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Fiori di stagione

Un ramo di weigelia fiorito a natale
Dopo la scorpacciata di “alberi di natale” di plastica decorati in modo sommario e “stelle di natale”, povere piante costrette a una lenta agonia nelle case a riscaldamento centrale solo perché disposti a produrre “fiori” rossi a dicembre vorrei proporre oggi dei fiori veri che si trovano in abbondanza su dei cespugli in pieno centro a Figline. Il loro nome è Weigelia in onore del botanico tedesco Christian Ehrenfried von Weigel. I cespugli sono collocati in un giardino pubblico in posizione particolarmente ben protetta e esposta al sole anche d’inverno. Le Weigelie di solito fioriscono a fine primavera con una ricca cascata di fiori rosa e profumati, molto ricercati dalle api, ma nel 2013 hanno deciso di rifiorire a partire da novembre e ancora non hanno smesso come dimostra la foto. Anche le foglie non sono cascate come di solito succede.
Anche questo succede a Figline!

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La fermata delle ragazze

Ragazze aspettano alla fermata del bus
Ho già più volte pubblicato delle foto del capolinea degli autobus a Figline perché ci passo volentieri a rubare qualche scatto. Di solito è un luogo abbastanza deserto e ma a certe ore, come per esempio prima dell’inizio delle lezioni a scuola e dopo la fine si riempie molto.
Nel vasto piazzale ci sono pure due strutture di metallo, uno accanto all’altra, con tanto di tettuccio di vetro che offrono complessivamente dieci posti a sedere. Durante l’estate questi posti a sedere sono inservibili perché il metallo si riscalda troppo. Ma ora che è tornato il fresco vengono presi d’assalto dai giovani che attendono i loro bus per tornare a casa.
È curioso notare come una delle strutture è dipinta di rosso, mentre l’altra invece sfoggia un bel tono di rosa. Quattro ragazze giustamente si sono messi a sedere proprio lì.

Figline multietnico – Salwar Kameez

Una giovane signora indiana indossa un salvar kameeez
Oltre ad un folto gruppo di musulmani nel comune di Figline si sono integrati anche numerosi cittadini provenienti dall’India. Mentre i signori indiani hanno scelto a passare all’abbigliamento di tipo occidentale le signore invece continuano a indossare il tradizionale Salwar Kameez.
Il Salwar Kamiz o Shalwar Kamiz ma scritto anche Salwar Kameez o Shalwar Kameez, è un abito tradizionale, sia maschile sia femminile, di alcune popolazioni del sud-est asiatico (Afghanistan, India, Pakistan, Bangladesh). In India sostituisce sempre più spesso il sari tradizionale perché molto più pratico. Il termine Kamiz deriva dall’arabo, Salwar dal persiano.
Il Salwar Kamiz, anche chiamato Punjabi dress, indossata dalle donne consiste di tre parti: Salwar, Kamiz e Dupatta.
La Kamiz è una camicia lunga che arriva almeno all’anca ma a volte anche al ginocchio e oltre, di solito dalla vita in giù e aperto ai lati dando grande liberta di movimento a chi la indossa. La Dupatta è uno scialle lungo e largo che può coprire il capo, le spalle ed il collo se fa freddo o per necessità di culto, ma che di solito ha funzione decorativa e viene drappeggiato nei più svariati modi sopra la Kamiz.
Salwar ovviamente sono i pantaloni che sono sempre molto larghi in confronto a ciò che uomini o donne indossano in Italia, vengono raccolti intorno alla vita tramite una fettucina da annodare.
Naturalmente il Salwar Kamiz è disponibile in tantissime fogge, colori, lunghezza con o senza ricami, e ormai non rappresenta necessariamente tradizioni locali, ma soddisfa solo il gusto di chi lo indossa.
La giovane signora indiana della foto indossa un Salwar Kameez assai ricercato con Dupatta in tinta. Notate come Salwar e Dupatta hanno lo stesso colore ma le stoffe sono di consistenza diversa. Il Kameez invece riprende il rosa salmone dell’insieme ma è pure decorato con motivi bianchi.

