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Il cimitero della Misericordia

Statue di terracotta nel cimitero della Misericordia a Figline
A pochi passi dal centro di Figline in direzione nord, troviamo un gioiello tanto autentico quanto inaspettato. Si tratta del cimitero della Misericordia. Fu costruito introno alla metà dell’Ottocento per offrire una sepoltura distinta ai membri della Confraternita della Misericordia. Oltre alla costruzione stessa sono di notevole interesse linguistico le numerose lapidi dei secoli scorsi, e soprattutto le statue di terracotta che si trovano lungo il perimetro della piazzuola centrale. Sono di grandezza naturale e rappresentano figure femminili quale Temperanza, Giustizia, Fortezza, Perseveranza, Contrizione, Carità, Pace, Prudenza e altre. Non ho ancora trovato alcuna documentazione su queste statue, ma sicuramente sono il prodotto di una fornace della zona. È infatti ben documentato da recenti ritrovamenti archeologici che in zona funzionava qualche fornace già ai tempi degli etruschi e i romani hanno continuato la tradizione. Queste statue sono una commovente testimonianza dell’eccellenza degli artigiani locali e meriterebbero un’attenzione maggiore. L’anziano custode del cimitero mi ha raccontato che una volta erano dipinte di bianco, probabilmente per sembrare fatte di marmo di Carrara. Infatti su alcune ci sono ancora tracce ben visibili della vecchia colorazione. Il cimitero è aperto al pubblico per due ore sia la mattina che la sera a giorni alterni e merita davvero una visita.

La vite maritata

La vite maritata all'albero
Negli immediati dintorni di Figline si incontra ancora pezzi di campagna coltivata in modo tradizionale. Vuol dire in modo e con sistemi consacrati nei secoli e nei millenni che sono passati dacché nel Valdarno ci abitavano gli etruschi. Una coltivazione particolarmente affascinante, specie per una fotografa, sono le cosiddette viti maritate all’albero. Si tratta di robuste piante di vite che non sono tirate su appoggi morti, come ormai si usa in quasi tutto il mondo, ma che si arrampicano su dei sostegni vivi. Intorno a Figline come sostegno viene usato per lo più l’acero campestre (Acer campestris) che in Toscana si chiama loppo o anche testaccio. Gli studiosi affermano che questo fu il sistema autoctono nell’antica Roma, tant’è vero che in latino viene chiamato con il termine “Arbustum”; l’altro sistema colturale, cioè a sostegno morto invece in latino si dice “Vinea”. Inoltre c’è da notare come il viticoltore non ha usato materiale industriale per per legare le viti agli alberi, ma si è servito dei rami giovani e flessibili di salice, detto “sarci in Toscana”. L’insieme già di per sé interessantissima viene reso particolarmente pittoresco dalle migliaia di piccoli fiori che in questo periodo sbocciano nelle strisce di terra inerbita tra i filari di vite maritata all’albero.

Vedi anche il mio post “La vite maritata all’albero” su Figline e dintorni

Etimologia di Figline

fiori di sakura davanti a un muro di mattoni rossi
Ormai la fioritura degli sakura è arrivata alla sua naturale conclusione nel Valdarno. Purtroppo quest’anno tra piogge e venti, nonché scritterati interventi dei giardinieri comunali, è stata al di sotto del suo splendore usuale, ma comunque spettacolare e profumatissima. Ora non ci resta che aspettare la prossima primavera. Vorrei chiudere questa stagione con una foto emblematica per Figline: rami fioriti di sakura davanti a un muro di mattoni rossi.
Il nome Figline infatti deriva dal latino “Figulinae” che indica una fabbrica di “figuline”, un luogo ove si lavora l’argilla per la fabbricazione di materiale da costruzione come tegole e mattoni, contenitori e stoviglie, nonché statue di ogni tipo. La cottura in fornace conferisce a tali manufatti la capacità di durare nei millenni. Da “figuline” diversi centri abitati italiani prendono il nome di Figline, Ficulle, Fighine, Feghine.
Ma a Figline la produzione di terra cotta è ben più vecchia degli antichi Romani! Gia gli Etruschi producevano delle “figuline” nel territorio del nostro comune. Lo testimonia un sito archeologico veramente importante in località la Rotta. Fu scoperto casualmente alla fine degli anni ‘90; è stato oggetto di alcune sistematiche campagne di scavi condotti con criteri scientifici. Grazie ai ritrovamenti effettuati, è stato possibile stabilire che il limite cronologico più antico del sito della Rotta risale agli ultimi decenni dell’ottavo secolo a.C. È evidente che l’abitato etrusco di Figline era ben inserito nella rete commerciale che collegava Il Mediterraneo e l’Etruria meridionale.
Per saperne di più sulla Figline etrusca si può navigare in internet e andare sul sito dell’Archeoclub Valdarno