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Estate di San Martino

Estate di San Martino, jogging
In questi giorni a Figline ci stiamo godendo una bella estate di San Martino. La temperature è mite, quasi estiva, il cielo è limpido ma prati e boschi virano di colore e si tingono di giallo e rosso autunnale. Nelle botteghe sono comparso sia il vino novello, sia le castagne. Lungo gli Argini dell’Arno molti sportivi se ne approfittano del buon tempo per allenarsi.

La nebbia a gl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

San Martino di Giosuè Carducci

La Vanessa dei Cardi

La farfalla Vanessa dei Cardi
Qui sotto una incantevole poesia di Heinrich Heine (1797-1856) . Parla di una farfalla, una rosa e del sole. È permeata di amore e ottimismo, cosa che di questi tempi non guasta. La poesia è scritta in tedesco semplice, semplice quindi Google Translate è sicuramente capace di dare una versione almeno comprensibile.

Der Schmetterling ist in die Rose verliebt,
Umflattert sie tausendmal,
Ihn selber aber, goldig zart,
Umflattert der liebende Sonnenstrahl.

Jedoch, in wen ist die Rose verliebt?
Das wüßt ich gar zu gern.
Ist es die singende Nachtigall?
Ist es der schweigende Abendstern?

Ich weiß nicht, in wen die Rose verliebt;
Ich aber lieb euch all’:
Rose, Schmetterling, Sonnenstrahl,
Abendstern und Nachtigall.

Heinrich Heine (1797-1856)

Farfalla Blu

Farfalla Blu, Polyommatus icarus

La farfalla di oggi è il Polyommatus icarus della famiglia Lycaenidae. Non mi risulta che abbia un nome italiano anche se sarebbe facile chiamarlo “Blu Comune” (Common Blue), come fanno gli inglesi o “Il Blu” (Bläuling) come fanno i tedeschi. Si tratta di una farfalla assai comune, anche se non è sempre facile riconoscerla perché il suo colore varia.
Herman Hesse ha dedicato una commovente poesia alle Bläulinge che riporto qui sotto.

Blauer Schmetterling
Flügelt ein kleiner blauer
Falter vom Wind geweht,
Ein perlmutterner Schauer,
Glitzert, flimmert, vergeht.
So mit Augenblicksblinken,
So im Vorüberwehn
Sah ich das Glück mir winken,
Glitzern, flimmern, vergehn.

Due farfalle gialle

Due farfalle gialle, Colias crocea
Rabindranath Tagore disse alcune parole che mi sembrano meglio di qualunque altro commento alla foto di oggi.

Le farfalle non contano i mesi ma i momenti,
e hanno tempo a sufficienza.

The butterflies count not months but moments,
and have time enough.

Le farfalle della foto di oggi sono delle Colias crocea della famiglia delle Piridae e come al solito non hanno nome italiano, benché sono assai vistose e abbastanza comuni nella Valdarno. Gli inglesi li chiamano Clouded Yellows o anche semplicemente Yellows. In tedesco si chiamano Postillon, nome veramente azzeccato, perché il loro colore giallo è proprio quello della Posta.

Bambine

Due bambine si rincorrono in piazza Ficino
Divina Commedia

Qual è colui che sognando vede,
che dopo ‘l sogno la passione impressa
rimane, e l’altro a la mente non riede

Dante Alighieri, Paradiso, canto 33

Albero solitario nel Valdarno

Un albero solitario nel Valdarno
Buch der Lieder

Ein Fichtenbaum steht einsam
Im Norden auf kahler Höh’.
Ihn schläfert; mit weißer Decke
Umhüllen ihn Eis und Schnee.

Er träumt von einer Palme,
Die, fern im Morgenland,
Einsam und schweigend trauert
Auf brennender Felsenwand.

Heinrich Heine, 1827

Heinrich Heine il romantico poeta tedesco si recava spesso a Lucca. Peccato. Se fosse passato per Figline il suo albero di abete (Fichtenbaum) durante l’inverno nordico avrebbe sognato un albero bellissimo come quello della foto. L’albero si è appena coperto di bocci teneri, perciò i suoi rami si sono tinti di rosa. Cresce solitario nel Valdarno in un posto poco frequentato del comune di Figline.

Giovane donna a Figline

Giovane donna a Figline
Canzone di Bacco,
Canti Carnascialeschi
Lorenzo de’ Medici

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

È arrivata la primavera

Un ape succhia nettare da un fiore di salicie
Il passero solitario
D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore.
E qui fermo Leopardi.

Magari nel Valdarno non belano più le greggi e anche degli armenti si è perso traccia in quel che resta di un’agricoltura una volta splendida. Ma di torri antiche Figline è piena e sulle torri gli uccelli abbondano. Oggi tendono essere piccioni e non passeri come ai tempi di Leopardi. I piccioni sono contenti che la primavera è arrivata e lo fanno sentire fin dall’alba e smettono solo al tramonto. Per il resto le parole di Leopardi esprimono bene quanto è accade: è arrivata la primavera! I salici sono fioriti e pieno di polline, i sakura, detti anche ciliegi japonesi fanno quel che possono visto che i giardinieri del comune li hanno orrendamente mutilati pochi giorni fa. Purtroppo anche tutti quanti i cespugli da fioritura primaverile nei giardini pubblici sono caduti vittime delle motoseghe comunali. Ma i nostri piccoli amici le api volano lo stesso e raccolgono nettare e polline dove i vandali comunali non sono arrivati.
Abbiamo viste le prime rondini e qualche timida farfalla. L’aria profuma, basta allontanarsi dalla SS 69.
Insomma life is good nel Valdarno :-)