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Graffiti, metamorfosi

Metamorfosi dei graffiti

Nel mese di giugno ho pubblicato la foto di uno dei rari graffiti a Figline che mostrano un po’ di creatività. Era firmato “Mare” e l’autore ci faceva sapere che l’opera si chiama “Sogno”. Purtroppo la gran massa dei graffitati di Figline sono privi di qualsiasi guizzo di talento e si limitano a imbrattare i muri.
Passando l’altro giorno per la passerella lungo la ferrovia che ospita il graffito che avevo notato a giugno ho dovuto vedere come qualcuno di questi ragazzi che invece di graffitati sarebbe meglio definire vandali, ha distrutto l’opera di Mare. Ne è rimasto solo la firma e il nome dell’opera. Quindi oltre al danno pure la beffa. Chi non ha visto l’opera originale che si nasconde sotto l’attuale bruttura, deve pensare che Mare sia il solito vandalo senza alcun talento.
Peccato.

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Nuovo ingresso

Nuovo ingresso alla stazione di Figline
Da poco a Figline abbiamo un nuovo ingresso al sottopasso per la stazione. Si tratta di un beneficio collaterale alla costruzione del muro di protezione che le FFSS hanno imposto a Figline lungo la tratta ferroviaria. Il muro dal lato posteggio ha un’apertura e per giungere la discesa dal binario alla viabilità precedente è stato aggiustato l’ingresso che vedete nella foto. Oltre ai nuovi gradini che ora sono di granito è stato aggiunto un bel corrimano non solo ad ambo i lati della scalinata ma anche nel bel mezzo di essa! Un vero lusso per Figline dove i corrimano mancano del tutto a più di una scalinata pubblica.
Ora le scale per entrare nel sottopasso sono così comode nella discesa che un signore neanche tanto giovane li piglia di cosa con la sua bici.

Sottopasso pedonale

Sottopasso pedonale in fondo ai via Pampaloni

Il territorio comunale di Figline nel Valdarno è tagliato in due dalla barriera invalicabile della ferrovia che corre parallela al fiume Arno. Per rendere ancora più solida questa barriera che corre dal nord al sud e viceversa, le ferrovie hanno eretto dei orribili muri di cemento su ambo i lati del tracciato ferroviario. Quindi ora anche visivamente l’impatto esteticamente negativo con le ferrovie è garantito.
Come se non bastassero i continui disservizi dei quali soffrono tutti coloro che sono costretti a fare i pendolari nel Valdarno.
Comunque la tratta ferroviaria è bucata da numerosi sottopassi che facilitano la comunicazione tra le due parti del paese. Il più di questi sottopassi è molto stretto e basso e permette a malapena i passaggio di una bici. Tutti quanti questi passi versano in cattive condizioni di manutenzione, buche in terra e muri sbrecciati sono la regola. Inoltre ovunque è possibile applicare del colore alle pareti si esprimono gli aspirati artisti di Figline con risultati quasi sempre molto dubbi, per usare una parola gentile. Scritte a sfondo politico e sessuale nonché parolacce abbondano.
Nella foto di oggi vedete uno dei più luminosi questi cunicoli di cui gli abitanti di Figline si devono servire. Si trova in fondo a via Bianca Pampaloni.

