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Pianta verde

Una pianta verde viene preparato per natale
In una tranquilla stradina del centro storico di Figline una signora lava una delle sue piante verde sul marciapiede davanti a casa. Ha portato fuori la pianta introno a mezzogiorno quando il sole scalda abbastanza e sta con cura lavando la pianta foglia per foglia. Un po’ più in là sul marciapiede ci sono alcune biciclette appoggiate al muro, biciclette immancabili a Figline.
La pianta sicuramente farà la sua figura vicino all’albero di natale.

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Santa Lucia

Luci e ombre a Figline

La chiesa cristiana dedica il giorno di oggi a Santa Lucia; la santa viene venerata non solo in tutta l’Italia ma è molto poppare anche in giro per il mondo. Come già il nome implica Santa Lucia si occupa dei nostri occhi perché ci possiamo percepire la luce, e quindi per relazione, anche della fotografia che è la scrittura con la luce. Quindi a lei vorrei dedicare la foto di oggi, peraltro scattata poche ore fa in un angolo del centro storico di Figline.
“Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”, recita il detto popolare. Tutti sappiamo che il tredici di dicembre non è il giorno più corto, ma bensì il ventuno, solstizio d’inverno. Ma screditare un detto popolare è difficile e in fondo neanche necessario. Certo è che anche il giorno tredicesimo di dicembre è parecchio corto e il sole sparisce praticamente già a metà pomeriggio. Ma prima di tramontare fa dei giochi di luci e ombre come quello che sono riuscita a riprendere. Effetti come questi durano pochi minuti e ovviamente accadono solo se la giornata è chiara e piena di sole, quindi bisogna avere la macchina fotografica pronta e trovarsi sul luogo. Addirittura un raggio di luce illumina lo specchio rotondo che riprende alla perfezione il nuovo palazzo comunale con la sua torre invadente e troppo alta per il contesto storico in cui si colloca.

Sette piccioni e una finestra

Sette piccioni introno a una sola finestra
I piccioni sono una vera piaga nel centro storico di Figline. Otturano le grondaie con i loro nidi, sporcano dove capita e quel che è peggio, hanno cacciato con la loro prepotente presenza gli uccellini nativi, come i passerotti, che una volta popolavano le piazze. Inutile è tenere un gatto, i gatti moderni che vivono nelle nostre case mangiano troppo bene per affaticarsi con una caccia al piccione. In commercio si trovano vari rimedi contro l’invadenza di questi immondi uccelli, ma l’unica cosa che funziona è una costante e vigile presenza.
Guardate la finestra che ho inquadrato: ben sette piccioni introno a una sola finestra! Infatti il signore che vedete poco dopo che avevo scattato la foto ha chiuso le persiane dalla disperazione, benché fosse pieno giorno. Ormai erano tre i piccioni che gli cagavano sopra le persiane. Il terzo piccione non si vede nella foto, perché è arrivato dopo lo scatto.

Cavallo in divieto di sosta

un cavallo in divieto di sosta
Figline nel Valdarno è diviso in contrade che prendono i nomi delle antiche porte che permettevano la comunicazione tra il comune e l’esterno quando ancora le antiche mura della città avevano una funzione difensiva. È tradizione che ogni contrada organizza una festa ogni anno. Ora è il turno di porta senese che ha allestito una zona di mercatino e gastronomia lungo il cassero. Ma la domenica mattina i contradaioli hanno portato alla Collegiata i bambini nati negli ultimi mesi per farli battezzare. Uno dei contradaioli ha ben pensato di arrivarci alla cerimonia a cavallo e lo ha posteggiato davanti all’ingresso della chiesa legandolo a un pilastro e ignorando il divieto di sosta che vige in questo posto.
Il cavallo si è comportato benissimo e ha aspettato tutto il tempo in modo composto nonostante che numerose persone di passaggio lo toccassero.
Vigili a fare la multa non si sono visti.

Due amici in piazza Stazione

Due amici seduti in piazza Stazione a Figline

Oggi come oggi la stazione di Figline è la più frequentata del Valdarno. Fu inaugurata dalla Società per le strade ferrate romane, che serviva molte ferrovie dell’Italia Centrale, il 8 aprile 1863 con l’apertura della linea Pontassieve-Montevarchi, estesa pochi mesi dopo fino a Terontola. Dopo pochi anni dall’inaugurazione la stazione salì agli onori della cronaca nazionale ed internazionale: il 4 novembre 1867 fu arrestato Giuseppe Garibaldi, che dopo aver subito una disfatta nella battaglia di Mentana si stava dirigendo a Livorno; Garibaldi ricorda questo episodio pure nelle sue memorie.
Il fabbricato allora costruito ha superato indenne le due guerre e altre traversie e oggi si presenta essenzialmente inalterato rispetto al 1863. Si tratta di un edificio elegante e sobrio nello stile eclettico che allora dominava in Toscana, specie nelle opere pubbliche. Dato la sua ormai notevole età e il suo ottimo stato di conservazione si può senz’altro considerare uno dei monumenti di Figline degne di essere menzionate. Tanto più è sorprendente che pochi anni fa qualcuno ha deciso di piazzarci davanti alla facciata della stazione un’aiuola con leziose rose e alberi ad alto fusto completando il tutto con delle panchine. Per il momento gli alberi sono ancora abbastanza piccoli, ma già si intuisce che tra pochi anni renderanno impossibile la vista della facciata storica. Decisamente una scelta sbagliata, come tante altre che a Figline sono state fatte nel centro storico.
Ma due vecchi amici incurante della tematica sulla conservazione di edifici storici si godono una delle panchine e acconsentono di buon grado di farsi fotografare.

Casa dipinta

Una delle case dipinte a Figline
Oggi ho fotografato un altra delle case dipinta di Figline. Nel centro storico di Figline esistono ancora un numero sorprendente di case con le facciate dipinte in modo elaborato. Sicuramente perché i proprietari ci tengono alle facciate delle loro case e li fanno restaurare da artigiani competenti, conservandoli in tal modo per un altro po’ di tempo. Sarebbe veramente un peccato se scomparissero queste testimonianze di un passato che nel Valdarno era particolarmente ricco di artigianato artistico. Come si vede dalla vecchia targa dipinta al piano terra una volta c’era una vendita di cereali, oggi invece un forno porta avanti la tradizione. E che il fornaio uscisse proprio nel momento in cui ho scattato la foto, era una gradita sorpresa.

Via Fabrini, interno

Via Fabrini, interno
A circa metà di via Fabrini c’è un arco che conduce a una stradina interna senza uscita. La stradina è fiancheggiata di vecchie case amorevolmente mantenuta dai loro proprietari. Se passate di lì merita passare sotto l’arco e dare un’occhiata all’interno di via Fabrini.