Archivi tag: notte bianca

Ballare che passione

Una ragazza si abbandona al ritmo della notte bianca a Figline

Durante la recente notte bianca a Figline una ragazza si abbandona ai ritmi che una banda di percussione offre. Ho scattato questa foto alcuni minuti dopo quella con la bambina ballerina entusiasta. Finalmente la mamma era riuscita a recuperare sua figlia e si era allontanata con lei. Subito le ballerine adulte hanno preso tutto lo spazio nuovamente disponibile.

Annunci

Zucchero filato

Una venditrice di zucchero filate alla notte bianca a Figline

Secondo la Wikipedia in Italia lo zucchero filato fa la sua prima comparsa nel 1906 a Udine con il Circo di Buffalo Bill. Anche se oggigiorno sta un po’ perdendo popolarità, lo zucchero filato si è diffuso in tutto il mondo e tradizionalmente lo si associa a eventi di festa quali luna park, circo, fiere, feste di paese e in generale all’infanzia. Non mancava certo alla recente notte bianca a Figline nel Valdarno.
Lo zucchero filato è una particolare forma in cui si può presentare lo zucchero. È fatto con zucchero e, eventualmente, coloranti alimentari e aromi. I gusti più classici sono semplice zucchero e fragola ma ne esistono degli altri come quello alla banana, al cocco o alla menta.
Ma a Figline si è più tradizionalisti e si consuma quello semplice senza coloranti e gusti aggiunti. I fiocchi di zucchero che escono dalla macchine vengono avvolti su dei bastoncini di legno dalla venditrice. Lo zucchero filato è uno di quei prodotti che risultano commercialmente validi solo se venduti in strada, non riscuote successo se venduto nel contesto di un bar o di un altro genere di locale. Contrariamente a quanto si pensa non fa male perché nonostante le apparenti dimensioni contiene solo pochi granelli di zucchero. In Italia chi si limita nella propria attività alla vendita di solo zucchero filato e pop corn è esonerato dall’emissione dello scontrino fiscale.

Catene di luci

Un venditore di catene di luci alla notte bianca a Figline

Dritto davanti alla porta della Collegiata un venditore ha steso il suo tappeto con la merce. Si tratta di catene di luce di varia lunghezza e fattura. Lui stesso dimostra come usarle tenendo una coroncina di luci verdi in testa. Queste catene di luce di solito vengono usate nel periodo di natale per addobbare l’albero, invece di usare candele vere di cera. È curioso come in periodi di magra economica le persone si ingegnano a inventare qualcosa che possa attirare clienti. A giudicare numero di persone che si sono fermate intorno al tappeto l’interesse per la merce insolita non manca.
Ho scattato anche questa foto durante la notte bianca a Figline nel Valdarno.

Notte bianca, Revolution 1

Violinista della cover Revolution 1
Per tutta la durata della notte bianca ha suonato la cover band Revolution 1 in piazza Marsilio Ficino. Sono un gruppo di musicisti di Figline e dei dintorni. Il loro pubblico era particolarmente numeroso, sicuramente anche a causa del genere di canzoni che eseguivano. Una cover band é un gruppo musicale specializzato nell’esecuzione di sole cover. Una cover è la reinterpretazione o il rifacimento di un brano musicale – da altri interpretato e pubblicato in precedenza – da parte di qualcuno che non ne è l’interprete originale.
Nella foto Letizia Bonchi, la violinista del gruppo.
Qui in seguito un breve riassunto intorno ai fatti di Revolution e Revolution 1.

You say you want a revolution
Well, you know
we all want to change the world.
But when you talk about destruction,
Don’t you know that you can count me out.
Beatles

Revolution è una canzone dei Beatles, scritta da John Lennon.
La canzone è apparsa in due differenti versioni: una elettrica di genere “Hard”, uscita come Lato B dell’hit Hey Jude, e l’altra, invece, una lenta ballata acustica denominata Revolution 1, pubblicata nell’album The Beatles White Album chiamato tre mesi dopo la prima versione.
La differenza tra le due versioni è enorme nel suo significato, anche se appena udibile. Bisogna fare attenzione, oltre a sapere l’inglese. Rispetto alla versione uscita su singolo discografico, nella versione Revolution 1 John Lennon aggiunse la parola “in”, sussurrata quasi sottovoce, alla fine del verso “don’t you know that you can count me out”. Evidentemente John Lennon aveva cambiato opinione durante i tre mesi intercorsi, nel valutare le tematiche della ribellione dei giovani.