Due amici in piazza Stazione

Due amici seduti in piazza Stazione a Figline

Oggi come oggi la stazione di Figline è la più frequentata del Valdarno. Fu inaugurata dalla Società per le strade ferrate romane, che serviva molte ferrovie dell’Italia Centrale, il 8 aprile 1863 con l’apertura della linea Pontassieve-Montevarchi, estesa pochi mesi dopo fino a Terontola. Dopo pochi anni dall’inaugurazione la stazione salì agli onori della cronaca nazionale ed internazionale: il 4 novembre 1867 fu arrestato Giuseppe Garibaldi, che dopo aver subito una disfatta nella battaglia di Mentana si stava dirigendo a Livorno; Garibaldi ricorda questo episodio pure nelle sue memorie.
Il fabbricato allora costruito ha superato indenne le due guerre e altre traversie e oggi si presenta essenzialmente inalterato rispetto al 1863. Si tratta di un edificio elegante e sobrio nello stile eclettico che allora dominava in Toscana, specie nelle opere pubbliche. Dato la sua ormai notevole età e il suo ottimo stato di conservazione si può senz’altro considerare uno dei monumenti di Figline degne di essere menzionate. Tanto più è sorprendente che pochi anni fa qualcuno ha deciso di piazzarci davanti alla facciata della stazione un’aiuola con leziose rose e alberi ad alto fusto completando il tutto con delle panchine. Per il momento gli alberi sono ancora abbastanza piccoli, ma già si intuisce che tra pochi anni renderanno impossibile la vista della facciata storica. Decisamente una scelta sbagliata, come tante altre che a Figline sono state fatte nel centro storico.
Ma due vecchi amici incurante della tematica sulla conservazione di edifici storici si godono una delle panchine e acconsentono di buon grado di farsi fotografare.

Padre e figlio

Padre e figlio scendono dalle scale alla stazione
Siamo nel sottopasso della stazione di Figline Valdarno. Questo passaggio con pavimento sconnesso e interrotto da gradini senza scivolo, nonché con scale senza scivolo, è il tragitto obbligatorio per chi abita dall’altra parte della ferrovia e vuole recarsi in centro. Vietato essere handicappato oppure essere genitore con bambino piccolo da spingere nel carretto. Problematico pure l’uso di carrelli per poter trascinare la spesa pesante, anziché portala a mano.
Comunque padre e figlio sono andati insieme a fare delle compere, assai probabilmente al supermercato sull’incrocio tra via Roma e via Locchi. All’andata tutto era facile perché le mani del babbo erano libere e disponibili per aiutare il piccolo. Ma ora al ritorno le cose sono più complicate. Il babbo porta due grosse borse, una per mano, e il piccolo deve affrontare le scale senza aiuto. Coraggiosamente si aggrappa alla ringhiera e lentamente un gradino per volta scende. Ci vuole del tempo ma infine ambedue giungono in basso e procedono felicemente verso casa.

Il muro della ferrovia

Il muro lungo la ferrovia
Neighborhood

Da mesi si svolgono dei lavori lungo la grassa ferroviaria che attraverso il territorio del comune di Figline. Sono stati eretti due grossi muri di cemento lungo i binari che permettono ai treni di correre tra Firenze e Roma. I muri sono bruttissimi da vedere, grigi e dall’aspetto desolato come sono. Nulla alleggerisce l’impatto visivo che più negativo di così non potrebbe essere. In un primo momento si pensava che si trattasse di muri fonoassorbenti, che quindi avrebbero diminuito il rumore continuo al quale sono esposti i cittadini che abitano vicino ai binari. A quanto pare invece questi muri hanno il compito di proteggere gli abitanti di Figline da eventuali disastri che i treni potrebbero causare. E il pensiero corre al disastro ferroviario con relativi morti successo pochi anni fa a Viareggio dove un treno carico di merce pericolosa si schiantò contro l’abitato.
Speriamo bene e facciamo gli scongiuri.

Alla fermata del bus

Un uomo aspetta alla fermata del bus a Figline Valdarno

Accanto alla stazione ferroviaria di Figline Valdarno c’è pure la stazione dei bus. Si tratta di un vasto piazzale senza alcun arredamento, se si eccettua una panchina, una di numero, miserabile e insufficiente. Le autorità competenti per la gestione delle piazze di pubblica utilità sembrano pensare che meno si arredano le piazze, meglio è. Invero a Figline non mancano le panchine, ma sono collocate in punti dove non servono o dove addirittura non sono accessibili.
Un uomo, evidentemente in attesa di un bus, aspetta pazientemente in piedi e appoggiandosi al muro. Per ingannare l’attesa fuma una sigaretta e osserva un piccione in cerca di briciole.
Speriamo che il bus sia puntuale!