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Coccinelle

una coccinella
A Figline nel Valdarno non sei mai lontano da qualche giardino, neanche quando abiti in pieno centro come me. Ci sono i giardini pubblici per lo più di recente impianto e quindi gli alberi sono ancor piccoli e danno poca ombra d’estate, però già fioriscono nella loro stagione e attirano api, bombi e farfalle. Poi ci sono innumerevoli giardini e giardinetti privati, spesso ben visibili dalle strade pubbliche, che contribuiscono a rendere l’atmosfera della cittadina assai gradevole e verde.
È possibile scattare foto a tema naturalistico quasi ovunque, anche la nella piazza principale. Oltre alle zanzare che tutti notano perché danno fastidio, nei giardini di Figline si può osservare tante specie di insetti utili e belli, compresi le coccinelle, cosa che fa la gioia di chi si diletta di fotografia macro. Per chi volesse sapere i particolari tecnici: uso l’obiettivo macro 100 mm della Canon montato su una macchina 350D, sempre della Canon. Scatto le foto sempre a mano libera. Mi piace osservare gli animaletti e scattare le foto solo quando mi offrono spontaneamente una inquadratura interessante. Se montassi la macchina fotografica su un cavalletto e mi ci mettessi dietro, queste foto spontanee non sarebbero possibili.
Come si fa a non essere contenti di poter vivere a Figline nel Valdarno?

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Coda di rondine mutilata

Farfalla Coda di Rondine con una sola coda
Guardate attentamente questa bellissima farfalla, Coda di Rondine. Non vi sembra che manchi qualcosa? Ho ripreso la farfalla di profilo a tre quarti e quindi dovrebbero essere visibile le due code nelle quali finiscono le ali posteriori. Ma di code c’è ne una sola perché la nostra farfalla ha palesemente subito l’attacco di qualche uccello ma è riuscita a scappare in tempo. O forse l’uccello ha sbagliato mira, comunque è rimasto con solo una coda della farfalla nel becco.
Non è per niente raro vedere farfalle con le ali incompleti a causa di qualche attacco. Ma se la ferita non è troppo grande come in questo caso, le farfalle riescono a sopravvivere allegramente.

La Cavolaia

Farfalla cavolaia femmina, Pieris brassicae
Oggi finalmente ho la foto di una farfalla che ha ben due nomi in italiano: Cavolaia o anche Rapaiola. È chiamata così perché i suoi bruchi amano cibarsi di tutti i tipi di cavoli recando del danno talvolta notevole alle coltivazioni. Scientificamente parlando si tratta di una Pieris brassicae, femmina. Le Pieris brassicae si distinguono dalle altre specie per una maggiore apertura alare, infatti la loro apertura raggiunge ben sette centimetri. Sono dei gran volatori, per esempio spesso attraversano la Manica per recarsi in Inghilterra. Salgono fino a 4000 metri sul Himalaya. Non hanno problemi ad attraversare le Alpi a volo.
Guido Gozzano ha scritto una lunga poesia sulle cavolaie, e ne cito qui volentieri una strofe.

La Cavolaia predilige gli orti,
l’attira il bianco delle case umane;
se scorge un muro, subito s’innalza,
lo valica, discende alla ricerca
di compagne festevoli ed ortaglie.
E l’istinto sovente la sospinge
nel cuor della città. Da primavera
a tardo autunno, giunge nelle vie.
E nulla è strano, come l’apparire,
dell’invïata candida degli orti
tra il rombo turbinoso cittadino.
Allora s’interrompe il ragionare
dell’amico loquace: – Una farfalla!

Farfalla bianca con vene nere

Una farfalla della Pieridae su fiore di cardo
Poesia di Pablo Neruda, “Le Farfalle”
ballano
velocemente
un ballo
rosso
arancione
verde
azzurro
granata
giallo
bianco
violetto
nell’aria
nei fiori
nel nulla,
sempre volanti,
consecutive e remote.

