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Prato primaverile

Prato primaverile
Lungo le antiche mura di Figline ci sono a tratti dei prati estesi. E con le abbondati piogge dell’attuale primavera questi prati sono rigogliosissimi e pieni dei fiori di stagione. Nella foto in primo piano ho inquadrato una pianta di borsa del pastore (Capsella bursa-pastoris) molto sviluppata e ramificata. È in pieno fiore e specialmete a sinistra si vedono già le tipiche borse che conterranno i semi, dalle quali la pianta prende il nome. Sullo sfondo si vedono numerosi capolini gialli di tarassaco (Taraxacum officinale). Ambedue queste piante, sia la borsa del pastore, sia il tarassaco sono piante officinali, nonché erbe pregiate per uso culinario. Sono ingredienti indispensabile di “minestre primaverili” e “erbette per l’insalata primaverile”. Il tarassaco inoltre è prezioso per gli apicoltori perché la sua abbondante fioritura precoce assicura nettare e polline alle api dopo il lungo periodo invernale.
Considerando questi fatti è veramente triste vedere come i giardinieri comunali si accaniscono contro i prati intorno alle mura per tagliarli spesso con mezzi mecchanici potenti e energia che sarebbe meglio spendere altrove.

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Ciclista solitario

Un ciclista solitario corre sotto gli alberi sakura in pieno fiore

Un ciclista solitario corre introno alla rotonda spartitraffico davanti al supermercato Lidl. Sullo sfondo si vede il muro fonoassorbente che dovrebbe proteggere il giardino che si trova dall’altro lato dai rumori molesti del traffico. L’idea di filtrare i rumori è buona perché si tratta dello spazio verde intorno a una scuola primaria. In primo piano invece alcuni degli alberi sakura di una lunga sfilata di alberi di tal genere che i responsabili del supermercato hanno fatto piantare lungo il perimetro del posteggio di loro pertinenza. Gli alberi ormai vecchi di qualche anno sono sani e robusti e offrono uno spettacolo unico e gratis a chi va a fare la spesa. Ma quel che è più importante questi alberi non si trovano sotto la dittatura del comune e dei suoi giardinieri barbarici che potano gli alberi in modo atroce mentre stanno aprendo i fiori!
Purtroppo quest’anno un ritorno di freddo, pioggia incessante e vento forte hanno messo a dura prova la fioritura degli alberi sakura di Figline e le ore per fare del hanami, vedere i fiori, oppure per scattare qualche foto erano veramente contate.

Mercato a Figline

Mercato a Figline, bancherella con fiori
Martedì mattina c’è il mercato a Figline nel Valdarno. Fin dalle prime ore della mattina dei camion appositamente trasformati percorrono le stradine troppo strette del centro antico per raggiungere piazza Marsilio Ficino, dove occupano tutto lo spazio disponibile. Poi occupano pure i corsi Mazzini e Garibaldi, le strade principali del centro. E dove tra un camion e un altro ci fosse rimasto un po’ di spazio ci mettono scatole e scaffali di ogni tipo, creando notevole disagio a chi in centro ci abita.
Pare che una volta questo mercato fosse di tipo agricolo e di grande qualità. Probabilmente nel medioevo, quando Firenze fece circondare Figline con delle mura per proteggere il suo mercatale che era una fonte importantissima per l’approvvigionamento di grano, verdure e frutta. Certo è che oggi a questo mercato non viene offerto nulla che non si possa trovare a prezzi uguali oppure inferiori nei negozi locali gestiti da cinesi e in quei posti dove “tutto costa un euro”. La merce è di qualità dubbia e di provenienza incerta. Ovviamente il rilascio dello scontrino fiscale è un’optional.
Una parte del mercato si svolge in piazza San Francesco e una strada attigua ed è dedicato a prodotti alimentari. Anche lì non viene offerto nulla che non si possa reperire nei negozi locali a prezzi compatibili, se si eccettuano due produttori diretti che portano al mercato i prodotti della loro terra. Chi cerca prodotti della zona e magari particolarmente freschi, viene deluso. I venditori offrono solo merce che a loro volta hanno acquistato a qualche ingrosso.
A riprova di quanto detto sopra la foto di una bancherella dove si vende fiori finti, “made in China”. Piove e due ragazze passano in fretta e non dedicano neanche un’occhiata alla merce esposta.

