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Il ponte di Annibale

Il ponte di Annibale a Figline-Incisa
Da alcuni mesi Figline e Incisa si sono fusi in un comune unico, Figline-Incisa, e quindi voglio anche su questo blog dedicato all’anno 2013 mettere una foto del luogo più incantato della zona: il ponte di Annibale sul fiume Arno e il mulino di Bruscheto. Spero che finalmente qualcosa si muova a livello di amministrazioni locali perché questo posto unico al mondo venga reso almeno accessibile. La foto non fa assolutamente giustizia a quanto c’è da vedere e scoprire lì. So che attualmente non ci sono soldi in cassa ma un cartello di tipo turistico sulla SS 69 che indichi la stradina da percorrere per arrivarci potrebbe stare nel magro bilancio del Comune Unico Figline-Incisa.
Partendo dalla SS 69 bisogna percorrere circa un kilometro di strada in discesa verso il fiume il alla cui fine conviene lasciare la macchina e procedere a piedi per pochi minuti onde raggiungere il ponte e il mulino. Oggi l’unica via d’accesso al ponte e al mulino di Bruscheto si trova sul lato di pertinenza del comune di Reggello; si tratta di una stradina bianca ben tenuta che corre nei pressi del fiume e ben va oltre il ponte di Annibale. Conviene indossare scarponcini solidi, perché arrivati all’altezza del ponte manca qualsiasi sentiero che congiunga il ponte con la stradina. Bisogna scendere una scarpata coperta di rovi, ortiche, alberi e cespugli. Ogni tanto qualche volontario apre un varco nella fitta vegetazione creando un sentierino, ma le piante rapidamente si ripigliano il terreno che a loro è stato tolto. Ovviamente dopo ogni pioggia la scarpata diventa scivolosa; per fortuna ci sono i cespugli ai quali i turista si può aggrappare durante la discesa.
Il mulino versa in condizioni pietose, tetto crollato, muri pericolanti. Tempo addietro è stato fatto un qualche tentativo di impedirne l’accesso a causa del pericolo di crolli improvvisi, ma chiunque è in grado di raggiungere il ponte è pure in grado di entrare anche nel mulino.
Dalla parte del comune di Incisa manca qualsiasi possibilità di scendere giù al ponte; la viabilità, antica ma ben documentata, è stata completamente fagocitata dalla natura.
Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare perché quel luogo incantevole e misterioso venga reso nuovamente godibile per tutti?

4 bici, 2 uomini, 1 donna

4 bici, 2 uomini, 1 donna
A Figline nel Valdarno la vita scorre tranquilla. Il traffico scorre lento, la maggioranza degli automobilisti non ha fretta e rischiare di arrivare qualche minuto più tardi alla meta, perché ha dato la preferenza ai pedoni sulle strisce a zebra lungo la SS 69.
Per chi che come me è vissuto per tanti anni a Firenze e ha dovuto confrontarsi quotidianamente con il traffico sui viali è veramente una bella esperienza muovermi per le strade di Figline. I marciapiedi sono spesso belli larghi e vengono fraternamente condivisi tra pedoni e ciclisti senza che questo crei problemi a nessuno dei due. E dove i marciapiedi si fanno stretti la maggioranza dei ciclisti cede il terreno ai pedoni e scende sulla strada. Certo, c’è qualche tratto di pista ciclabile e anche qualche rastrelliera, ma per ora si tratta più di dichiarazioni di buone intenzioni da parte dei nostri amministratori che un reale supporto al traffico alternativo e ecologico.
Nella foto una scena tipica come si osserva un po’ ovunque a Figline: due bici lucchettate su appoggi di fortuna, un signore in bici che se ne approfitta delle strisce pedonali per attraversare la strada in sicurezza, una donna che pedala in senso inverso e un signore, pure grosso, a piedi, che procede nel bel mezzo di tutto ciò come se fosse la cosa più naturale del mondo.