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Piccola Farfalla Fuoco su Inula

Una piccola Farfalla Fuoco su fiore di Inula

Come al solito anche la piccola farfalla di oggi non ha nome italiano, quindi per chiamarla in qualche modo ho tradotto il suo nome tedesco (Kleiner Feuerfalter); gli inglesi la chiamano Common Copper. Il suo nome scientifico è Lycaena phlaeas e appartiene alla famiglia dei Lycaenidae.
Le piccole Farfalle Fuoco si sono adeguati alla convivenza con l’uomo. Amano vivere nelle zone abbandonate delle città, oppure intorno a delle costruzioni abbandonate e non finite come a Figline ne abbiamo in abbondanza. Lì trovano la vegetazione e il habitat di cui hanno bisogno per vivere e riprodursi. Infatti ho scattato la foto nel terreno sul quale sorgono gli orribili palazzoni di cemento, da tempo abbandonate, nei pressi della nuova COOP.
La piccola farfalla della foto di oggi si è posata su un fiore di Inula (Inula viscosa) che a sua volta ama i terreni abbandonati. Così farfalle e fiori si danno una mano a vicenda e iniziano a ripopolare ciò che l’uomo ha cementificio. I fiori di Inula sono una vera manna non solo per le farfalle, ma vengono ricercate tanto anche dalle api di ogni tipo che in questo periodo, sul finire dell’estate italiano caldo e siccitoso, trovano poche altre fonti di nettare.

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La Farfalla Colibrì

Una farfalla colibri a pranzo

La Farfalla Colibrì (Macroglossum stellatarum) è un insetto della famiglia dei Sphingidae conosciuto anche col nome Farfalla Sfinge, o anche Sfinge Colibrì. Insomma questa farfalla buffa che sembra un colibrì ha talmente ispirato gli italiani da ricevere ben tre nomi.
Vola non solo di giorno ma anche nel tramonto e si posa per riposare solo al buio, ben nascosta dalla vegetazione. Vola perfino con la pioggia, comportamento raro nelle farfalle.
Gli adulti delle sfingi sono considerati i migliori volatori fra i le farfalle: la robusta muscolatura toracica permette loro di avere un battito d’ali velocissimo, in grado di consentirgli movimenti scattanti ed un volo rapido; possono raggiungere i 50 km orari. Una caratteristica della farfalla colibrì è il modo di succhiare il nettare librandosi in aria immobile davanti al fiore (esattamente come il colibrì) battendo le ali 70 – 90 volte al secondo e lanciando la lunga proboscide al volo nel calice del fiore. Le farfalle colibri sono tra i pochi insetti capaci perfino di fare retromarcia mentre in volo.
Sono facilmente osservabili in giardini, parchi e prati dove crescono le piante su cui si alimentano. Proprio stamani ho osservato una sul prato in via Guinelli dove attualmente sono in fiore tantissime cicorie. Facilmente vengono anche a visitare i balconi cittadini se ci sono abbastanza fiori di loro gradimento.

Coda di rondine

Coda di rondine su fiore di carciofo
Questo post partecipa alla Weekly Photo Challenge: Carefree

Una splendida Coda di rondine (Papilio machaon) si è posato su un carciofo in fiore e si gode il nettare come del resto fa pure un altro insetto. Come è facile vedere si distingue dalla farfalla della foto di ieri perché intanto ha le “code” assai più corte. Inoltre il disegno colorato si estende lungo tutto il bordo delle ali inferiori, mentre nella specie della foto di ieri i colori si concentrano in un cerchio all’inizio delle “code”.
Accontentiamoci del fatto che almeno queste due specie di farfalle veramente notevoli abbiano un nome in italiano che ricalca fedelmente quello tedesco e quello inglese. Come ormai sapete, se seguite il mio blog, la gran moltitudine delle farfalle che volano in Italia non hanno neppure un nome eccetto quello scientifico conferito dagli entomologi.

Manolia jurtina

Farfalla Maniola jurtina su fiore di lavanda
Vi ricordate la farfalla perplessa della foto di ieri? Eccoci una foto che documenta cosa è successo da lì a poco. La farfalla, chiamata Maniola jurtina con nome scientifico, si è abbassata per ispezionare da vicino quale fosse il problema. Aveva lanciato la sua lunga proboscide e si aspettava di succhiare del gustoso nettare, cosa che invece non è successo a giudicare dall’espressione della sua faccia. Ho continuato ad osservala e mi sembra che guardando da vicino i fiori di lavanda abbia capito che ci sono fiorellino freschi e pieni di nettare, mentre altri invece sono appassiti e di nettare non ce n’è più. Infatti è rimasto ancora per qualche minuto sulla stessa pianta di lavanda a succhiare nettare.
Infine è volata via, probabilmente perché aveva esaurito i fiorellino.

