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Farfalla mangia susina

Una Farfalla Velluto mangia una susina caduta in terra
I testi scientifici affermano che le farfalle amano cibarsi di frutta marcia. Sarà. Ma le farfalle a Figline mostrano una decisa preferenza per la frutta fresca come mostra la mia foto di oggi. Lei e molte altre farfalle, quasi tutte della stessa specie, si fermavano per dei minuti davanti a qualche susina caduta di fresco dall’albero per succhiarne il liquido con evidente soddisfazione. Lasciavano da parte il susine cadute nei giorni precedenti e ormai marciti.
Che saranno dei buongustai le farfalle di Figline?
Anche questa foto l’ho scattata alla fonte sopra a Brollo, frazione di Figline Valdarno. Il nome scientifico della farfalla è Hipparchia semele della famiglia Nymphalidae; Grayling in inglese, Samtfalter in tedesco.

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La Farfalla Bruno

Farfalla Bruno,  Satyrinae

Il nome scientifico della farfalla di oggi è Lasiommata megera. Appartiene alla famiglia delle Nymphalidae, e alla sottofamiglia Satyrinae.
Molto probabilmente si tratta di un maschio, le femmine sono, al solito, più pallide. Sta beatamente ad ali aperte per scaldarsi al sole ed ha scelto una bottiglia di plastica abbandonata nel prato per posarvici.
Come accade alla maggior parte delle farfalle che volano nella Valdarno anche questa farfalla non ha nome in italiano. L’ho chiamata Farfalla Bruno, perché Bruno corrisponde bene al nome che viene usato dagli inglesi e che è particolarmente indicativo. I Satyrinae, una sottofamiglia delle farfalle nobili (Nymphalidae) hanno in comune il colore bruno- arancione più o meno intenso. Perciò gli inglesi li chiamano “Browns”; la specie della foto di oggi “Wall Brown”. Per i tedeschi è il “Mauerfuchs” perché il suo colore, specie quello dei maschi, somiglia veramente da vicino a quello delle volpi.

Occhio di farfalla

Gli occhi composti e antenne di una farfalla
Le farfalle endemiche dell’Italia comprendono circa 300 specie e molti di loro non hanno neppure un nome in italiano. Sembra proprio che agli italiani importa poco di queste creature leggiadre e bellissime.
La testa delle farfalle è molto piccola ed è occupata da un paio di grandi occhi composti. Si chiamano così perché ognuno di questi occhi è costituito da migliaia di piccole lenti esagonali, completo di nervi ottici collegati al cervello. Ogni unità è un piccolo sensore ed è detta ommatidio. Nel loro insieme costituiscono una grande struttura sferica, gli occhi delle farfalle, e permettono a loro di guardare contemporaneamente in ogni direzione. Funzionano un po’ come i pixel di una macchina fotografica. Le farfalle per vedere intorno non hanno bisogno di girare la testa perché a causa delle leggi dell’ottica che governano i loro occhi hanno un campo visivo estremamente vasto. Inoltre vedono benissimo qualunque cosa molto vicina fino a una distanza di circa 200 metri. Vedere oltre a una farfalla non occorre; pensate quanti problemi si risparmiano!
Tra gli occhi sono poste le antenne, costituite da molti piccoli segmenti, anch’esse ben visibile nella foto. Le antenne fungono da organi di senso tattile e chimico.

La Vanessa del Cardo

La farfalla Vanessa del Cardo su un fiore di cardo
La farfalla della foto di oggi si chiama Vanessa del Cardo, Vanessa cardui con nome scientifico. I tedeschi con la loro abilità di concentrare un pensiero complesso in una solo parola hanno creato il nome Distelfalter per lei, mentre gli inglesi la chiamano Painted Lady. Non saprei dirvi se si tratta di una femmina o di un maschio, le farfalle infatti hanno livree diverse a seconda del sesso. Sapevatelo!
Le Vanesse italiane sono solite passare gli inverni nel Nord Africa e a volte nelle aree meridionali del Mediterraneo più calde come esempio in Sicilia, ma in primavera, e talvolta nuovamente in autunno, migrano. Si spostarsi dal Nord Africa e dal Mediterraneo all’Europa meridionale e centrale fino ad arrivare alla Gran Bretagna nei mesi di maggio e giugno. Hanno un apertura alare di cinque o sei centimetri.
Negli anni passati era facile vederli in giro per Figline, perfino in centro, e di certo tutt’intorno al paese. Ma quest’anno ho dovuto veramente faticare a trovare qualche esemplare da fotografare. Finalmente camminando lungo via delle Fattorie a Matassino sono riuscita a trovare qualche esemplare che volava introno ai cardi, loro fiori preferiti. Come per le api il 2013 è un anno tragico anche per le farfalle. Oltre alla distruzione progressiva dei loro habitat da parte del uomo quest’anno ci sono state delle condizioni atmosferiche veramente avverse alla vita di queste creature tanto deliziose quanto delicate.