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Cinquanta sfumature di grigio

Cinquanta sfumature di grigio in  via Grecia
La foto di oggi vuole completare quella che ho postata ieri. Siamo sempre a Figline Valdarno in via Grecia, ma questa volta ho puntato l’obiettivo verso sud anziché verso nord come ieri. Si tratta di una zona di recentissima urbanizzazione; lo spazio disponibile era tanto e poco costoso perché si tratta di campi agricoli ormai completamente abbandonati da tempo. A testimonianza dell’antico uso agricolo spuntano ancora da qualche parte degli alberi da frutto, ma stanno tutti male perché non più curati da nessun contadino. Sarebbe stato possibile creare qualcosa a misura d’uomo, qualcosa di gradevole, e invece è stato colato del cemento e dell’asfalto senza pietà per la terra che così è stata sigillata e uccisa.
Dove c’erano campi coltivati ora’unico colore visibile è il grigio in tante sfumature:
il grigio dell’asfalto,
il grigio dei muri di cemento armato,
il grigio degli infissi di alluminio,
il grigio dei pali di zinco,
il grigio delle pietre artificiali che delimitano il marciapiede,
il grigio della segnaletica orizzontale,
il grigio del marciapiede d’asfalto più recente e quindi più scuro della strada,
il grigio dell’insieme causato dalla mancata di creatività.
Mi fermo qui, ma sarebbe facile trovare ulteriori sfumature di grigio per arrivare alle cinquanta sfumature di grigio citate nel titolo.

Cosa ci voleva a riservare una striscia di terra lungo la via Grecia per piantare degli alberi creando così, con il passare del tempo, un bel viale che conduce dai centri commerciali da un lato ai condomini che si trovano in fondo alla strada?

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Via Grecia

Via Grecia a Figline, un uomo  passa
La Grecia di solito evoca fantasie di antiche costruzioni, statue e comunque opere d’arte. Altrimenti ci fa pensare ai colori intensi un mare incontaminato e sparso di centinaia di isole e isolette. Tanto più è sorprendente che la via Grecia a Figline si trova in una zona al nord del paese, dove l’abitato confina con la campagna ormai abbandonata dai contadini. C’è una zona industriale con capannoni di nessun pregio architettonico come è tipico delle zone industriali nelle vaste periferie delle città moderne. Oltre ai capannoni ci sono pure delle costruzioni a condominio in uno stile che somiglia tragicamente a quello delle vele di Scampia a Napoli. Come ebbi a scrivere e fotografare recentemente alcuni di questi condomini, in avanzato stato di costruzione, sono da tempo abbandonati e fanno solo brutta mostra di sé senza essere utile. Da poco più di un anno si è insediato lì anche un grosso centro commerciale che porta molto movimento in zona. Il colore dominante tutt’intorno è il grigio chiaro del cemento e il grigio scuro dell’asfalto. Intitolare una strada che conduce attraverso questo grigio insistente alla Grecia è davvero un controsenso.
Per mitigare almeno un po’ tanta mancanza di colore ho voluto inquadrare le sterpaglie che crescono al bordo della strada; siccome quest’anno non fa che piovere sono belli rigogliosi verdi e ancora cosparsi di fiorellino gialli.
Un uomo che pare sconsolato passa a capo chino e completa l’insieme poco greco.

Giovane zingara

zingara-giovane
Il portale della Collegiata, la chiesa più importante di Figline nel Valdarno, è un posto ambito da parte di chi chiede l’elemosina, per ovvii motivi. Il costante passaggio di fedeli garantisce un buon incasso. Oggi il posto è stato conquistato da una giovane zingara che spesso viene a Figline con un treno in tarda mattinata. Ma a differenza del suo solito non è vestita con il suo costume tradizionale ma in modo occidentale. Infatti indossa una tuta da ginnastica!

Il gatto di piazza Serristori

Il gatto di piazza Serristori
Accanto al teatro Garibaldi c’è un ampio spazio delimitato dalle antiche mura da un lato e da alcuni condomini dall’altro, interamente lastricato con cotto e strisce di pietra serena. Sospetto che il gatto di oggi abiti in uno di questi condomini. Si tratta di uno splendido esemplare di gatto domestico di incerta discendenza. Sicuramente tra i suoi antenati si trova un gatto persiano, cioè un gatto a pelo lungo. Dai persiani ha ereditato il portamento aristocratico e flemmatico e un corpo massiccio. Sta tranquillamente in mezzo alla piazza e si fa fotografare, sembra che si metta in posa. Ovviamente considera la piazza parte del suo territorio e la fotografa un qualcosa che non merita particolare attenzione. I piccioni che passeggiano nella piazza alla ricerca di cibo non lo interessano più di tanto. Ci da qualche occhiata distratta, ma decide che è troppo faticoso darci la caccia.

Gonna vintage

Insegnate con gonna vintage
Una classe di studenti, a giudicare dalla loro altezza di scuola media, segue in fila indiana non proprio perfetta la loro insegnate. Ragazze e ragazzi sono vestiti rigorosamente unisex in jeans e maglietta, come del resto accade un po’dapperttutto nel mondo occidentale. L’insegnante invece indossa una gonna decisamente vintage. Si tratta di una gonna lunga e molto larga, costruita a balze variopinte. Questo tipo di gonne comparve in Italia e non solo, intorno all’anno sessantotto ed ebbe una stagione lunga e fortunata, anche perché era molto facile cucirsela da sé; non occorreva davvero essere una brava sarta. In più costavano molto poco, perché per costruire le balze si poteva riciclare vecchi vestiti e avanzi, bisognava solo fare attenzione ad accostare bene i colori. Certo, va ricordato che allora in quasi tutte le case c’era una macchina da cucire e le donne la sapevano usare.
La giovane donna nella foto invece assai probabilmente ha acquistato il suo capo d’abbigliamento a qualche bancarella del usato pagandolo poche euro. Mi fa piacere vedere di novo una gonne a balze, simbolo di una stagione passata che però ha segnato in modo indelebile il presente.
La foto è stata scatta sul angolo di Corso Garibadi e Spedale Serristori.

Picconi lasciano il segno

Un piccione a Figline

A Figline i piccioni ci stanno ovunque e, dove si fermano, mettono il segno. Nella foto un muro di un palazzo storico in pieno centro di Figline. Evidentemente nel muro c’era un’apertura, forse una finestra, che nel corso dei secoli è stata chiusa, lasciando una nicchia poco profonda. Ma ai piccioni basta poco spazio per fermarsi e imbrattare e che il muro da poco è stato restaurato nulla importa a loro.

Cane in bicicletta

Cane in biciletta
Nei bar i cani non possono entrare, neanche se sono così piccoli come quello della foto. Sta infatti comodamente dentro la cestina portapacchi attaccata al manubrio della bicicletta. Penso che si tratti di una cagnolina per via del guinzaglio rosa. La padrona ha appoggiato al bici accanto all’ingresso del bar Cuccoli, uno dei bar più amati di Figline a causa della bontà dei suoi prodotti. Poi si è recato dentro al bar per prendere qualche consumazione. La cagnolina, che non è neppure legata, non si scompone per niente e aspetta tranquillamente. Ecco che una signora esce dal bar e accarezza la piccola cagna e si mette a giocare con lei. La cagnolina è visibilmente contenta dei complimenti che riceve e così passa l’attesa.