Farfalla perplessa

Una farfalla perplessa
Esaminando le foto della giornata sullo schermo del mio Mac mi ha incuriosito in modo particolare questa. Guardate l'espressione della farfalla: sembra proprio perplessa. Non so se le farfalle sono capaci provare sentimenti, ma a giudicare da questa foto sembra proprio di sì.
Per capire bisogna sapere che la bevanda preferita delle farfalle è il nettare dei fiori. Per sorseggiarlo le golosone usano una specie proboscide, ben visibile nella foto. Si tratta di un prolungamento della bocca chiamata spirotromba che inseriscono direttamente nel fiore. Nelle pause tra uno spuntino e l’altro l’ingombrante spirotromba – che in qualche specie può arrivare alla lunghezza del corpo – viene arrotolata sotto alla testa, dove non dà fastidio. Ma questa tapina ha inserito la sua spirotromba in un fiore appassito di lavanda e sicuramente non ha trovato il nettare che si pregustava. Forse si tratta di una farfalla nata da poco e quindi poco esperta? O forse la semplicemente sbagliato mira lanciando la proboscide. Ad ogni modo la foto mi fa sorridere e quindi la condivido qui.
Con l’aiuto del dottissimo forum degli entomologi italiani ho identificato la farfalla di oggi come Maniola jurtina della vasta famiglia delle Farfalle Nobili (Nymphalidae) Gli inglesi la chiamano Meadow Brown. per i tedeschi è un Großes Ochesenauge. Come capita a tante altre farfalle endemiche nella Valdarno anche questa leggiadra creatura non ha un nome italiano.

Farfalla Scacchiera

Una farfalla scacchiera

Ecco un’altra delle spettacolari farfalle endemiche nella Valdarno e presumo pure nel resto dell’Italia. Basta passeggiare lungo gli Argini dell’Arno oppure fare più semplicemente il giro di via del Puliga per trovarne qualche esemplare intento a trovare un fiore fonte di nettare. Anche se devo dire che quest’anno le farfalle sono meno numerosi che non negli anni passati, probabilmente a causa delle stagioni molto scombinate.
Cosa vi devo dire? Anche questa specie di farfalle non ha nome italiano. L’ho chiamato Farfalla Scacchiera traducendo il suo nome dal tedesco che è “Schachbrett“. Mi sembra che le stia proprio bene. Gli inglesi chiamano questa specie con il nome “Mabled White” che significa Bianco Marmorizzato. Mi sembra meno calzante perché il disegno sulle ali è troppo nitido per invocare ricordi di marmo.
Il fatto che le farfalle, come del resto tante piante, non abbiano un nome italiano continua a stupirmi. Sembra che le uniche persone che si interessano di farfalle in Italia sono gli entomologi e loro usano i nomi latini. Il nome latino, scientifico della Schacchiera è Melanargia galathea, decisamente un poco ostile per una creatura tanto leggiadra e pacifica.
Comunque la farfalla della foto appartiene alla vasta famiglia delle Farfalle Nobili (Nymphalidae). Un fatto curioso che li rende facilmente identificabile: hanno solo due paia di zampe come bene si vede nella foto. Il terzo paio che sarebbe quello sul petto, è atrofizzato. Anche le farfalle dei due post precedenti
Occhio di farfalla e
Il pranzo delle farfalle
fanno parte della famiglia di Farfalle Nobili.

Api e claudine

Due api sulle susine claudine
Le claudine, chiamate anche susine Regina Claudia, sono le susine più buone che ci siano.
Anche se più piccole delle susine che comunemente si trovano in commercio, hanno un sapore talmente delicato e dolce, che le altre specie di susine non arrivano. In giro per il Valdaro ci sono tanti alberi di claudine, spesso in giardini privati. A primavera sono la delizia delle api a causa della loro fioritura abbondante e precoce. Ora che stanno maturando deliziano nuovamente i nostri piccoli amici, sempre diligentemente alla ricerca di cibo. Ma in questa stagione le api bottinaio il succo e la polpa delle claudine come si vede anche nella foto. Le claudine molto mature si staccano facilmente dall’albero e cascano in terra dove a causa dell’impatto si spaccano. Una vera festa per le api che rapidamente diffondono la notizia a tutto l’alveare e arrivano in grande numero per approfittare del banchetto ricco e inaspettato. Una vera manna per le api perché in questo periodo di caldo estivo trovano pochi fiori e ancor meno nettare.