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Sos api

Un ape entra in un fiore di bignonia
Quando ero alla scuola media il mio nonno mi portò ad ascoltare una conferenza tenuta da Karl von Frisch, celebre per aver per primo studiato e decodificato il linguaggio delle api. Ciò che Karl von Frisch raccontò quella sera, sottolinendolo con diapositive, mi impressionò tanto che da allora mi interesso di queste incredibile creaturine che sono le api. Dacché fotografo, spesso le api sono soggetto delle mie foto. Non intendo solo le api da miele, cioè quelle immediatmente utili all’uomo, ma anche quel vasto numero di api selvatiche, bombi e vespe che come le api svolgono opera di impollinazione, ma a differenza delle api da miele, non ricevono alcun beneficio dall’uomo.
Lavorano per noi indefessamente e vengono ringraziati con cementificazione del territorio che toglie spazio allo sviluppo di piante necessarie a loro, con spargimento di pesticidi che uccidono anche le api, con inquinamento atmosferico che li danneggia. Infatti è noto che in tutto il mondo industrializzato il numero delle api, sia quelle da miele, sia quelle selvatiche sta costantemente diminuendo.
Quest’anno la situazione qui da noi nel Valdarno è veramente tragica: di api ne vedo pochissime rispetto agli anni passati. Certamente la causa di questo brusco calo locale di api è da attribuire anche alle condizioni atmosferiche veramente avverse. Abbiamo avuto un inverno prolungato e piogge frequentissime che hanno pure gravemente compromesse le fioriture.
Tanto più ero felice quando ieri ho visto una mezza dozzina di api ronzare intorno a una rigogliosa pianta di bignonia che cresce su un muro in via Garibaldi. Per rendere l’idea di quanto è grave la scomparsa delle api vi posso dire che lo scorso anno introno a questa pianta le api erano qualcosa come cinquanta o più.

La Signora Rosina

La Signora Rosina alla finestra della sua casa

A Figline tutti conoscono la Signora Rosina. È come un’istituzione. Benché in meritata pensione da anni, dopo una lunga vita lavorativa e tanti contributi pagati, oggi continua a lavorare, anzi probabilmente lavora più ore di prima. Gestisce un piccolo fondo in Corso Mazzini dove espone oggetti usati di ogni tipo. Gli oggetti stessi sono donazioni da parte di persone di buona volontà. Avverso un piccolo compenso questi oggetti te li porti a casa. Ma la Signora Rosina non lo fa per integrare la sua pensione sicuramente non molto alta, ma per raccogliere fondi da destinare ad alcune organizzazioni umanitarie che lavorano in Africa. Particolarmente graditi da grandi e piccoli è l’angolo dove tiene esposto i giocattoli. I piccoli sono felici di poter scegliere tra tanti oggetti diversi e le mamme sono ancor più contente perché spendono poco lì nel fondo della Signora Rosina.
Oltre a quest’attività imprenditoriale la Signora Rosina è anche una brevetta giardiniera che ha cura dei fiori lungo il muro in Via Guinelli. Con cura particolare tende alla fioriera davanti al tabernacolo che è sempre piena di piante in fiore per tutto l’anno.
Potessero tutte le persone invecchiare tanto garbatamente quanto la Signora Rosina!

Regina di notte

Cactus Regina di Notte

Nella foto un bellissimo esemplare di cactus della specie Epiphyllium. Fiorisce all’inizio dell’estate, anche se esemplari anziani della pianta sono capaci di rifiorire. È una pianta che cresce abbastanza rapidamente e popolare in tutto il mondo perché la sua fioritura è semplicemente stupefacente. Viene chiamato con tanti nomi in giro per il mondo: Bunga Bakawali in Malaysia, Wijaya Kusuma in Indonesia, Queen of the night, Regina di notte, Cereus, Gul-e-Bakavali in Hindi, Kadupul in Sinhala, tanto per citarne alcuni. Una sua parente è la pianta che produce il “frutto del drago” che da alcuni anni viene commercializzato anche in Italia. Infatti questi “frutti di drago” hanno proprio lo stesso sapore poco distinto dei fichi d’India che sono comuni nel meridione d’Italia.
È interessante notare come le fonti che ho consultato affermano che il cactus fiorisce di notte e che i fiori appassiscono con il sorgere del sole. A Figline invece i fiori continuano a stare aperti anche per tutto il giorno successivo alla loro apertura, come dimostra pure la mia foto.

