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Mercatino a Figline

Bancherella al mercatino a Figline
Fin dai tempi antichi la piazza centrale di Figline Valdarno svolge anche la funzione di mercato. Ogni martedì c’è il mercato settimanale durante il quale la piazza e i due corsi sono riempite fino all’inverosimile di venditori professionali. Ma spessissimo ci sono dei mercatini meno affollati ma non per questo meno interessanti in occasione di feste o semplicemente perché è domenica o perché qualcuno ha deciso così. Questi mercatini sono una buona occasione per far incontrare l’offerta di piccoli produttori locali e il pubblico. A me più di una volta hanno salvato il pranzo della domenica perché mi hanno permesso di fare una rapida spesa sotto casa.

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Due amici in piazza Stazione

Due amici seduti in piazza Stazione a Figline

Oggi come oggi la stazione di Figline è la più frequentata del Valdarno. Fu inaugurata dalla Società per le strade ferrate romane, che serviva molte ferrovie dell’Italia Centrale, il 8 aprile 1863 con l’apertura della linea Pontassieve-Montevarchi, estesa pochi mesi dopo fino a Terontola. Dopo pochi anni dall’inaugurazione la stazione salì agli onori della cronaca nazionale ed internazionale: il 4 novembre 1867 fu arrestato Giuseppe Garibaldi, che dopo aver subito una disfatta nella battaglia di Mentana si stava dirigendo a Livorno; Garibaldi ricorda questo episodio pure nelle sue memorie.
Il fabbricato allora costruito ha superato indenne le due guerre e altre traversie e oggi si presenta essenzialmente inalterato rispetto al 1863. Si tratta di un edificio elegante e sobrio nello stile eclettico che allora dominava in Toscana, specie nelle opere pubbliche. Dato la sua ormai notevole età e il suo ottimo stato di conservazione si può senz’altro considerare uno dei monumenti di Figline degne di essere menzionate. Tanto più è sorprendente che pochi anni fa qualcuno ha deciso di piazzarci davanti alla facciata della stazione un’aiuola con leziose rose e alberi ad alto fusto completando il tutto con delle panchine. Per il momento gli alberi sono ancora abbastanza piccoli, ma già si intuisce che tra pochi anni renderanno impossibile la vista della facciata storica. Decisamente una scelta sbagliata, come tante altre che a Figline sono state fatte nel centro storico.
Ma due vecchi amici incurante della tematica sulla conservazione di edifici storici si godono una delle panchine e acconsentono di buon grado di farsi fotografare.

Api e papaveri

Api su un fiore di papaver
In questo mese un po’ ovunque a Figline nel Valdarno fioriscono i papaveri, detti anche rosolacci. Sbucano praticamente sull’asfalto, crescono sui tetti e naturalmente i campi e i prati ne sono pieni. Le nostre piccole e indefesse collaboratrici se ne approfittano per raccogliere nettare e polline del quale i papaveri sono veramente pieni. Infatti la seconda ape in basso alla foto si è bell’e riempite le tasche di polline da portare a casa per rifocillare i cuccioli. Per chi non è pratico di api vorrei aggiungere che le tasche piene sono le due palline sulle zampe posteriori. L’ape in alto invece sembra più interessata a trovare il nettare che si nasconde in basso al fiore.

Vola coccinella vola!

Coccinella sta per volare

Marienkäfer flieg
dein Vater ist im Krieg
dein’ Mutter ist in Engelland
Engelland ist abgebrannt

“Marienkäfer flieg” (cocinella vola) è una canzoncina popolare tedesca che tutti i bambini conoscono perché lo imparano alla scuola elementare, se non la sapevano di già. Ne esistono alcune variazioni locali, anche con melodie diverse. Ho riportato sopra la versione che fu insegnata a me quando ero piccola.
Fu pubblicato nel 1806 per la prima volta nel primo volume della raccolta “Des Knaben Wunderhorn” di Achim von Arnim und Clemens Brentano.

