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Chi sale e chi scende

Alcuni giovani salgono e scendono le scale alla stazione a Figline
Guardando la foto mi vengono in mente dei versi della Divina Commedia, dal canto diciassettesimo del Paradiso di Dante Alighieri.

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.

Ma per loro fortuna i giovani sono semplicemente degli scolari pendolari che usufruiscono della stazione di Figline.

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I turisti corrono

Due turisti corrono in Piazza Ficino
A Figline i turisti non mancano mai durante tutto l’anno. Durante la bella stagione il loro numero aumenta decisamente.
Anche se non sono proprio sicura, le due persone nella foto mi sembrano turisti che stanno correndo per non perdere il treno per Firenze. Infatti a Figline abbiamo una efficiente stazione, ospitata in un bel edifico ottocentesco, ed è una delle attrazioni che rende Figline così appetibile agli ospiti stranieri. Dalla nostra stazione partono spesso dei treni rapidi per Firenze che non fanno fermate intermedie e quindi permettono di raggiungere il capoluogo in circa trenta minuti. Fino a pochi anni fa il tempo di percorrenza era di solo venti minuti, ma poi Trenitalia ha preferito favorire i treni a lunga percorrenza rispetto al traffico locale e ci ha regalato quest’aumento di tempo. Ovviamente ci ha pure aumentato il prezzo del biglietto. Ma comunque raggiungere il centro di Firenze partendo da Figline in treno è più agevole che non partendo da qualche albergo in periferia di Firenze, dato le condizioni caotiche del traffico a Firenze e la triste insufficienza dei mezzi pubblici.
Spero che i due signori della foto abbiano raggiunto la stazione di Figline in tempo utile.

Due amici in piazza Stazione

Due amici seduti in piazza Stazione a Figline

Oggi come oggi la stazione di Figline è la più frequentata del Valdarno. Fu inaugurata dalla Società per le strade ferrate romane, che serviva molte ferrovie dell’Italia Centrale, il 8 aprile 1863 con l’apertura della linea Pontassieve-Montevarchi, estesa pochi mesi dopo fino a Terontola. Dopo pochi anni dall’inaugurazione la stazione salì agli onori della cronaca nazionale ed internazionale: il 4 novembre 1867 fu arrestato Giuseppe Garibaldi, che dopo aver subito una disfatta nella battaglia di Mentana si stava dirigendo a Livorno; Garibaldi ricorda questo episodio pure nelle sue memorie.
Il fabbricato allora costruito ha superato indenne le due guerre e altre traversie e oggi si presenta essenzialmente inalterato rispetto al 1863. Si tratta di un edificio elegante e sobrio nello stile eclettico che allora dominava in Toscana, specie nelle opere pubbliche. Dato la sua ormai notevole età e il suo ottimo stato di conservazione si può senz’altro considerare uno dei monumenti di Figline degne di essere menzionate. Tanto più è sorprendente che pochi anni fa qualcuno ha deciso di piazzarci davanti alla facciata della stazione un’aiuola con leziose rose e alberi ad alto fusto completando il tutto con delle panchine. Per il momento gli alberi sono ancora abbastanza piccoli, ma già si intuisce che tra pochi anni renderanno impossibile la vista della facciata storica. Decisamente una scelta sbagliata, come tante altre che a Figline sono state fatte nel centro storico.
Ma due vecchi amici incurante della tematica sulla conservazione di edifici storici si godono una delle panchine e acconsentono di buon grado di farsi fotografare.