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Il pranzo delle farfalle

Due farfalle si nutrono di susine cadute a terra
A Brollo che è una frazione di Figline Valdarno c’è una fontana naturale frequentatissima dagli abitanti della zona che lì si riforniscono di acqua minerale a gratis. Direttamente sopra la fontana cresce un susino selvatico che ormai ha raggiunto notevoli dimensione e ovviamente in questo periodo è pieno di frutti maturi. Dato che nessuno li raccoglie, i frutti cascano in terra dove formano un dolce tappeto. Molti cascando si spaccano, altri vengono schiacciate dalle persone che si recano a raccogliere l’acqua della fonte.
Questi frutti aperti per terra attirano grandi quantità di farfalle di varie specie che si cibano della polpa delle susine. Predominante tra le farfalle è la specie spettacolare della foto. Il loro nome scientifico è Hipparchia semele, gli inglesi li chiamano “Graylings”, mentre in tedesco si chiamano “Samtfalter”, Farfalle Velluto, nome che descrive alla perfezione la qualità delle loro ali, ali che hanno peraltro la spettacolare apertura di 5 – 7 centimetri. Nel 2005 furono nominati “farfalle dell’anno”, per attirare l’attenzione sul fatto che stanno scomparendo.
In italiano non hanno nome alcuno, come del resto tante altre bestioline e piante, fatto che continua a sorprendermi.
Osservare le Farfalle Velluto è molto divertente. Quando atterrano chiudono le ali così rapidamente che è impossibile fotografare il loro interno. Poi tirano giù, verso l’interno, pure la coppia di ali superiori e in tal modo si mimetizzano parecchio con l’ambiente mentre si cibano. Quando si sento minacciati mandano in sù repentinamente le ali prima nascoste spaventando il presunto nemico gli occhi sulle ali.
È questo il momento per scattare la foto!

Etimologia di Figline

fiori di sakura davanti a un muro di mattoni rossi
Ormai la fioritura degli sakura è arrivata alla sua naturale conclusione nel Valdarno. Purtroppo quest’anno tra piogge e venti, nonché scritterati interventi dei giardinieri comunali, è stata al di sotto del suo splendore usuale, ma comunque spettacolare e profumatissima. Ora non ci resta che aspettare la prossima primavera. Vorrei chiudere questa stagione con una foto emblematica per Figline: rami fioriti di sakura davanti a un muro di mattoni rossi.
Il nome Figline infatti deriva dal latino “Figulinae” che indica una fabbrica di “figuline”, un luogo ove si lavora l’argilla per la fabbricazione di materiale da costruzione come tegole e mattoni, contenitori e stoviglie, nonché statue di ogni tipo. La cottura in fornace conferisce a tali manufatti la capacità di durare nei millenni. Da “figuline” diversi centri abitati italiani prendono il nome di Figline, Ficulle, Fighine, Feghine.
Ma a Figline la produzione di terra cotta è ben più vecchia degli antichi Romani! Gia gli Etruschi producevano delle “figuline” nel territorio del nostro comune. Lo testimonia un sito archeologico veramente importante in località la Rotta. Fu scoperto casualmente alla fine degli anni ‘90; è stato oggetto di alcune sistematiche campagne di scavi condotti con criteri scientifici. Grazie ai ritrovamenti effettuati, è stato possibile stabilire che il limite cronologico più antico del sito della Rotta risale agli ultimi decenni dell’ottavo secolo a.C. È evidente che l’abitato etrusco di Figline era ben inserito nella rete commerciale che collegava Il Mediterraneo e l’Etruria meridionale.
Per saperne di più sulla Figline etrusca si può navigare in internet e andare sul sito dell’Archeoclub Valdarno

Ciclista solitario

Un ciclista solitario corre sotto gli alberi sakura in pieno fiore

Un ciclista solitario corre introno alla rotonda spartitraffico davanti al supermercato Lidl. Sullo sfondo si vede il muro fonoassorbente che dovrebbe proteggere il giardino che si trova dall’altro lato dai rumori molesti del traffico. L’idea di filtrare i rumori è buona perché si tratta dello spazio verde intorno a una scuola primaria. In primo piano invece alcuni degli alberi sakura di una lunga sfilata di alberi di tal genere che i responsabili del supermercato hanno fatto piantare lungo il perimetro del posteggio di loro pertinenza. Gli alberi ormai vecchi di qualche anno sono sani e robusti e offrono uno spettacolo unico e gratis a chi va a fare la spesa. Ma quel che è più importante questi alberi non si trovano sotto la dittatura del comune e dei suoi giardinieri barbarici che potano gli alberi in modo atroce mentre stanno aprendo i fiori!
Purtroppo quest’anno un ritorno di freddo, pioggia incessante e vento forte hanno messo a dura prova la fioritura degli alberi sakura di Figline e le ore per fare del hanami, vedere i fiori, oppure per scattare qualche foto erano veramente contate.