Il trattore nel vigneto

Il trattore rosso nel vigneto
In questo periodo fervono i lavori in campagna. I produttori si impegnano al massimo per assicurarsi un buon raccolto in autunno.
Nella foto un bellissimo vigneto che si trova a così poca distanza dal centro di Figline che si può facilmente raggiungere anche a piedi. Si tratta di un vigneto coltivato ad “Arbustum” come dicevano gli antichi romani. Cioè le piante della vite sono rette da un impianto a materiale morto. Si notano facilmente i pali di legno e i fili di ferro tirati tra di loro alle quali le viti sono legate. Però va detto che il proprietario di questo vigneto ha curato di usare dei bei pali di legno di castagno e non orrendi oggetti di cemento che danno ai vigneti l’aspetto di cimiteri da guerra. Certo i pali di cemento costano poco, ma disturbano veramente la dolcezza della campagna nel Valdarno.
Il viticoltore su un potente trattore moderno sta fresando con cura il terreno introno ai piedi delle piante.

Figline metafisica

Un divano, un giovane e cartelli stradali in piazza Dante

Uscendo stamani, piazza Dante, all’ingresso di Figline accanto al luogo dove si trovava porta Aretina, mi si è presentata cosi, come la vedete nella foto. Mi ha fulminato l’insieme ben studiato dei colori piatti di case e strada, la perspettiva assurda delle tre strade confluenti e l’inconcludenza dei simboli stradali che conferiscono valore simbolico pure al divano abbandonato sull’angolo. Notare come i simboli si svolgono nei colori rosso, verde e blu! Il cartello “Piazza Dante” completa con rara eleganza l’impressione che si tratti di un momento speciale. La spiegazione fisica sarebbe che qualche buontempone con evidente senso artistico, se n’è approfittato della sera prefestiva, perché che comporta notoriamente scarsa densità di agenti sorveglianti, per disfarsi di un mobile non più confacente ai suoi bisogni.
Mentre preparavo la macchina passa di lì pure un giovanotto alto più di due metri, e non scherzo. La sua assurda altezza lo inserisce perfettamente nell’insieme metafisco dell’attimo; lo fa sembrare una statua antica, nonostante l’abbigliamento sportivo.
Figline è ricca di misteri e sorprese e una miniera di occasioni per una fotografa.

La variante grevigiana

Lavori alla variante grevigiana tra sp 16 e sp 56

I figlinesi sono da anni in attesa di un pezzetto di strada che potrebbero migliorare un po’ il traffico all’interno del centro abitato. Si tratta della cosidetta variante grevigiana, cioè quell’opera che dovrebbe mette in collegamento la sp 16 con la sp 56. Detto per inciso, i lavori dovevano essere terminati già da tempo, pare dallo scorso anno. Per chi non conoscesse bene Figline va detto che, se questa variante fosse finalmente finita si potrebbe più speditamente raggiungere la strada per Greve in Chianti partendo dalla rotonda alla COOP perché si eviterebbe un pezzetto della sr 69. La sr 69 notoriamente a certe ore del giorno non è più in grado smaltire il traffico della vallata. Come detto i lavori nella zona in questione non fervono proprio, anzi più volte sono stati sospesi del tutto; pare che le imprese ai quali erano state affidate i lavori sono fallite.
Comunque ieri passando dal cantiere ho potuto notare, non proprio la luce in fondo al tunnel, ma un gran camion rosso in fondo ad un tubone. Oltre al camion c’erano parecchi macchinari più o meno grossi e assai variopinti. C’erano pure presente ben sei operai che azionavano macchine, escavatrici e gru. Il quadro lascia ben sperare anche se vorrei aggiungere che il tracciato del futuro collegamento tra sp 16 e sp 56 è tutt’ora un abbozzo ed è ben lontano dal somigliare a una strada.