Fioriscono le Salcerelle, le api bottinano

Salcerella fiorita e ape si avvicina
Se in questo periodo vi avvicinate al fiume Arno che attraversa Figline nel Valdarno vedete che il letto del fiume si è tinto di rosa intenso in parecchi punti. Infatti stanno fiorendo le salcerelle (Lythrum salicaria) che tendono a formare dei cespugli fitti, alti circa un metro e piuttosto larghi. Sono fiori decisamente spettacolari e tanto benvenuti in questo momento dell’anno. Siamo a fine estate e a causa del caldo e della siccità ci sono poche fioriture disponibile per api, bombi e farfalle. Quindi introno alle salcerelle c’è un forte brusio di questi animaletti che sono contentissimi di trovare finalmente nettare e polline in abbondanza.
Osservate pure l’ape della foto come ha già la lingua di fuori mentre si avvicina al fiore! Deve aver già visitato tanti fiori in precedenza perché ha riempito ben bene le sacche polliniche sulle zampe posteriori del polline scuro delle salcerelle. Oltre alle api da miele, come quella della foto, intorno alle salcerelle è tutto un pullulare di api native di ogni tipo e di bombi, nonché di farfalle.
Il letto dell’Arno in questo mese di abbondante fioriture è proprio un paradiso per chi come me è appassionato di nature photography.

Figlia e padre

Figlia con padre
Una bambina di scarsamente tre anni si è dotata di un triciclo tanto vistoso quanto poco usabile. Evidentemente il costruttore del trabiccolo non ha le idee chiare sulle dimensioni dei bambini sotto i tre anni. Notate quanto sono assurdamente lontani i pedali dalle punte dei piedi della piccola. Infatti lei non ci prova neanche a pedalare e lascia ciondolare le bambine limitando la sua interazione con il triciclo al manubrio. Per fortuna si trova nella grande piazza di Figline, piazza Ficino, e quindi la sua scarsa esperienza nella guida non costituisce pericolo. Per ovviare al evidente errore nella progettazione e esecuzione del triciclo il costruttore lo ha ha dotato di un bastone inclinato, lungo e fornito di manico perché un adulto possa spingere il mezzo dal retro. Così la piccola ha l’illusione di guidare, certo però non impara a coordinare le arti.

Bambine al mercato

Due bambine al mercato

Si svolge un mercatino di cose usate in piazza Ficino a Figline. Due bambine hanno scelto oggetti di loro gradimento e si sono messi a sedere in terra, subito accanto alla venditrice, a giocare probabilmente senza aver ancora pagato.

La Signora Rosina

La Signora Rosina alla finestra della sua casa

A Figline tutti conoscono la Signora Rosina. È come un’istituzione. Benché in meritata pensione da anni, dopo una lunga vita lavorativa e tanti contributi pagati, oggi continua a lavorare, anzi probabilmente lavora più ore di prima. Gestisce un piccolo fondo in Corso Mazzini dove espone oggetti usati di ogni tipo. Gli oggetti stessi sono donazioni da parte di persone di buona volontà. Avverso un piccolo compenso questi oggetti te li porti a casa. Ma la Signora Rosina non lo fa per integrare la sua pensione sicuramente non molto alta, ma per raccogliere fondi da destinare ad alcune organizzazioni umanitarie che lavorano in Africa. Particolarmente graditi da grandi e piccoli è l’angolo dove tiene esposto i giocattoli. I piccoli sono felici di poter scegliere tra tanti oggetti diversi e le mamme sono ancor più contente perché spendono poco lì nel fondo della Signora Rosina.
Oltre a quest’attività imprenditoriale la Signora Rosina è anche una brevetta giardiniera che ha cura dei fiori lungo il muro in Via Guinelli. Con cura particolare tende alla fioriera davanti al tabernacolo che è sempre piena di piante in fiore per tutto l’anno.
Potessero tutte le persone invecchiare tanto garbatamente quanto la Signora Rosina!