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Rami penduli di betulla

Rami di betulla d'inverno
Le betulle sono alberi sacri a Freya, dea germanica che corrisponde all’incirca a Venere. Sono simboli di primavera e gioventù oltre a essere alberi bellissimi e vistosi che però si accontentano di poco per quanto riguarda il suolo. Inoltre crescono rapidamente fino a un altezza di trenta metri formando numerosi tronchi. Quindi non meraviglia che anche a Figline vengono usati nei giardini pubblici per la bella figura che fanno durante tutto l’anno e la facilità di coltivazione. Se solo i giardinieri del comune avessero un po’ di rispetto per questi alberi meravigliosi e le piantassero in luoghi dove poi possono svilupparsi secondo loro natura e dare il meglio di sé invece di venir periodicamente capitozzati secondo costume italiano.
Nella foto di oggi una betulla pendula incastrata in un’ orrenda costruzione di cemento che delimita due posteggi. Peggio di così! Ma nonostante queste avversità l’albero ci dona generosamente i suoi rami penduli pieni di foglie ormai gialle che brillano misteriosamente nel debole sole d’inverno. Un buonissimo profumo dalle note amare alligna nell’aria.

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Fontanello nuovo

Novo fontanello a Figline
Tra poco (si spera) avremo un nuovo fontanello a Figline. I lavori per creare le fondamenta, lavori che si vedono nella foto, sono stati eseguiti rapidamente da un gruppo di operai e tecnici dotati di un numero notevole di mezzi meccanici. Si sono conclusi in veramente pochi giorni e ormai la piattaforma aspetta solo la collocazione della casina che erogherà l’acqua ai cittadini. Il fontanello si trova nel lato nord posteggio della Resistenza al posto dell’ultima aiuola che ancora c’era in quel posto dove una volta si stendeva il giardino della Resistenza, poi trasformato in posteggio.

Piazza Lorenzo Bonechi

Un giovane operaio al lavoro in Piazza Bonechi
All’interno delle antiche mura di Figline c’è una piazza vasta quanto incantevole adibita a posteggio. C’è pure un garage sotterraneo con tanto di cancello. Il posteggio è per circa metà delimitato dalle antiche mura e per il resto da piacevoli costruzioni civili e piccoli giardini. Non manca neppure un maestoso albero sakura per il quale è stato creato un’aiuola sopraelevata. Ebbene questa piazza è stata intitolata al pittore Lorenzo Bonechi che è nato è vissuto a Figline e amava molto la sua terra. Tutto sommato un idea felice.
Come molte cose a Figline anche questa piazza avrebbe bisogno di attenzione e manutenzione.
Infatti nella foto di oggi si vede un giovanissimo tecnico che emerge dal sistema di aerazione intorno al garage sotterraneo dove aveva eseguito una qualche riparazione.

I gatti del posteggio

Due gatti bianco e nero al posteggio

Gli amministratori di Figline nel Valdarno hanno voluto onorare la memoria di Robert Baden-Powell, fondatore degli Scouts, intitolandogli una piazza, anzi un posteggio. Invero il prode Baden-Powell avrebbe meritato di meglio per i suoi sforzi ma a Figline con l’assegnazione avventata di nomi per strade e piazze non si scherza. Ma il fatto curioso è che i veri padroni di questo posteggio sono due gatti europei dal pelo corto, bianco e nero. Uno dei due gatti, a sinistra nella foto, ha la caratteristica mascherina sul muso, mentre l’altro, a destra nella foto, ne è privo. Questi due gatti stanno tutto il giorno all’aria aperta in giro per il posteggio benché hanno una casa e un padrone. Ma a casa ci tornano solo di notte e per mangiare. Di solito preferiscono i seggiolini morbidi dei motorini per schiacciaci un pisolino tra un giro e un altro, ma non disdegnano neanche un posticino ben riparato sotto una macchina, come si vede nella foto.

La mia bella Figline

La mia bella Figline, prato fiorito, bosco verde
Girando intorno alla antiche mura di Figline che a tutt’oggi circondano buona parte del abitato storico del comune ho incontrato oggi il panorama che vedete nella foto: prati fioriti e boschi verdi. Sembra essere in qualche oasi protetta del WWF, e invece mi trovo in via del Puliga a un passo da un grande posteggio dove si può lasciare la macchina a gratis. E altresì sono veramente pochi i passi da lì per raggiungere il centro storico di Figline con tutte le cose notevoli che ha da offrire.
Cosa aspettate a venire a trovarci e scoprire quest’angolo della Toscana?

Ricreazione

Ricreazione in una scuola di Figline
La ricreazione o intervallo a scuola è un periodo di tempo che dura tra i 10 e i 20 minuti. Di solito è collocata dopo la terza ora della mattinata. Durante la ricreazione gli studenti possono riposarsi, giocare, consumare una merenda, parlare e socializzare tra di loro. Dove è possibile viene offerto agli studenti la possibilità di recarsi all’aria aperta come si vede nella foto. Attiguo alla scuola infatti c’è un posteggio, il terreno è coperto di asfalto. Lo spazio in questione è diviso dalla pubblica strada, che a sua volta costeggia un posteggio, da una rete fragile da tre soldi. Reti del genere vengono di solito usati intorno alle costruzioni in corso perché sono leggere, costano poco e sono facili da istallare e rimuovere. Tre ragazze si sono sedute sul muricciolo e si godono ciò che le circostanze offrono.
Una scena del genere fa vedere chiaramente come le macchine contano più dei ragazzi; è più importante posteggiare che non offrire ai nostri giovani un po’ di spazio decente, magari attrezzato. La situazione delle scuole a Figline, come nel resto dell’Italia offre ancora ampie possibilità di miglioramento.

Due biciclette felici

Due biciclette felici al muro del castello Serristori
Solo venendo a Figline potete vedere una scena come questa!
Ancora una coppia di biciclette lei e lui, felicemente legati insieme e a un palo robusto davanti a un muro antico. Questa volta si tratta di un muro veramente speciale, infatti sono le “mura castellane” del signor conte Serristori come si evince leggendo la targa di marmo incastrata nel muro un po’ sopra le bici. A destra nella foto si vede bene una delle sei “luci” di cui parla l’atto. Oggi dell’orto è rimasto solo la piccola striscia di prato sulla quale poggiano le bici. Peraltro il praticello è già stato trinciato con impeto degno di cause migliori dai “giardinieri” del comune e tracce dei loro misfatti sono ben visibile sulle ruote delle bici.
Tutto il resto del terreno è stato degradato a posteggio.
Ecco il testo della targa
Il conte Serristori ha concesso al sig. Cesare Mannucci fu Angiolo di aprire 6 piccole luci sull’orto di sua proprietà perfornado le mura castellane. Dette luci il conte Serristori ed i suoi eredi potranno sempre fare richiudere a loro piacimeno a spese dei sig.i Mannucci.
Atto Serristori
Comune di Figline e Mannucci
Rogito dell’imperatore 17 luglio 1901
Registrato a Pontassieve il 26 luglio
Trascritto all’ufficio ipoteche di Arezzo il 12 settembre stesso anno.