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Attesa del bus

Due donne aspettano alla fermata del bus
È luglio e fa caldo. Siamo al capolinea dei bus a Figline nel Valdarno.
Due donne aspettando il bus. Fa tanto caldo che preferiscono aspettare seduti all’ombra anziché sulle apposite panchine anche se devono stare seduti su un bordo di cemento sicuramente non molto comodo. Guardate che capolavoro sono le panchine che stanno a disposizione dei viaggiatori in attesa! Sono fatte di metallo, quindi roventi d’estate e freddissimi d’inverno. Insomma sedervici sopra è sgradevole o impossibile per la maggior parte dell’anno. Infatti le belle panchine antiche che si trovano ancora talvolta nei giardini pubblici hanno la seduta in legno che notoriamente è assai più indifferente alle temperature che non il metallo. Evidentemente chi ha progettato ed eseguito le panchine del capolinea non lo sapeva e ha allegramente sperperato soldi pubblici in panchine inutilizzabili.
Mi piacerebbe condannare quella persona ad attendere l’autobus tutti i giorni seduto sul suo capolavoro.

Tango a Figline

Una coppia balla il tango a Figline

Il tango non è maschio, è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l'”otto”, che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l’improvvisazione.
Miguel Ángel Zotto

Sabato sera si è eletto la Miss Figline in piazza San Francesco. Le ragazze sono sfilate abbigliate in vario modo: con costume da bagno, abito da giorno, da sera, etc. Tra queste sfilate una nota scuola di ballo di Figline ha offerto dei spettacoli di danza. Particolarmente gradito al pubblico è risultato una rappresentazione di tango, eseguito da figlinesi DOC.

Miss Figline

Concorso miss Figline

Sabato sera si è svolto nuovamente in piazza San Francesco un concorso di bellezza per incoronare la più bella ragazza di Figline nel Valdarno. La manifestazione si è svolta nell’ambito del concorso nazionale miss Blue Mare 2013.
La manifestazione era intervallata da spettacoli di danza offerti da una scuola di danza di Figline.
Le ragazze tra cui scegliere la reginetta del 2013 erano tante e tutte bellissime. Avrei avuto dei problemi a dare un voto, ma fortunatamente non ero in giuria.

Vigili del fuoco

Due vigili del fuoco davanti al loro mezzo

I vigili del fuoco o pompieri, sono figure professionali ai quqli vengono affidati vari compiti, tipicamente sono la salvaguardia di persone, animali e beni, il soccorso tecnico urgente e la prevenzione incendi.
Domenica alcuni di loro hanno partecipato alla cerimonia per il trentennale del GAIB, Gruppo Avvistamento Incendi Boschivi, in piazza Marsilio Ficino.

Sos api

Un ape entra in un fiore di bignonia
Quando ero alla scuola media il mio nonno mi portò ad ascoltare una conferenza tenuta da Karl von Frisch, celebre per aver per primo studiato e decodificato il linguaggio delle api. Ciò che Karl von Frisch raccontò quella sera, sottolinendolo con diapositive, mi impressionò tanto che da allora mi interesso di queste incredibile creaturine che sono le api. Dacché fotografo, spesso le api sono soggetto delle mie foto. Non intendo solo le api da miele, cioè quelle immediatmente utili all’uomo, ma anche quel vasto numero di api selvatiche, bombi e vespe che come le api svolgono opera di impollinazione, ma a differenza delle api da miele, non ricevono alcun beneficio dall’uomo.
Lavorano per noi indefessamente e vengono ringraziati con cementificazione del territorio che toglie spazio allo sviluppo di piante necessarie a loro, con spargimento di pesticidi che uccidono anche le api, con inquinamento atmosferico che li danneggia. Infatti è noto che in tutto il mondo industrializzato il numero delle api, sia quelle da miele, sia quelle selvatiche sta costantemente diminuendo.
Quest’anno la situazione qui da noi nel Valdarno è veramente tragica: di api ne vedo pochissime rispetto agli anni passati. Certamente la causa di questo brusco calo locale di api è da attribuire anche alle condizioni atmosferiche veramente avverse. Abbiamo avuto un inverno prolungato e piogge frequentissime che hanno pure gravemente compromesse le fioriture.
Tanto più ero felice quando ieri ho visto una mezza dozzina di api ronzare intorno a una rigogliosa pianta di bignonia che cresce su un muro in via Garibaldi. Per rendere l’idea di quanto è grave la scomparsa delle api vi posso dire che lo scorso anno introno a questa pianta le api erano qualcosa come cinquanta o più.

