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Farfalla Scacchiera

Una farfalla scacchiera

Ecco un’altra delle spettacolari farfalle endemiche nella Valdarno e presumo pure nel resto dell’Italia. Basta passeggiare lungo gli Argini dell’Arno oppure fare più semplicemente il giro di via del Puliga per trovarne qualche esemplare intento a trovare un fiore fonte di nettare. Anche se devo dire che quest’anno le farfalle sono meno numerosi che non negli anni passati, probabilmente a causa delle stagioni molto scombinate.
Cosa vi devo dire? Anche questa specie di farfalle non ha nome italiano. L’ho chiamato Farfalla Scacchiera traducendo il suo nome dal tedesco che è “Schachbrett“. Mi sembra che le stia proprio bene. Gli inglesi chiamano questa specie con il nome “Mabled White” che significa Bianco Marmorizzato. Mi sembra meno calzante perché il disegno sulle ali è troppo nitido per invocare ricordi di marmo.
Il fatto che le farfalle, come del resto tante piante, non abbiano un nome italiano continua a stupirmi. Sembra che le uniche persone che si interessano di farfalle in Italia sono gli entomologi e loro usano i nomi latini. Il nome latino, scientifico della Schacchiera è Melanargia galathea, decisamente un poco ostile per una creatura tanto leggiadra e pacifica.
Comunque la farfalla della foto appartiene alla vasta famiglia delle Farfalle Nobili (Nymphalidae). Un fatto curioso che li rende facilmente identificabile: hanno solo due paia di zampe come bene si vede nella foto. Il terzo paio che sarebbe quello sul petto, è atrofizzato. Anche le farfalle dei due post precedenti
Occhio di farfalla e
Il pranzo delle farfalle
fanno parte della famiglia di Farfalle Nobili.

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Via Fabrini

Via Fabbrini, Figline Valdarno
Uno dei figli illustri di Figline è Giovanni Francesco Fabrini (o Fabbrini) che è nato a Figline nel 1516 e morto a Venezia nel 1580. Nella sua vita si occupò di linguistica e di grammatica. È particolarmente noto per la sua intensa attività di traduttore dal latino alla lingua italiana del tempo. Compilò pure un dizionario latino-italiano che ebbe molta fortuna. Giustamente una bella stradina nella sua città natale porta il suo nome. Via Fabrini corre parallela alle antiche mura ed è fiancheggiata da case di due o tre piani, molte dei quali costruiti secoli fa, ma amorevolmente restaurati dagli abitanti attuali. Per esempio, l’edificio bianco che si vede sullo sfondo della foto era un’antico monastero, oggi trasformato in condominio ecologico. Peccato che questa stradina pittoresca è stata sovraccaricata di traffico automobilistico che assolutamente non è in grado di reggere. Ho dovuto aspettare a lungo perché per qualche istante la prospettiva non fosse ben visibile e non sciupata da automobili di passaggio.