Ancora notte bianca a Figline

Una coppia di anziani alla notte bianca a Figline
Siccome non vorrei dare l’impressione che le notti bianche siano divertimento per giovani, oggi metto sul mio blog una foto che fa vedere che c’era anche dei visitatori parecchio in là con gli anni che si sono divertiti un mondo. La coppia della foto era comodamente seduta su uno dei divani gentilmente offerti da un negozio di abbigliamento in corso Mazzini. Nella vetrina davanti al negozio si svolgeva uno spettacolo di danza moderna e da disco molto gradita dal pubblico. Tant’è vero i numerosi spettatori entusiasti tendevano a creare un blocco stradale nel corso. A momenti era veramente impossibile passare oltre per raggiungere piazza Serristori e le occasioni di divertimento offerti lì.

Notte bianca a Figline

Giovani ballano durante la notte bianca a Figline
Bisogna dirlo: la recente notte bianca a Figline è stato un successo strepitoso. Migliaia di persone di ogni età hanno sfollato strade e piazze di Figline e si sono goduto quel che la notte offriva. Nelle piazze del centro storico e nei piazzali al cassero c’era della musica dal vivo, negozi erano aperti e offrivano merce a sconto, artisti da circo si esibivano in giro per il paese. Si poteva godere di tanti spettacoli senza spendere un centesimo, cosa non indifferente in tempi di crisi come gli odierni. Ma non mancavano neppure occasioni per fermarsi a bere o mangiare, soprattutto prodotti locali, angurie messe sotto ghiaccio e gli immancabili gelati. Bastava guardare le persone che passavano per vedere che moltissimi apprezzavano come la notte si svolgeva.
Nelle varie piazze una parte del leone lo faceva la possibilità di scatenarsi ballando della quale i giovani se ne approfittavano in grande massa come documentata dalla foto che ho scattata in via Locchi. In mezzo ai ballerini si era intrufolata una bambina tanto piccola quanto entusiasta. Osservava con l’intensità di cui solo i bambini sono capaci cosa facevano gli adulti e cercava di imitarli. Faceva gridolini di gioia e era totalmente a suo agio. A nulla valevano i richiami della mamma, dopo un po’ si è arresa alla voglia di ballare della piccola e l’ha lasciata fare la sua esperienza in mezzo alla folla scatenata.

Hot pants alla notte bianca

Un gruppo di amiche in hot pants alla notte bianca a Figline

Gli hot pants sono un tipo di short (pantaloncini) femminile particolarmente corti e aderenti.
Wikipedia

Circa mezzo secolo fa è comparso un capo di abbigliamento femminile che lentamente si è conquistato buona parte del mondo. Nomi come Rita Hayworth o Marilyn Monroe vengono in mente alle persone più anziane. Ad ondate questi pantaloncini particolarmente stretti e corti compaiono sulla scena per poi scomparire di nuovo. Mentre per molti anni erano relegati a situazioni sportive ormai fanno parte del panorama quotidiano in città da New York fino a Figline Valdarno. Di certo non mancavano ieri alla notte bianca. Direi che erano l’abbigliamento femminile più gettonato della notte.
Ho sorpreso con la mia Canon un gruppo di cinque amiche che si concedono un gelato. Tre di loro indossano i pantaloncini caldi, mentre due hanno optato per dei vestitini che però non sono meno generosi a scoprire rispetto all’abbigliamento scelto dalle loro compagne. Una delle ragazze si è portato appresso pure il fratellino, anche lui in pantaloncini, ma di lunghezza più che decente. A studiare le foto di uomini in pantaloni corti negli ultimi cinquant’anni c’è una chiara tendenza all’allungamento fin oltre il ginocchio, quasi a significare che le gambe dei maschi è meglio nasconderli alla vista. Insomma la tendenza dell’abbigliamento maschile percorre la via inversa di quello femminile.
Date pure un’occhiata all’anarchia che regna sui piedi delle ragazze: si va da sandali infradito a ankleboots, detti stivaletti in italiano. È rinfrescante notare come nessuna ha pensato di mettersi scarpe con tacchi che con l’altezza che ormai hanno raggiunto nuociono gravemente alla salute di chi li indossa.