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Gli argini

Gli argini dell'Arno nella nebbia con sportivi
Gli argini dell’Arno proteggono l’abitato di Figline – almeno parzialmente – da rovinose alluvioni. Ma siccome su Figline insistono anche altri fiumi all’infuori dell’Arno, anche quest’anno una parte di Figline è stata funestata da un alluvione disastrosa.
Di solito gli argini sono la metà di tanti sportivi che si allenano per le corse o semplicemente fanno footing per la salute. Anche nelle mattine di nebbia piuttosto fitta c’è un traffico intenso di chi corre e di chi cammina per tenersi in forma. Invero il sole fa del suo meglio per dissipare la nebbia ma ancora non ci è riuscito.

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iPhone e nonno

Un ipPhone in mano al nonno
L’iPhone è una famiglia di smartphone dell’Apple attualmente disponibile in commercio con i modelli iPhone 4 e iPhone 5. Rientra nella fascia alta del mercato degli smartphone eoffre funzioni multimediali di alto livello. L’iPhone include una fotocamera digitale, un dispositivo Assisted GPS e un lettore multimediale. I dispositivi, oltre ai normali servizi di telefonia quali chiamate SMS ed MMS, permettono di utilizzare servizi come e-mail, navigazione web, Visual Voicemail e possono connettersi tramite Wi-Fi. Sono controllabili dall’utente tramite uno schermo multi-touch, una tastiera virtuale, un pulsante Home, due piccoli tasti per la regolazione del volume, uno per passare dallo stato di suoneria allo stato di vibrazione ed uno per lo stand-by e spegnimento. L’interazione con l’utente è coadiuvata da un accelerometro e un giroscopio digitale, un sensore di prossimità e un sensore di luce ambientale.
Un signore anziano cammina lentamente lungo gli argini dell’Arno a Figline con gli occhi fissi sull’iPhone che tiene in mano. Non si cura della primavera introno, né delle persone che gli passano accanto. Sicuramente non sente gli uccelli che cantano felice perché finalmente ha smesso di piovere, né api e bombi che volano con il loro caratteristico ronzio alla ricerca di nettare e polline. Digita ininterrottamente ed è completamente occupato con la meraviglia tecnologica nelle sue mani. Tutto d’un tratto si blocca, stando fermo immobile e alza lo sguardo. Ma non per contemplare la meravigliosa giornata primaverile introno e sé ma bensì per guardare lontano, lontano nello spazio della sua mente alla ricerca di qualche dettaglio tecnologico che sembra di sfuggirgli.
Dopo un po’ inizia di camminare di nuovo con lo sguardo fisso sull’oggetto della casa di Cupertino.

Gli argini dell’Arno

Weekly Photo Challenge: Color
Gli argini dell'Arno a Figline

A Figline il Valdarno si presenta come una tipica valle, solcata dal corso dell’Arno che scorre da Sud-Est a Nord-Ovest, è ben delimitata ad Est dal Pratomagno e a Ovest dai Monti del Chianti. Il fiume si è scavato profondamente il suo corso, per cui il fondovalle è relativamente stretto e percorso da grandi arterie di comunicazione quali la regionale 69, l’autostrada A1 del Sole, la ferrovia e la direttissima Firenze – Roma.
È sabato mattina e nella foto per fortuna non si sente il sibilio combinato di treni e macchine che alligna nell’aria girono e notte. Siamo in primavera piena e finalmente il sole splende sulla vallata. Il cielo è limpido e migliaia di piante di tarassaco fioriscono creando così un incantevole contrasto tra il giallo e il blu. L’esistenza è più brava di qualunque pittore nel scegliere i colori della sua tavolozza! Per non creare fastidio agli occhi evita di porre i due colori complemantari troppo vicini una all’altra, ma pone tra di loro una striscia di verde sotto forma di prato succulento. L’armonia è perfetta e viene completata da un uomo si esercita faccendo il nordic walking lungo la stradina in cima agli argini dell’Arno, la sua tuta riprende il colore del cielo, il blu.

Pratomagno e nuvole

Il Pratomagno al tramonto visto da Figline
Il Pratomagno è un gruppo montuoso che si innalza tra il Valdarno e il Casentino. Il massiccio montuoso è nettamente delimitato ad est, sud ed ovest dal fiume Arno. La vetta più alta del massiccio montuoso raggiunge quota 1592 metri ed è denominata Croce di Pratomagno. La Croce del Pratomagno è un monumento che fu inaugurato il giorno di Ferragosto del 1928: si tratta di una grande croce modulare in ferro che domina tutto il massiccio ed è visibile anche da grande distanza. Da Figline lo si vede benissimo a occhio nudo.
Il Pratomagno è uno dei balconi più belli ed interessanti d’Italia, il panorama che si svela allo sguardo è unico per le distanze che si riescono a vedere. E spettacolari sono i tramonti che da Figline si possono osservare spesso.

