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Fiori di stagione

Un ramo di weigelia fiorito a natale
Dopo la scorpacciata di “alberi di natale” di plastica decorati in modo sommario e “stelle di natale”, povere piante costrette a una lenta agonia nelle case a riscaldamento centrale solo perché disposti a produrre “fiori” rossi a dicembre vorrei proporre oggi dei fiori veri che si trovano in abbondanza su dei cespugli in pieno centro a Figline. Il loro nome è Weigelia in onore del botanico tedesco Christian Ehrenfried von Weigel. I cespugli sono collocati in un giardino pubblico in posizione particolarmente ben protetta e esposta al sole anche d’inverno. Le Weigelie di solito fioriscono a fine primavera con una ricca cascata di fiori rosa e profumati, molto ricercati dalle api, ma nel 2013 hanno deciso di rifiorire a partire da novembre e ancora non hanno smesso come dimostra la foto. Anche le foglie non sono cascate come di solito succede.
Anche questo succede a Figline!

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Cavoli, verdura di stagione

Cavolfiori rigogliosi
Ormai orti e campi intorno a Figline sono a riposo e in attesa della buona stagione che verrà l’anno prossimo. Ma fanno spettacolare eccezione quei angoli e strisce di terra riservate alla coltivazione dei cavoli, verdura invernale. Dai tradizionali cavoli neri che servono per la ribollita fiorentina fino ai cavolfiori della foto c’è abbondanza di offerta a buon prezzo presso i negozi specializzati. Nel reparto ortofutta alla COOP sono comparso perfino i bok choy, una specie di cavoli cari ai cinesi. Erano etichettati “bietola chinese”, ho notato che i compratori erano incuriositi e li hanno comprato.
Decisamente i cavoli vanno forte in questo momento!

Ultimi fiori 2

Ultimo fiore di cardo
L’inverno è in pieno svolgimento. La temperatura si è abbassata ancora. La neve sul Pratomagno persiste. Sembra proprio che la temperatura voglia scendere sotto lo zero anche nel fondovalle. I prati all’ombra la mattina sono coperti di brina.
In questa situazione la vita dei fiori si fa veramente dura. Ma nonostante tutto qualcheduna resiste e il suo colore spicca tra l’erba sciupata. In un prato non appena fuori dal centro di Figline ho trovato questa piantina di cardo che sfida il freddo e tenta di fiorire.
Come facevo a non fotografarla?

La Cedronella

Cedronella una farfalla gialla
La farfalla della foto di oggi ha un nome italiano, si chiama Cedronella. Il nome è senz’altro ispirato al colore della farfalla che nel caso di un maschio è di un bel colore giallo brillante. Le farfalle femmine della specie sono più pallide e il loro colore vira al verdolino. I tedeschi invece pensano piuttosto ai limoni e chiamano la farfalla “Zitronenfalter”. Secondo gli inglesi invece il giallo è quello dello zolfo e loro chiamano questa specie “Brimstone”; brimstone è un sinonimo di zolfo.
Il nome scientifico della Cedronella è Gonepteryx rhamni, famiglia Pieridae.
Le Cedronella sono tra le farfalle più longeve che esistono: infatti sono capaci di compiere ben 13 mesi di vita! È vero che passano alcuni di questi mesi in letargo invernale, ma non è raro poterle osservare già verso la fine di gennaio nelle giornate soleggiate. Basta fare il giro delle antiche mura di Figline e nella zona ben esposta a sud li trovo regolarmente alla ricerca di qualche fiore precoce fonte di nettare. Infatti a loro piace svernare nascoste e protette nelle grosse piante di edera che si arrampicano su per le mura di Figline nel Valdarno.

Marzo pazzerello

Il massicci del Pratomagno con cielo nuvoloso
“Marzo pazzarello
guarda il sole e prendi l’ombrello”

La letteratura popolare offre un numero vasto di detti, provenienti da tutte le regioni d’Italia a proposito del tempo nel mese di marzo. Il clima di questo periodo ha ancora, a tratti, caratteristiche invernali, ma allo stesso tempo è già primaverile. L’alternanza di sole e di pioggia, l’incerto passaggio dal freddo al caldo è una condizione ottimale per la campagna, in quanto stimola la vegetazione con gradualità. Ormai l’agricoltura anche nel Valdarno è stata parecchio abbandonata, benché fosse florida fino agli anni sessanta. Ma gli antichi proverbi continuano a essere sulla bocca di molti, specie in questo mese che continua a regalarci sorprese da un momento all’alltro. L’alternarsi di pioggia e sole è repentino e il cielo spesso è drammatico come nella foto. Solo attraverso una piccola fessura nella fitta copertura nuvolosa filtrano dei raggi del sole e illuminano il massiccio del Pratomango. Un occasione ghiotta per scattare una foto :-)

Acqua alta

Acqua alta nel giardino Morelli a Figline
Siamo a Figline nel Valdarno, non a Venezia!
È piovuto ma ora il cielo ci concede una pausa e il sole sbircia tra le nuvole. Nella foto vediamo come si presentano i giochi per bambini e le panchine nel giardino Morelli. È evidente che sono totalmente inaccessibili, e lo resteranno per molti giorni a causa dell’acqua in terra.
Orbene, Figline indubbiamente si trova in quella parte del globo che gli scienziati definiscono come “zona a clima mediterraneo”. Il clima mediterraneo è uno dei climi temperati ed è caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva e da inverni piovosi e miti. Aree con questo clima ricevono quasi tutte le precipitazioni durante il periodo freddo, talvolta anche sotto forma di neve. Il preriodo freddo dura dai quattro ai sei mesi l’anno. Mentre il periodo caldo passa quasi senza precipitazioni, se si eccettuano occasionali tempeste estive che possono portare copiose precipitazioni nel giro di poche ore, talvolta sotto forma di grandine.
È intuitivo che con le piogge concentrate in questo modo occorre fare sì che l’acqua. dopo essere caduta dal cielo, possa defluire agevolmente e che le acque vanno reggimentale per garantirne la sua presenza durante il periodo siccitoso dell’anno. Infatti per secoli e secoli i contadini hanno sapientemente amministrato i terreni nel Valdarno. Hanno saputo evitare smottamenti, frane e alluvioni tramite una ragionata gestione idraulica del territorio che garantiva che l’acqua ci fosse quando occorreva e che quella in eccesso se ne andasse via senza creare danni.
Sarebbe una buona idea se gli attuali amministratori di Figline si recassero a studiare presso i vecchi contadini per farsi spiegare come si evitano accumuli d’acqua quali quelli attualmente visibili nel giardino Morelli.

Fiori sotto la neve

Fiori gialli sotto la neve
Diciamoci la verità: quest’anno l’inverno è stato molto mite. A Figline in città la temperatura non è mai scesa sotto i 0 gradi. La prova ne è che le piante in vaso sulle terrazze all’aperto, come gazanie e gerani, sono sempre vive. E nei prati intorno alle antiche mura tanti piccoli fiori hanno iniziato a fiorire, oltre alle pratoline. Le pratoline infatti a Figline ci regalano una fioritura senza interruzione per tutti i dodici mesi dell’anno.
Ma l’altro ieri la notte è caduta la neve.
Invero la copertura che si è formato in terra, e soprattutto sulle macchine non era più spesso di un centimetro scarso e spesso neanche questo. Ma è bastata a far passare la voglia ai piccoli fiori di aprire i capolini che tanto allegramente splendevano nei giorni precedenti.