Fiori e api sulle mura

Una ape taglialegna, Xylocopa, su fiore di bocca di leone

In in questi giorni quel che resta delle antiche mura di città di Figline si sono tinte di rosa. Infatti stanno fiorendo le Bocca di leone comune (Antirrhinum majus). Sono piante a carattere cespuglioso, dai fiori profumati, che crescono sui muri e sulle rupi; producono tantissimi semini assai piccoli e quindi le vedi spuntare in posti dove avresti pensato fiori così belli e rigogliosi non possano prosperare. Mentre inquadravo le bocche di leono è arrivata una Xylocopa (ape taglialegna). Hanno questo nome perché con le loro fortissime mandibole si scavano delle buche nel legno morto per usarle come nidi quando depositano le uova. Sono le api più grandi dell’Europa, infatti possono raggiungere una lunghezza di quasi tre centimetri. Nonostante questo sono estrememente paurose e quindi difficile da fotografare a differenza dalle loro “cugine” le api da miele, che non hanno aluna paura quando mi avvicino a loro. Le Xylocope invece scappano velocemente non appena vedono la mia macchina fotografica. Quindi ero molto contenta quando sono riuscita a cogliere l’attimo in cui una Xylocopa si posa su un fiore di bocca di leone per estrarrne il nettare.

Jogging a Figline

Una coppia fa lo jogging con cane sugli argini dell'Arno a Figline
Lo jogging è una passeggiata in forma di corsa a passo lento e piacevole. Il suo scopo principale è aumentare il benessere fisico di senza però subire lo stress di una corsa vera e propria, che è più veloce. È un’attività sportiva principalmente praticato da non professionisti. Lo jogging è diventato molto popolare in quanto è un esercizio aerobico, salutare per cuore e polmoni, è un modo eccellente di migliorare l’apparato circolatorio, la densità minerale ossea e la resistenza fisica. È praticabile da chiunque sia in un buono stato di salute. Infatti a Figline sugli argini dell’Arno e nelle strade e stradine che ci conducono c’è un intenso passaggio di individui e gruppi che praticano tale sport, specialmente ora che finalmente il sole si fa vedere, i prati sono fioriti e l’aria è piacevolmente temperata. Ho potuto osserevare persone di tutte le età, sportivamente vestite di tute multicolore, i più ardimentosi pure in pantaloncini corti, a correre per la salute e divertendosi allo stesso momento. Delle tante foto che ho scattato ne ho scelto una che mi pare particolarmente simpatica; si vede una giovane coppia con cane a seguito. I due sono a loro agio e felici.

Ciclista solitario

Un ciclista solitario corre sotto gli alberi sakura in pieno fiore

Un ciclista solitario corre introno alla rotonda spartitraffico davanti al supermercato Lidl. Sullo sfondo si vede il muro fonoassorbente che dovrebbe proteggere il giardino che si trova dall’altro lato dai rumori molesti del traffico. L’idea di filtrare i rumori è buona perché si tratta dello spazio verde intorno a una scuola primaria. In primo piano invece alcuni degli alberi sakura di una lunga sfilata di alberi di tal genere che i responsabili del supermercato hanno fatto piantare lungo il perimetro del posteggio di loro pertinenza. Gli alberi ormai vecchi di qualche anno sono sani e robusti e offrono uno spettacolo unico e gratis a chi va a fare la spesa. Ma quel che è più importante questi alberi non si trovano sotto la dittatura del comune e dei suoi giardinieri barbarici che potano gli alberi in modo atroce mentre stanno aprendo i fiori!
Purtroppo quest’anno un ritorno di freddo, pioggia incessante e vento forte hanno messo a dura prova la fioritura degli alberi sakura di Figline e le ore per fare del hanami, vedere i fiori, oppure per scattare qualche foto erano veramente contate.

