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Miele toscano

Una signora acquista un barattolo di miele toscano
Il miele prodotto in Toscana è rinomato per qualità e sapore; nella Valdarno e soprattutto sulle colline e sul massiccio del Pratomangno si trovano alcuni apicultori che sono in grado di fornire un prodotto eccellente. Infatti i pendii del Pratomagno sono ricchi di prati e boschi abbastanza incontaminati, una vero paradiso per le api i quali dobbiamo ringraziare per la loro incessante raccolta di nettare. La produzione è per lo più artigianale e spesso gli apicultori offrono il loro miele nei mercati a Figline o in altri centri urbani nella vallata, come è naturale.
Nella foto una signora bellissima e vestita in tema si è fermata a una bancherella ad assaggiare i vari tipi di miele prodotto nel 2013 prima di procedere all’acquisto.

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Sos api

Un ape entra in un fiore di bignonia
Quando ero alla scuola media il mio nonno mi portò ad ascoltare una conferenza tenuta da Karl von Frisch, celebre per aver per primo studiato e decodificato il linguaggio delle api. Ciò che Karl von Frisch raccontò quella sera, sottolinendolo con diapositive, mi impressionò tanto che da allora mi interesso di queste incredibile creaturine che sono le api. Dacché fotografo, spesso le api sono soggetto delle mie foto. Non intendo solo le api da miele, cioè quelle immediatmente utili all’uomo, ma anche quel vasto numero di api selvatiche, bombi e vespe che come le api svolgono opera di impollinazione, ma a differenza delle api da miele, non ricevono alcun beneficio dall’uomo.
Lavorano per noi indefessamente e vengono ringraziati con cementificazione del territorio che toglie spazio allo sviluppo di piante necessarie a loro, con spargimento di pesticidi che uccidono anche le api, con inquinamento atmosferico che li danneggia. Infatti è noto che in tutto il mondo industrializzato il numero delle api, sia quelle da miele, sia quelle selvatiche sta costantemente diminuendo.
Quest’anno la situazione qui da noi nel Valdarno è veramente tragica: di api ne vedo pochissime rispetto agli anni passati. Certamente la causa di questo brusco calo locale di api è da attribuire anche alle condizioni atmosferiche veramente avverse. Abbiamo avuto un inverno prolungato e piogge frequentissime che hanno pure gravemente compromesse le fioriture.
Tanto più ero felice quando ieri ho visto una mezza dozzina di api ronzare intorno a una rigogliosa pianta di bignonia che cresce su un muro in via Garibaldi. Per rendere l’idea di quanto è grave la scomparsa delle api vi posso dire che lo scorso anno introno a questa pianta le api erano qualcosa come cinquanta o più.