Calcio femminile

Una bambina gioca a calcio

In Inghilterra le donne hanno giocato a calcio fin dalla fine dell’Ottocento e da lì il calcio femminile si diffuse nella maggior parte del mondo. Inizialmente il calcio femminile era associato a partite di beneficienza e all’esercizio fisico. Ma questo iniziò a cambiare negli anni settanta del secolo scorso con l’avvento del calcio femminile organizzato. Il calcio femminile è in diversi paesi lo sport di squadra femminile principale e uno dei pochi con serie professionistiche. La crescita del calcio femminile professionistico ha visto il lancio di competizioni, sia nazionali che internazionali, simili al calcio maschile. Nel 1991 fu tenuto il primo campionato di calcio femminile e da allora viene tenuto ogni quattro anni.
In Italia è uno sport assai seguito e le bambine moderne non si fanno problemi a esercitarsi con il pallone e a gareggiare con i maschi. Nella foto una futura campionessa che si allena nonostante le pozzanghere e la forte pendenza del terreno, per non parlare dello spazio ristretto al quale è costretta.

Sopra i tetti antichi di Figline

La cima della torre, antenne, padelle e piccioni sopra i tetti di Figline
Lost in the details
Il coronamento in metallo della torre del Palazzo Pretorio fa concorrenza al bosco di antenne televisive di ogni tipo che prosperano sui tetti della Figline antica.

Solitamente sul tetto si installa non una antenna singola, ma una combinazione di tre o quattro antenne, ognuna dedicata ad una gamma di frequenze specifica. Le antenne devono essere distanziate orizzontalmente e verticalmente in modo da non interferire l’una con l’altra. Anche l’altezza a cui sono posizionate incide sulla quantità di segnale ricevuto. Le antenne su i tetti è generalmente vincolate a dei pali in modo da alzare l’antenna un metro o due dalla base di appoggio. Da ogni antenna parte un cavo coassiale che porta il segnale ai televisori nelle case. Infatti i tetti e le facciate delle case antiche in centro a Figline sono infestate da cavi che dopo una caduta più o meno libera entrano da qualche finestra.
Una soluzione interessante per i centri abitati sarebbe la possibilità di installare antenne radiotelevisive centralizzate, evitando così il proliferare di centinaia di antenne sui palazzi. Allo stesso tempo si ridurrebbe pure i costi di manutenzione. Almeno nel centro storico occorrerebbe davvero un regolamento urbanistico in tal senso.
Anche le antenne paraboliche sono molto diffuse per la ricezione della televisione via satellite. Il disco parabolico, ben visibile nella foto, è necessario per la ricezione dei segnali perché i satelliti sono lontani dalla superficie terrestre e quindi il segnale che arriva sulla Terra è debole.
Ovviamente non mancano neppure i soliti picconi omnipresenti a Figline nel Valdarno.

3 donne sotto la pioggia

Tre donne sotto la pioggia

I giovani sono rari nel centro storico di Figline Valdarno, vuoi perché il centro a loro non offre assolutamente nulla, vuoi perché le case del centro sono quasi tutte occupate da persone anziane. A questo aggiungi la difficoltà, comune a tutti i centri storici del mondo, nel trovare posteggio ed è chiaro che i giovani preferiscono svolgere la loro vita altrove. Quindi ero veramente sorpresa quando ho visto ben tre donne giovani, evidentemente non amiche tra di loro, procedere a passo svelto sotto la pioggia, dirigendosi verso mete diverse. Riavutomi dalla sorpresa ho rapidamente puntato la mia macchina fotografica nella loro direzione e sono riuscita a “catturare” tutte e tre in uno scatto solo.

Mercato settimanale a Figline

4 donne mangiano delle fette di polenta al mercato settimanale di Figline

Il martedì a Figline Valdarno è dedicato al mercato settimanale. Fin dalle prime ore della mattina grossi camion, appositamente attrezzati, invadono il centro storico. Piazza Marsilio Ficino, piazza San Francesco, la piazza antistante al palazzo comunale, nonché le strade attigue sono gremiti fino all’ultimo centimetro di banchi. La merce esposta è di pessima qualità e scarsa fattura, gli scontrini fiscali un’optional.
Eccezione fanno i tre (veramente solo tre di numero) banchi di agricoltori locali che portano al mercato la loro produzione stagionale. Frutta e verdura sono di ottima qualità e sempre freschissime come del resto ci si aspetta, visto che il Valdarno è una zona vocata alla produzione agricola.
Nella foto quattro signore che si godono delle fette di polenta fritta. Buon appetito!