Archivi tag: mura

Figline restaura

Una vecchia casa a Figline viene restaurata
Siamo nei pressi del luogo dove una volta porta aretina dava accesso a Figline a tutti coloro che arrivavano appunto da Arezzo. Oggi è un incrocio di ben sei strade e una piazzetta alquanto infelice. Ma il tutto è circondato da palazzi di vecchia costruzione e nel insieme l’aspetto del luogo è gradevole e ci prepara all’aspetto più antico di Figline dentro le mura. Da alcune settimane uno dei palazzi è in fase di profondo restauro. Dopo dei lavori sul tetto ora gli operai mettono mano alla facciata.

Bar Cuccoli

Il bar Cuccoli a Figline
Fatto pochi passi dopo essere usciti fuori dalle mura nel punto dove una volta c’era porta Aretina vi trovate sul lato destro della strada una delle istituzioni di Figline: il bar Cuccoli. È il bar più conosciuto di Figline perché gode di privilegi insoliti. È dotato di ampie possibilità di posteggio nei suoi dintorni e quindi facilmente raggiungibile in macchina, cosa che è negato ai bar, pur buonissimi, che si trovano nel centro. Inoltre a causa della suo posizione angolare è ben illuminato di luce naturale e ben ventilato. I prodotti del Cuccoli sono di buona qualità e il servizio è gentile e rapido. Non appena aperto la mattina il bar è meta di sosta di un gran numero di persone che non hanno possibilità o voglia di fare colazione in casa. Quando si esaurisce questo fiume di persone viene sostituito da tutti quelli che hanno voglia di uno spuntino a metà mattinata. E così via per tutto il giorno fino alla chiusura.

Il gatto del cassero

Il gatto del cassero, Figline
Figline ha conservato una buona parte delle sue mura medievali; al loro lato nord-est troviamo una costruzione chiamato cassero che in parte è stata inglobata e riciclata dalla costruzione del teatro Garibaldi, in parte è ben visibile ancora oggi. Merita veramente una visita perché ci da un’idea dell’architettura militare medievale.
Il prato antistante al teatro è ben recintato ed è territorio indiscusso del gatto che vedete nella foto. Si tratta di un grosso esemplare di gatto europeo a pelo lungo che ha scelto la libertà anziché starsene comodamente in una casa di civile abitazione. Ogni giorno viene una signora che gli porta da mangiare, di buon grado divide il cibo con altri gatti randagi della zona. Sicuramente ne avrebbe da raccontare di storie questo gatto al quale manca un occhio, probabilmente perso in qualche battaglia. Quando mi avvicinavo stava comodamente sdraiato sull’erba secca a prendere il sole. Ma i click della mia macchina fotografica lo insospettivano, deve aver imparato nella sua lunga vita che è meglio non fidarsi di cose sconosciute.
Mi guardava parecchio scocciato e poi lentamente si è alzato e ha cercato il largo.

Fiori e api sulle mura

Una ape taglialegna, Xylocopa, su fiore di bocca di leone

In in questi giorni quel che resta delle antiche mura di città di Figline si sono tinte di rosa. Infatti stanno fiorendo le Bocca di leone comune (Antirrhinum majus). Sono piante a carattere cespuglioso, dai fiori profumati, che crescono sui muri e sulle rupi; producono tantissimi semini assai piccoli e quindi le vedi spuntare in posti dove avresti pensato fiori così belli e rigogliosi non possano prosperare. Mentre inquadravo le bocche di leono è arrivata una Xylocopa (ape taglialegna). Hanno questo nome perché con le loro fortissime mandibole si scavano delle buche nel legno morto per usarle come nidi quando depositano le uova. Sono le api più grandi dell’Europa, infatti possono raggiungere una lunghezza di quasi tre centimetri. Nonostante questo sono estrememente paurose e quindi difficile da fotografare a differenza dalle loro “cugine” le api da miele, che non hanno aluna paura quando mi avvicino a loro. Le Xylocope invece scappano velocemente non appena vedono la mia macchina fotografica. Quindi ero molto contenta quando sono riuscita a cogliere l’attimo in cui una Xylocopa si posa su un fiore di bocca di leone per estrarrne il nettare.

Picconi lasciano il segno

Un piccione a Figline

A Figline i piccioni ci stanno ovunque e, dove si fermano, mettono il segno. Nella foto un muro di un palazzo storico in pieno centro di Figline. Evidentemente nel muro c’era un’apertura, forse una finestra, che nel corso dei secoli è stata chiusa, lasciando una nicchia poco profonda. Ma ai piccioni basta poco spazio per fermarsi e imbrattare e che il muro da poco è stato restaurato nulla importa a loro.

Ieri e oggi a Figline

portico-torre
La collocazione di uno specchio pulitissimo e brillante mi ha permesso di scattare questa foto enigmatica. A sinistra della foto si vede un giovane percorrere un portico, mente a destra ci sono delle persone che dietro una siepe camminano speditamente. Ma dove andranno a finire? Arriveranno dentro il portico? Certamente no. Il fatto è che la foto mostra contemporaneamente ambedue i lati di via Roma all’altezza della torre antica e la casa dipinta, complice la vetrina di una banca dotata di vetro a specchio. Dentro la banca puoi guardare fuori, ma dal di fuori la vista è impedita a causa dell’effetto specchio.
Il portico a sinistra fa parte di una ampia costruzione moderna a condomini, mente a destra si vede un tratto delle mura trecentesche che circondano il nucleo storico di Figline nonché un pezzo di verde da decoro con gli immancabili sakura, detti anche ciliegi giapponesi, in fiore. Insomma, ieri le mura di città e oggi un condominio moderno in uno scatto solo.

Due biciclette felici

Due biciclette felici al muro del castello Serristori
Solo venendo a Figline potete vedere una scena come questa!
Ancora una coppia di biciclette lei e lui, felicemente legati insieme e a un palo robusto davanti a un muro antico. Questa volta si tratta di un muro veramente speciale, infatti sono le “mura castellane” del signor conte Serristori come si evince leggendo la targa di marmo incastrata nel muro un po’ sopra le bici. A destra nella foto si vede bene una delle sei “luci” di cui parla l’atto. Oggi dell’orto è rimasto solo la piccola striscia di prato sulla quale poggiano le bici. Peraltro il praticello è già stato trinciato con impeto degno di cause migliori dai “giardinieri” del comune e tracce dei loro misfatti sono ben visibile sulle ruote delle bici.
Tutto il resto del terreno è stato degradato a posteggio.
Ecco il testo della targa
Il conte Serristori ha concesso al sig. Cesare Mannucci fu Angiolo di aprire 6 piccole luci sull’orto di sua proprietà perfornado le mura castellane. Dette luci il conte Serristori ed i suoi eredi potranno sempre fare richiudere a loro piacimeno a spese dei sig.i Mannucci.
Atto Serristori
Comune di Figline e Mannucci
Rogito dell’imperatore 17 luglio 1901
Registrato a Pontassieve il 26 luglio
Trascritto all’ufficio ipoteche di Arezzo il 12 settembre stesso anno.