Archivi tag: pietre

Piazza Marsilio Ficino, lato ovest

Piazza Marsilio Ficino, lato ovest

La piazza centrale di Figline, intitolata al suo figlio celebre Marsilio Ficino, è caratterizzata da una pianta oblunga, essenzialmente orientata nord – sud. Al lato sud c’è la chiesa della Collegiata e al lato nord lo Spedale Serristori. Lungo il lato ovest corre un loggiato, mentre il loggiato dal lato opposto è solo parziale e palesemente aggiunto molto tempo dopo la costruzione delle case.
Nella foto di oggi si svolge una scena come se ne può osservare tante ogni mattina passando per la piazza.
Qualcuno si è recato in centro di buon ora servendosi della bicicletta, che ora è appoggiata a un pilastro in mancanza di qualunque rastrelliera nel vasto raggio.
Una donna legge un messaggio che le è appena arrivato sul telefonino, ma non per questo si ferma. Anzi continua per la sua strada a passo sostenuto.
Un artigiano sullo sfondo aggiusta il portone di una delle più antiche case del paese; che si tratta di una casa vecchia di secoli si può dedurre dalle pietre con le quali è stata costruita. Evidentemente l’antico portone non ha retto ed è stato sostituito con uno moderno.
Insomma, una tranquilla mattinata di un giorno lavorativo nel incantevole paese di Figline nel Valdarno.

Annunci

Biciclette lei e lui

Biciclette da donna con bicicletta da uomo su muro antico
Due biciclette, una da donna e una da uomo, teneramente abbracciate e saldamente legate insieme nonché a un palo robusto. Il tutto davanti a un muro antico costruito con pietre naturali come già al tempo dei romani. Come si fa a non fermarsi con un sorriso davanti ad un idillio del genere e scattare una foto? L’antica cittadina di Figline nel Valdarno è piena di motivi di questo genere, basta saperli vedere.

Home, sweet home

Home, sweet home, casa, dolce casa

Home, sweet home; casa, dolce casa.
Le case nel centro storico di Figline Valdarno sono vecchi, spesso vecchi di secoli. Sono cresciuti senza progettazione architettonica eccetto che quella voluta dagli utenti stessi. Un piano veniva appoggiato sopra l’altro, un muro addossato a quelli già esistenti. E così via per secoli. Il risultato si vede nella foto, scattata in uno dei vicoli di Figline. Le numerose antenne per la televisione di ogni tipo sono testimone del fatto che dietro a queste mura dall’aspetto poco rassicurante ci abitano esseri umani che chiamano “casa”lo spazio racchiuso tra antichi mattoni e pietre del fiume.

Vicolo di Menichino

Il vicolo di Menichino
Un altro dei tanti vicoli di Figline Valdarno. Menichino è un nome diffuso, in Italia c’è n’è qualche dozzina. Ma del Menichino al quale è intitolato questo vicolo, s’è perso le tracce nel tempo. Comunque si tratta di un vicolo parecchio pittoresco, sebbene mal ridotto come molti dei monumenti storici di Figline. Anni e decenni di incuria hanno ridotto le antiche mura degli edifici che fiancheggiano il vicolo a poco più di ruderi. Infiltrazioni d’acqua da grondaie non più ripulite da tempo fanno il resto. Le mura in pietra naturale che ben si distinguono nella foto appartengono ad un antico edificio di proprietà dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Infatti gli Innocenti avevano estese proprietà immobiliari a Figline, come anche la Fattoria degli Innocenti, di cui fa parte la cappella Madonna della Mota.

Antiche mura e panni al vento

Una ragazza guarda attraverso una finestra nelle antiche mura di Figline

Una ragazza osserva dalla finestra nelle antiche mura quel che succede di sotto nel giardino. Figline infatti conserva ancora oggi buona parte delle sue mura trecentesche che permettono di farci un’idea dell’architettura militare del Medioevo. Furono costruite con pietre tagliate che in parte provenivano da case diroccate o da case che dovevano essere abbattute perché si trovavano sul tracciato delle mura da costruire. Venivano pure usati i pillori di fiume, cioè pietre arrotondate dal continuo rotolare nella corrente del fiume che lambisce Figline, l’Arno. Ovviamente era proibito addossare costruzioni civili alle mura di cinta per impedire che il nemico potesse con la complicità di quale figlinese approfittarsene per entrare in città. Ma quando qualche secolo più tardi le mura avevano perso ogni valore strategico e militare i cittadini iniziarono a “riciclare” le mura. Nella foto se vede uno splendido esempio di questa economia architettonica che però ha garantito la sopravvivenza delle antiche costruzioni. Un bel tratto di mura – oggi visibile dai Gardini Morelli – furono ripuliti dai camminamenti ormai diventati inutili e probabilmente pericolanti, e riutilizzati come facciata tergale di case a tre e anche quattro piani di civile abitazione. Le case così ricavate sono abitate tutt’oggi come si vede chiaramente dai panni stesi per asciugarsi, che sventolano allegramente nel vento.