Ieri e oggi a Figline

portico-torre
La collocazione di uno specchio pulitissimo e brillante mi ha permesso di scattare questa foto enigmatica. A sinistra della foto si vede un giovane percorrere un portico, mente a destra ci sono delle persone che dietro una siepe camminano speditamente. Ma dove andranno a finire? Arriveranno dentro il portico? Certamente no. Il fatto è che la foto mostra contemporaneamente ambedue i lati di via Roma all’altezza della torre antica e la casa dipinta, complice la vetrina di una banca dotata di vetro a specchio. Dentro la banca puoi guardare fuori, ma dal di fuori la vista è impedita a causa dell’effetto specchio.
Il portico a sinistra fa parte di una ampia costruzione moderna a condomini, mente a destra si vede un tratto delle mura trecentesche che circondano il nucleo storico di Figline nonché un pezzo di verde da decoro con gli immancabili sakura, detti anche ciliegi giapponesi, in fiore. Insomma, ieri le mura di città e oggi un condominio moderno in uno scatto solo.

Domenica delle Palme

Messa di Domenica delle Palme in piazza Marsilio Ficino, Figline
Weekly Photo Challenge: Future Tense
A Figline la Domenica delle Palme quest’anno si è celebrato il sabato pomeriggio con una solenne messa in piazza Marsilio Ficino. Davanti alla chiesa della Collegiata c’era un palco. Per l’occasione era pure venuto il vescovo di Fiesole a celebrare la messa. Infatti Figline per antica tradizione dipende dal vescovo di Fiesole. La piazza era discretamente piena di adulti e bambini e il palco addobato con grossi rami d’ulivo, anche se qualche foglia di palma non mancava. Molto graditi erano i brani musicali eseguiti durante la funzione religiosa da un gruppo ben assortito di giovani musicisti.
A dire il vero l’orario insolito è stato scelto perché sabato 23 marzo era la Giornata Mondiale della Gioventù. Così si è preso due piccioni con una sola fava, come si suol dire. I giovani partecipanti in precedenza si erano incontrati con il vescovo che aveva pure benedetto i tradizionale rami d’olivo che successivamente venivano portati nella Collegiata. Lì erano a disposizione dei fedeli che, seguendo una tradizione che risale al quarto secolo d.C., se ne potevano approviggionare per l’anno corrente. Ma i rami non bastavano, già durante la funzione religiosa i fedeli non ne trovavano più nella chiesa. E così alla fine anche tutti quanti i rami che avevano addobato il palco sono stati distribuiti a che ne faceva richesta, benché a dire il vero, benedetti non erano.

È arrivata la primavera

Un ape succhia nettare da un fiore di salicie
Il passero solitario
D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore.
E qui fermo Leopardi.

Magari nel Valdarno non belano più le greggi e anche degli armenti si è perso traccia in quel che resta di un’agricoltura una volta splendida. Ma di torri antiche Figline è piena e sulle torri gli uccelli abbondano. Oggi tendono essere piccioni e non passeri come ai tempi di Leopardi. I piccioni sono contenti che la primavera è arrivata e lo fanno sentire fin dall’alba e smettono solo al tramonto. Per il resto le parole di Leopardi esprimono bene quanto è accade: è arrivata la primavera! I salici sono fioriti e pieno di polline, i sakura, detti anche ciliegi japonesi fanno quel che possono visto che i giardinieri del comune li hanno orrendamente mutilati pochi giorni fa. Purtroppo anche tutti quanti i cespugli da fioritura primaverile nei giardini pubblici sono caduti vittime delle motoseghe comunali. Ma i nostri piccoli amici le api volano lo stesso e raccolgono nettare e polline dove i vandali comunali non sono arrivati.
Abbiamo viste le prime rondini e qualche timida farfalla. L’aria profuma, basta allontanarsi dalla SS 69.
Insomma life is good nel Valdarno :-)