La farfalla della foto di oggi è una Aporia crataegi, femmina. I segni che si tratti di una femmina sono le venature nelle ali di colore marrone, nei maschi le vene sono nere; inoltre i maschi sono più piccoli delle femmine. Appertiene alla vastissima famiglia dei Pieridae, una delle famiglie più numerose di farfalle. Gli inglesi la chiamano con nome veramente appropriato Black-veined White, mentre i tedeschi hanno optato per Baumweißling.
Le farfalle bianche sia che sono Aporia crataegi, Pieris rapae, Pieris brassicae o addirittura Anthocharis cardaminensis vengono chiamate “Cavolaie” in Italia perché i loro bruchi piace cibarsi di piante delle varie famiglie di cavoli. A quanto pare almeno i contadini le farfalle le osservavano e li chiamavano per nome anche se non si curavano troppo delle piccole differenze tra le varie farfalle bianche.

Farfalle e fiori

Farfalla Aurora femmina su fiore di salvia

But just to be alive isn’t enough,” said the butterfly. “To live you must have sunshine and freedom and a little flower to love!
Ma semplicemente essere vivi non basta,” disse la farfalla. “Per vivere occorrono raggi di sole, libertà e un piccolo fiore da amare.

Liberamente citato dal incantevole quanto breve racconto di Hans Christian Andersen, “Sommerfuglen”. Ne raccomando la lettura, è lungo scarsamente una pagina.
Farfallone, link alla versione italiana della fiaba.
The Butterfly link to the English version of the fairytale.

La farfalla della foto è una Anthocharis cardamines della famiglia dei Pieridae. Si tratta sicuramente di una farfalla femmina, perché i maschi di questa specie hanno una macchia arancione in cima alle ali anteriori, mentre la Anthocharis cardamines della foto ne è priva. Quindi gli inglesi giustamente chiamano questa farfalla Orange Tip. I tedeschi invece hanno optato per Aurorafalter probabilmente perché le macchie arancioni del maschio a loro ricordano i colori dell’aurora.
In italiano, come al solito, questa graziosa specie non ha nome, anche se ho trovato una indicazione di Farfalla Aurora. Ma mi sembra che si tratti semplicemente di una traduzione dal tedesco e non di un nome di farfalla che in Toscana viene usato comunemente.

Coda di rondine

Coda di rondine su fiore di carciofo
Questo post partecipa alla Weekly Photo Challenge: Carefree

Una splendida Coda di rondine (Papilio machaon) si è posato su un carciofo in fiore e si gode il nettare come del resto fa pure un altro insetto. Come è facile vedere si distingue dalla farfalla della foto di ieri perché intanto ha le “code” assai più corte. Inoltre il disegno colorato si estende lungo tutto il bordo delle ali inferiori, mentre nella specie della foto di ieri i colori si concentrano in un cerchio all’inizio delle “code”.
Accontentiamoci del fatto che almeno queste due specie di farfalle veramente notevoli abbiano un nome in italiano che ricalca fedelmente quello tedesco e quello inglese. Come ormai sapete, se seguite il mio blog, la gran moltitudine delle farfalle che volano in Italia non hanno neppure un nome eccetto quello scientifico conferito dagli entomologi.

Coda di rondine, Segelfalter

Farfalla Coda di rondine tra fiori di lavanda
La foto di oggi mostra una delle più vistose, e certamente delle più impressionanti farfalle d’Italia. È una farfalla talmente bella che perfino gli italiani l’hanno degnata di un nome chiamandola “Coda di rondine”. E qui iniziano i guai: infatti esiste anche un’altra specie di farfalle, ugualmente grande e vistosa, che a prima vista può sembrare simile alla farfalla della foto, ma a guardarla con un po’ di attenzione differisce assai nella forma e nei colori delle ali. Ebbene gli italiani chiamano “Coda di rondine” anche quest’altra specie. Perciò ho aggiunto il nome tedesco, Segelfalter, Farfalla Vela, nel titolo. Gli inglesi molto diplomaticamente chiamano questa specie di farfalle “Sail Swallowtail”.
Comunque per ovviare ad ogni possibile confusione aggiungo il nome latino, scientifico che è Iphiclides podalirius, famiglia Papilionidae .
La famiglia delle Papilionidae comprende le farfalle più grandi del mondo. Gli esemplari che vivono in Italia possono raggiungere un’apertura delle ali fino a otto centimetri!
Ci metterò una foto della seconda specie domani.