Mercatino a Figline

Bancherella al mercatino a Figline
Fin dai tempi antichi la piazza centrale di Figline Valdarno svolge anche la funzione di mercato. Ogni martedì c’è il mercato settimanale durante il quale la piazza e i due corsi sono riempite fino all’inverosimile di venditori professionali. Ma spessissimo ci sono dei mercatini meno affollati ma non per questo meno interessanti in occasione di feste o semplicemente perché è domenica o perché qualcuno ha deciso così. Questi mercatini sono una buona occasione per far incontrare l’offerta di piccoli produttori locali e il pubblico. A me più di una volta hanno salvato il pranzo della domenica perché mi hanno permesso di fare una rapida spesa sotto casa.

Due amici in piazza Stazione

Due amici seduti in piazza Stazione a Figline

Oggi come oggi la stazione di Figline è la più frequentata del Valdarno. Fu inaugurata dalla Società per le strade ferrate romane, che serviva molte ferrovie dell’Italia Centrale, il 8 aprile 1863 con l’apertura della linea Pontassieve-Montevarchi, estesa pochi mesi dopo fino a Terontola. Dopo pochi anni dall’inaugurazione la stazione salì agli onori della cronaca nazionale ed internazionale: il 4 novembre 1867 fu arrestato Giuseppe Garibaldi, che dopo aver subito una disfatta nella battaglia di Mentana si stava dirigendo a Livorno; Garibaldi ricorda questo episodio pure nelle sue memorie.
Il fabbricato allora costruito ha superato indenne le due guerre e altre traversie e oggi si presenta essenzialmente inalterato rispetto al 1863. Si tratta di un edificio elegante e sobrio nello stile eclettico che allora dominava in Toscana, specie nelle opere pubbliche. Dato la sua ormai notevole età e il suo ottimo stato di conservazione si può senz’altro considerare uno dei monumenti di Figline degne di essere menzionate. Tanto più è sorprendente che pochi anni fa qualcuno ha deciso di piazzarci davanti alla facciata della stazione un’aiuola con leziose rose e alberi ad alto fusto completando il tutto con delle panchine. Per il momento gli alberi sono ancora abbastanza piccoli, ma già si intuisce che tra pochi anni renderanno impossibile la vista della facciata storica. Decisamente una scelta sbagliata, come tante altre che a Figline sono state fatte nel centro storico.
Ma due vecchi amici incurante della tematica sulla conservazione di edifici storici si godono una delle panchine e acconsentono di buon grado di farsi fotografare.

Api e papaveri

Api su un fiore di papaver
In questo mese un po’ ovunque a Figline nel Valdarno fioriscono i papaveri, detti anche rosolacci. Sbucano praticamente sull’asfalto, crescono sui tetti e naturalmente i campi e i prati ne sono pieni. Le nostre piccole e indefesse collaboratrici se ne approfittano per raccogliere nettare e polline del quale i papaveri sono veramente pieni. Infatti la seconda ape in basso alla foto si è bell’e riempite le tasche di polline da portare a casa per rifocillare i cuccioli. Per chi non è pratico di api vorrei aggiungere che le tasche piene sono le due palline sulle zampe posteriori. L’ape in alto invece sembra più interessata a trovare il nettare che si nasconde in basso al fiore.

Vola coccinella vola!

Coccinella sta per volare

Marienkäfer flieg
dein Vater ist im Krieg
dein’ Mutter ist in Engelland
Engelland ist abgebrannt

“Marienkäfer flieg” (cocinella vola) è una canzoncina popolare tedesca che tutti i bambini conoscono perché lo imparano alla scuola elementare, se non la sapevano di già. Ne esistono alcune variazioni locali, anche con melodie diverse. Ho riportato sopra la versione che fu insegnata a me quando ero piccola.
Fu pubblicato nel 1806 per la prima volta nel primo volume della raccolta “Des Knaben Wunderhorn” di Achim von Arnim und Clemens Brentano.