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Quando fa caldo

Quando fa caldo gli uomini si riparano sotto la loggia
Weekly Photo Challenge: “Inside”
Quando a Figline fa caldo, come d’estate è normale, la piazza centrale intitolata a Marsilio Ficino diventa un luogo veramente inospitale. Il sole picchia senza freno e l’asfalto che ricopre in buona parte la piazza riflette il calore del sole creando temperature veramente insopportabili. Chi per forza deve attraversare la piazza lo fa a passo svelto. Bisogna pure indossare scarpe con suole spesse perché da quanto il pavimento si riscalda ti brucia i piedi, come succede con la sabbia al mare. Meglio fare il giro della piazza sotto le logge che la circondano in buona parte e che proteggono dal sole troppo forte.
I numerosi bar che si affacciano sulla piazza offrono dei posti a sedere protetti da ombrelloni e non chiedono neppure la maggiorazione di prezzo per le consumazioni al tavolo. Ma anche sotto gli ombrelloni la temperatura è davvero elevata.
Non ci resta che riparasi sotto le logge ed è esattamente quel che fanno gli uomini che frequentano, spesso raggiungendola con la bici, tutti i santi giorni la piazza in attesa del pranzo che le mogli preparano restando a casa. Hanno preso le sedie che stavano sotto gli ombrelloni in attesa di clienti e se li sono portati all’ombra fresca creata dai muri spessi delle logge. E si godono la vista del passaggio. Che non c’è per via del caldo.

Domenica ora pranzo

Domenica ora pranzo
È domenica, ora pranzo. La grande piazza nel centro di Figline è completamente deserta. I figlinesi sono tutti a casa loro a mangiare. Gli esercizi pubblici quali bar e ristoranti sono completamente chiusi. Neanche un gatto si aggira per la piazza. La piccola fontana davanti alla farmacia da tempo non dà più acqua. Essendo inverno ancora mancano i turisti che sconsolatamente sono alla ricerca di un po’ di ristoro e non lo trovano. A Figline la domenica e l’ora di pranzo sono ancora sacri.
Solo un giovanotto di palese origine non italiana girella sotto la loggia dello Spedale Serristori con l’immancabile telefonino all’orecchio.

Donna con vestito viola

Una donna con vestito viola

Il nome viola deriva dal fiore omonimo con il quale condivide il colore. Il viola è uno dei colori più antichi usati dagli uomini. Ne troviamo tracce nelle pitture rupestri delle grotte preistoriche; veniva fatto polverizzando dei minerali e impastandoli all’uopo. Tutt’ora un gruppo di indigeni australiani usa il viola sotto questa forma per dipingere il corpo durante certi rituali. Nel mondo antico il colore viola veniva prodotto dai fenici usando delle chiocciole marine. Il procedimento era estremamente laborioso e quindi il prodotto finale aveva un costo esorbitante che potevano sostenere solo i potenti dell’epoca. E quindi il viola veniva associato alla regalità e al lusso. Infatti tutt’oggi oggetti preziosi fatti magari d’oro vengono posti in scatole foderate di materiale viola.
In questo contesto è pure interessante notare come un noto brand di cioccolata si veste di viola!
In tempi più recenti il viola veniva scelto dalle suffragette e più tardi dalle femministe come colore vessillo del loro movimento e in tal senso è indelebilmente legato alla sfera femminile. Malgrado ciò la Fiorentina, squadra di calcio di Firenze, ha scelto il viola come colore e Barak Obama, attualmente presidente degli USA lo usa spesso per le sue cravatte.
Una donna di origine nordafricana, vestita in stile “modesto” lo porta con eleganza mentre cammina svelta sotto la loggia di Piazza Ficino a Figline e allo stesso tempo usa il suo telefonino.