Archivi tag: piccioni

Sette piccioni e una finestra

Sette piccioni introno a una sola finestra
I piccioni sono una vera piaga nel centro storico di Figline. Otturano le grondaie con i loro nidi, sporcano dove capita e quel che è peggio, hanno cacciato con la loro prepotente presenza gli uccellini nativi, come i passerotti, che una volta popolavano le piazze. Inutile è tenere un gatto, i gatti moderni che vivono nelle nostre case mangiano troppo bene per affaticarsi con una caccia al piccione. In commercio si trovano vari rimedi contro l’invadenza di questi immondi uccelli, ma l’unica cosa che funziona è una costante e vigile presenza.
Guardate la finestra che ho inquadrato: ben sette piccioni introno a una sola finestra! Infatti il signore che vedete poco dopo che avevo scattato la foto ha chiuso le persiane dalla disperazione, benché fosse pieno giorno. Ormai erano tre i piccioni che gli cagavano sopra le persiane. Il terzo piccione non si vede nella foto, perché è arrivato dopo lo scatto.

Due piccioni sul muro

Due piccioni sul muro di cinta di Figline
In questi giorni sul Valdarno si sono abbattute piogge parecchio abbondanti e di conseguenza alcuni torrenti sono usciti dai loro letti e hanno invaso strade, cantine e i piano terra delle case. I danno sono ingenti.
I piccioni che sempre più numerosi vivono sui tetti antichi di Figline hanno sofferto anche loro. I loro piumaggi erano zuppi d’acqua. Però oggi ci sono state alcune ore di bel tempo e due piccioni si approfittano sopra le antiche mura per asciugarsi al sole. Si sono collocati uno di fronte all’altro con la torre del Palazzo Pretorio nel bel mezzo.

Girasole e piccioni

Piccioni invadono un campo di girasole maturi
Si sta affacciando l’autunno e sui campi si trovano i girasole ormai maturi. I capi delle piante sono girate verso terra da quanto sono pieni di semi e sarebbe tempo di raccolta. Ma per motivi che ignoro in molti dei campi di girasole nei dintorni di Figline le piante mature vengono abbandonate al loro destino. E allora i piccioni arrivano a centinaia e fanno festa come si può ben vedere nelle foto. Non capisco proprio come i contadini possano durare tanta fatica a seminare e coltivare per poi fare a meno di raccogliere.
Mi sembra inverosimile che piantino a beneficio dei piccioni.

Monumento ai caduti

Monumento ai caduti a Figline
Finita la prima guerra mondiale il piccolo comune di Figline nel Valdarno volle onorare i suoi cittadini caduti come soldati, e dedicò a loro un monumento di sapore ottocentesco e pregevole fattura, ponendolo al centro della più importante piazza del paese, la Piazza Marsilio Ficino. Del resto così fecero la quasi totalità dei comuni italiani. Una vecchia cartolina ci fa vedere come il monumento era bene integrata nella piazza insieme ad altri arredi urbani. Commoventi testimonianze dell’epoca si trovano pure nelle lapidi del cimitero monumentale della Misericordia di Figline.
Con un atto di spregevole arroganza recentemente il monumento e gli antichi lampioni furono rimossi. Il monumento venne collocato in uno spazio di risulta dove è abbandonato ad atti di vandalismo e a numerosi piccioni che lo usano come trespolo. I lampioni furono sostituiti con sgradevoli scatoloni collocati troppo in alto per essere utili.
C’è pure una lapide sul retro di palazzo Pretorio che dovrebbe ricordare i nomi dei morti della seconda guerra, dico dovrebbe, perché i nomi sono praticamente illeggibili.
Invece di curarsi dei due monumenti esistenti e dare a loro degna visibilità il Comune commissionò un terzo monumento ai caduti, quello che si vede nella foto. Perfino un piccione di passaggio lo guarda perplesso. Si tratta di un oggetto talmente incomprensibile che l’autore stesso dell’opera ha ritenuto necessario aggiungerci una tavoletta con spiegazioni. Il piccione si è posato su una delle pietre collocate davanti al monumento, pietre che presumibilmente dovrebbero invitare i viandanti a sedervici e riflettere. Obiettivo fallito in pieno perché d’estate le pietre si riscaldano oltre ogni limite sopportabile, mentre d’inverno sono così fredde che ogni umano scappa dopo pochi secondi. Inoltre essendo le pietre grezze e piene di avvallamenti e fessure ci ristagna pure l’acqua delle piogge e quindi anche nella mezza stagione sedersi sulle pietre non è possibile.

Il gatto di piazza Serristori

Il gatto di piazza Serristori
Accanto al teatro Garibaldi c’è un ampio spazio delimitato dalle antiche mura da un lato e da alcuni condomini dall’altro, interamente lastricato con cotto e strisce di pietra serena. Sospetto che il gatto di oggi abiti in uno di questi condomini. Si tratta di uno splendido esemplare di gatto domestico di incerta discendenza. Sicuramente tra i suoi antenati si trova un gatto persiano, cioè un gatto a pelo lungo. Dai persiani ha ereditato il portamento aristocratico e flemmatico e un corpo massiccio. Sta tranquillamente in mezzo alla piazza e si fa fotografare, sembra che si metta in posa. Ovviamente considera la piazza parte del suo territorio e la fotografa un qualcosa che non merita particolare attenzione. I piccioni che passeggiano nella piazza alla ricerca di cibo non lo interessano più di tanto. Ci da qualche occhiata distratta, ma decide che è troppo faticoso darci la caccia.

Picconi lasciano il segno

Un piccione a Figline

A Figline i piccioni ci stanno ovunque e, dove si fermano, mettono il segno. Nella foto un muro di un palazzo storico in pieno centro di Figline. Evidentemente nel muro c’era un’apertura, forse una finestra, che nel corso dei secoli è stata chiusa, lasciando una nicchia poco profonda. Ma ai piccioni basta poco spazio per fermarsi e imbrattare e che il muro da poco è stato restaurato nulla importa a loro.

Merda di piccioni sui tetti

Uomo anziano pulisce il tetto dalla merda dei piccioni
I veri padroni di Figline nel Valdarno sono i piccioni. Stanno di preferenza sui tetti perché lì si sentono sicuri, ma scendono a terra alla ricerca di cibo. Non disdegnano neanche i balconi delle abitazioni e in breve qualunque luogo promettente dal loro punto di vista. Costruiscono i loro nidi nelle grondai otturandole ben bene. Amano in modo particolare il centro storico che con rientri, anfratti, crepe e buchi offre abbondante possibilità di riparo ad un piccione in ricerca di casa. Il problema che comportano è, che i piccioni fanno letteralmente i loro sporchi comodi ovunque si posano. E siccome sono uccelli di una certa stazza le tracce del loro passaggio si trovano inequivocabilmente ovunque, nelle piazze, nelle strade, sui balconi, sui cornicioni, su monumenti e soprattutto sui tetti. E mentre è facile pulire quel che hanno lasciato in terra, non è così per i tetti. Sui tetti i loro escrementi si accumulano mese dopo mese, e anno dopo anno formando uno strato fitto e pesante. Siccome gli escrementi dei piccioni sono pure corrosivi recano danno alle tegole causando infiltrazioni d’acqua dai tetti.
Nella foto un esempio di quanto sopra detto: un signore anziano si è arrampicato sul tetto di casa sua e munito di spazzola e scopa lo pulisce dagli escrementi indesiderati. Ha già riempito alcuni sacchi (non tutti si vedono nella foto) ma ancora resta un bel po’ di tetto da pulire.
Buon lavoro!