Ciclismo su strada

Ciclisti sul ponte sull'Arno a Figline

Il ciclismo su strada è uno degli sport più popolari del mondo e fu il primo grande sport a diffusione internazionale. In Italia viene praticato tantissimo. Specie durante il fine settimana si vedono gruppi più o meno numerosi di uomini vestiti come papagalli, con caschi in testa, percorrere a velocità sostenuta le strade del Valdarno con biciclette costruite appositamente. A differenza di numerose donne e uomini di Figline che usano la bici per raggiungere rapidamente qualche metà, questi gruppi di ciclisti corrono solo per il piacere di correre e consumare chilometri, senza desiderio di raggiungere un punto qualsiasi. Quando attraversano il ponte sull’Arno che unisce Figline a Matassino ovviamente ignorano la pista ciclo-pedonale, che le autorità ci hanno voluto regalare realizzando un proggetto non ben pensato e eseguito peggio, ma procedono dritto avanti sulla strada. Per chi non fosse pratico del luogo fotografato: la pista ciclabile si nasconde dietro i grossi tubi bianchi a sinistra nella foto ed è raggiungibile solo attraversando la strada e infilandosi ad angolo retto rispetto al percorso desiderato in un cunicolo stretto e senza possibilità di scampo. A destra nella foto la situazione decisamente accidentata e poco accessibile che finalmente porta nuovamente a un marciapiede dopo un percorso ad ostacoli iniziato circa un centinai di metri prima, dove il marciapiede termina bruscamente.

Antiche mura e panni al vento

Una ragazza guarda attraverso una finestra nelle antiche mura di Figline

Una ragazza osserva dalla finestra nelle antiche mura quel che succede di sotto nel giardino. Figline infatti conserva ancora oggi buona parte delle sue mura trecentesche che permettono di farci un’idea dell’architettura militare del Medioevo. Furono costruite con pietre tagliate che in parte provenivano da case diroccate o da case che dovevano essere abbattute perché si trovavano sul tracciato delle mura da costruire. Venivano pure usati i pillori di fiume, cioè pietre arrotondate dal continuo rotolare nella corrente del fiume che lambisce Figline, l’Arno. Ovviamente era proibito addossare costruzioni civili alle mura di cinta per impedire che il nemico potesse con la complicità di quale figlinese approfittarsene per entrare in città. Ma quando qualche secolo più tardi le mura avevano perso ogni valore strategico e militare i cittadini iniziarono a “riciclare” le mura. Nella foto se vede uno splendido esempio di questa economia architettonica che però ha garantito la sopravvivenza delle antiche costruzioni. Un bel tratto di mura – oggi visibile dai Gardini Morelli – furono ripuliti dai camminamenti ormai diventati inutili e probabilmente pericolanti, e riutilizzati come facciata tergale di case a tre e anche quattro piani di civile abitazione. Le case così ricavate sono abitate tutt’oggi come si vede chiaramente dai panni stesi per asciugarsi, che sventolano allegramente nel vento.

Lucchetti dell’ amore a Figline

Lucchetti dell'amore sul ponte sull'Arno a Figline Valdarno

C’è una suggestiva leggenda a Firenze che ha incoraggiato negli anni la comparsa di un numero sempre maggiore di lucchetti sulle ringhiere del Ponte Vecchio, con grande dispiacere delle forze dell’ordine fiorentine.
La leggenda vuole che, se una coppia incatena un lucchetto sul Ponte Vecchio e poi getta la chiave nell’Arno, il suo amore durerà in eterno. Migliaia di coppie hanno visitato Ponte Vecchio espressamente per questo motivo e ci hanno lasciato il loro lucchetto con o senza firma.
Ormai non è più consigliabile cercare di far parte di quella leggenda. Sembra che la sovrabbondanza di lucchetti stava danneggiando alcune parti del ponte più vecchio di Firenze, ed il comune di Firenze ha dovuto rimuoverne la maggior parte. Oggi, chi tenta di incatenare un lucchetto su Ponte Vecchio, deve pagare una severa multa!
Sarà per questo motivo che l’usanza si è spostato sul ponte a Figline nel Valdarno. Recentemente sono comparsi dei lucchetti firmati sulla righiera al lato sud del ponte, quello insomma facilmente accessibile e che viene usato dalla maggioranza dei pedoni. Le chiavine, presumibilmente giacciono in fondo al letto del fiume Arno.
Non mi resta di fare i migliori auguri agli innamorati :-)