Ieri e oggi a Figline

portico-torre
La collocazione di uno specchio pulitissimo e brillante mi ha permesso di scattare questa foto enigmatica. A sinistra della foto si vede un giovane percorrere un portico, mente a destra ci sono delle persone che dietro una siepe camminano speditamente. Ma dove andranno a finire? Arriveranno dentro il portico? Certamente no. Il fatto è che la foto mostra contemporaneamente ambedue i lati di via Roma all’altezza della torre antica e la casa dipinta, complice la vetrina di una banca dotata di vetro a specchio. Dentro la banca puoi guardare fuori, ma dal di fuori la vista è impedita a causa dell’effetto specchio.
Il portico a sinistra fa parte di una ampia costruzione moderna a condomini, mente a destra si vede un tratto delle mura trecentesche che circondano il nucleo storico di Figline nonché un pezzo di verde da decoro con gli immancabili sakura, detti anche ciliegi giapponesi, in fiore. Insomma, ieri le mura di città e oggi un condominio moderno in uno scatto solo.

Nonno in bici e hanami

Un nonno pensoso passa in bici davanti ad alberi sakura
Un uomo in là con gli anni viaggia lentamente con la bicicletta lungo la SS 69 nella periferia sud di Figline nel Valdanro. A giudicare dal colore della bici è un sostenitore della locale squadra di calcio, la Fiorentina. Il delicato viola della bici si intona perfettamente con il colore dei fiori di alcuni splendidi esemplari di alberi sakura; la ringhiera verde, colore complementare, ne esalta il contrasto cromatico. Gli alberi nella foto non sono certo secondi in bellezza ai loro parenti che in questo momento fioriscono in Giappone, dove la popolazione li sta festeggiando con il consueto hanami. Hanami vuol dire “vedere i fiori”. È un’antica consuetudine dei giapponesi che unisce l’omaggio alla bellezza della fioritura a una riflessione seria. L’effimera natura dei fiori è considerato simbolo della fragilità della vita.
In italiano questi alberi vengono chiamati anche ciliegi giapponesi, benché non sono ciliegi ma susini (Prunus ssp.). Il loro dolce profumo è più forte del odore di benzina, almeno nel tratto in cui accompagnano la SS 69, e il nonno sembra essersene accorto e goderne.

Giardino Della Chiesa

Sakura fioriti al giardino Della Chiesa
Nella periferia nord di Figline, attigua alla SS 69, si trova un vasto spazio verde che un giorno sarà un bel giardino pubblico. È intitolato al generale Alberto Della Chiesa. Gli alberi che sono stati piantati dal comune di Figline sono piccoli e danno poca ombra per cui lo spazio non è ancora tanto piacevole durante la stagione calda, ma è una bella promessa per gli anni da venire. L’angolo che ho fotografato mi pare particolarmente ben curato. Una doppia fila di sakura, attrezzati con panchine e perfino un cestino per la spazzatura invitano a fermarsi e godersi un momento di primavera.
Da notare, a sinistra nella foto, un cittadino virtuoso che si reca con un contenitore rosso alla stazione ecologica. Infatti ai cittadini di Figline piace tenere la loro cittadina pulita.
Spero solo che non arrivino i giardinieri del comune con le loro barbariche motoseghe a distruggere anche questi alberi innocenti come hanno già fatto da un’altra parte dello stesso giardino. Gli alberi vanno curati, non mutilati, e lasciati crescere secondo la loro natura! In tal modo daranno gioia a noi e a future generazioni.

Fiori di sakura

Fiori di sakura, ciliegio japonese
A Figline sono sbocciati i primi fiori di sakura!
I sakura sono alberi che vengono piantati in abbondanza in Italia lungo le strade e nei giardini pubblici e privati. Di solito vengono chiamati “ciliegi japonesi” anche se si tratta di alberi che appartengono al genere Prunus .
A giorni questi alberi, di cui a Figline abbiamo alcuni esemplari splendidi, si trasformeranno in nuvole profumate e ci offriranno per una dozzina di giorni uno degli spettacoli più belli che la natura ha creato. Il fiore dei sakura, la loro delicatezza, la brevità della loro esistenza, sono per i giapponesi il simbolo della fragilità della vita, ma anche della rinascita, e soprattutto della generosità dell’esistenza.
I giapponesi festeggiano questa fioritura con un’usanza chiamata “hanami” che vuol dire “vedere i fiori”. Si recano in massa all’aperto e fanno dei picnic sotto l’ombra dei sakura, picnic che spesso si protraggono per buona parte della notte. Infatti in molte città i sakura in fiore vengono illuminati con giochi di luce.