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Calcio unisex

Bambina e bambino giocano a calcio in piazza della Fattoria a Figline

Da circa tre anni abbiamo una piazza enorme e ben piastrellata a Figline nel Valdarno. Si chiama Piazza della Fattoria ed è tanto vasta quanto desolata. I venti la spazzano d’inverno, le persone la attraversano di fretta. D’estate il sole picchia senza pietà e manca anche il più sottile filo d’ombra per dare sollievo. I condomini costruiti di recente introno appaiono tutti invenduti e vuoti. Pesanti oggetti di cemento impediscono l’accesso alle macchine, e quindi la piazza non serve neppure ad alleggerire la cronica mancanza di posteggi nel centro di Figline. Chiaramente si tratta di un intervento urbanistico che potrebbe essere soggetto a qualche miglioramento.
Si chiama Piazza della Fattoria perché prima in quel luogo c’era una fattoria gestita dall’Istituto degli Innocenti di Firenze. La fattoria è andata in malora.
Ma per fortuna ci sono i bambini. Intendo bambine e bambini, ma l’italiano concorda senza pietà al maschile :-( A loro basta un po’ di spazio, e di spazio in quella landa deserta di piazza c’è n’è tanta, e un pallone e sono felici. Con destrezza tirano calci al pallone e lo mandano su e giù per la piazza senza correre il pericolo di tirarlo addosso a qualche passante. Tanto persone da lì ci passano ben poche.
Quindi, e in conclusione, la piazza rende felice alcuni dei cittadini di Figline, anche se probabilmente non erano loro che i progettisti della piazza avevano in mente.

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Padre e figlio

Padre e figlio scendono dalle scale alla stazione
Siamo nel sottopasso della stazione di Figline Valdarno. Questo passaggio con pavimento sconnesso e interrotto da gradini senza scivolo, nonché con scale senza scivolo, è il tragitto obbligatorio per chi abita dall’altra parte della ferrovia e vuole recarsi in centro. Vietato essere handicappato oppure essere genitore con bambino piccolo da spingere nel carretto. Problematico pure l’uso di carrelli per poter trascinare la spesa pesante, anziché portala a mano.
Comunque padre e figlio sono andati insieme a fare delle compere, assai probabilmente al supermercato sull’incrocio tra via Roma e via Locchi. All’andata tutto era facile perché le mani del babbo erano libere e disponibili per aiutare il piccolo. Ma ora al ritorno le cose sono più complicate. Il babbo porta due grosse borse, una per mano, e il piccolo deve affrontare le scale senza aiuto. Coraggiosamente si aggrappa alla ringhiera e lentamente un gradino per volta scende. Ci vuole del tempo ma infine ambedue giungono in basso e procedono felicemente verso casa.