura e per il resto da piacevoli costruzioni civili e piccoli giardini. Non manca neppure un maestoso albero sakura per il quale è stato creato un’aiuola sopraelevata. Ebbene questa piazza è stata intitolata al pittore Lorenzo Bonechi che è nato è vissuto a Figline e amava molto la sua terra. Tutto sommato un idea felice.
Come molte cose a Figline anche questa piazza avrebbe bisogno di attenzione e manutenzione.
Infatti nella foto di oggi si vede un giovanissimo tecnico che emerge dal sistema di aerazione intorno al garage sotterraneo dove aveva eseguito una qualche riparazione.

Antiche mura e pineta

La pineta lungo le antiche mura di Figline

Nel fuggir del sole
La ruina del mondo manifesta.
Petrarca

Vedi anche:
Antiche torri
Due biciclette felici
Home, sweet home

Antiche torri

Torri antiche
Le grosse mura che una volta proteggevano il comune di Figline erano munite pure di torri alte e ben fortificate. Ma con il tempo le fortificazioni medievali non servivano più perché il modo di condurre guerre era cambiato. Allora piano, piano gli abitanti di Figline si impossessarono delle fortificazioni e le trasformarono in abitazioni. Ma a queste case ricavate da antiche costruzioni mancavano i comfort delle abitazioni moderne. Qualche torre fu amorevolmente restaurata e portata a standard moderni, ma altre come si vede dalla foto, si trovano in uno stato di totale abbandono. La torre in primo piano è veramente fatiscente e un intervento oltre a essere auspicabile è oltremodo urgente, pena di perderla per sempre.
Sullo sfondo si vede invece la torre del Palazzo Pretorio. La sua forma odierna è dovuta ad un grosso intervento di manutenzione e restyling fatto sotto la guida dell’architetto Ezio Cerpi negli anni trenta. Ezio Cerpi ha curato anche la costruzione della Casa del Combattente nello stesso periodo.