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Tre donne in mezzo alla strada

Tre donne e un cane in mezzo alla strada
Figline nel Valdarno è un posto dove si vive bene, senza stress e con tanta calma. La foto di oggi lo dimostra. Tre bellissime signore, che probabilmente sono amiche, si incontrano per caso e si fermano per scambiare due chiacchere. Fin qui nulla di tanto strano da dedicarci una foto. Ma guardate bene: le signore si sono fermate in mezzo alla strada, precisamente in corso Mazzini, una delle strade principali di Figline. Il cane di una di loro, conoscendo bene la abitudini della sua padrona, ha pure deciso di sdraiarsi comodamente nell’attesa che la passeggiata continui. E che si tratta di una strada trafficata lo dimostra la fiancata della macchina che si vede in basso a destra.
Insomma, a Figline i pedoni godono di libertà che nella vicina metropoli di Firenze nessuno si sognerebbe.

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Due donne bionde e un camionista

Due donne bionde e un camionista
L’altra mattina un grosso camion ha tentato di entrare nel entro di Figline passando per Corso Mazzini. Infatti il camionista ha sbagliato strada e invece di procedere dritto per la SS 69 aveva scelto la stradina a sinistra che conduce a Piazza Dante. Si è reso conto per tempo che qualcosa non andava per il verso giusto; probabilmente il suo indicatore di strade elettronico aveva dato informazioni sbagliate, come regolarmente succede quando si tenta di destreggiarsi nei centri storici delle cittadine italiane usando le mappe di Google. Quindi ha fermato il camion accostando quanto poteva e ha cercato aiuto. Due signore bionde sono subito accorse ad aiutarlo. Dato che l’italiano del camionista era un po’ approssimativo la conversazione è stata difficoltosa, ma dopo molte parole e tanti gesti il camionista è tornato nel camion ed è ripartito non senza problemi. Il camion era grosso, come ho già detto e le strade in quella parte di Figline sono strette.

Ognuno per la sua strada

Due signori anziani si incontrano per strada ma non si fermano
Due anziani signori si incontrano per strada sulle strisce pedonali. Si ignorano a vicenda e ognuno prosegue per la sua strada. Per loro sono ormai lontano i tempi in cui correvano, magari tenendo per mano qualche compagna. Il cartello stradale con due bambini che corrono felicemente verso scuola sta proprio in mezzo. Lo ignorano, sembrano interessarsi poco di quel che accade intorno.

Via Giuseppe Garibaldi

Sottopasso di via Garibaldi
Nella periferia sud di Figline troviamo una strada intitolata a Giuseppe Garibaldi. Invero l’ero dei due mondi avrebbe meritato qualcosa di meglio. La via di per sé si presenta abbastanza bene e larga e congiunge la SS 69 con le Argini dell’Arno.  È fiancheggiata ai lati da costruzioni moderne a scopo artigianale e industriale che con Garibaldi non c’entrano nulla. Peggio ancora, nella prima parte, dove fa angolo con la SS 69 si trovano degli orribili scheletri in cemento armato la cui costruzione e finitura è stata abbandonata da tempo. Una gru inoperosa svetta sullo scenario di abbandono totale e costituisce un pericolo non indifferente.
Ma la cosa peggiore che caratterizza via Garibaldi a Figline è il sottopasso che la divide in due e che a causa delle sua scarsa altezza e larghezza costituisce una barriera insormontabile per le macchine di trasporto che vorrebbero raggiungere le imprese artigianali dall’altro lato. Infatti le mappe sui vari TomTom e quelle di Google non riconoscono l’ostacolo che il sottopasso costituisce e manda i malcapitati guidatori non pratici di Figline tranquillamente verso questo varco troppo piccolo, costringendoci poi a una manovra di inversione di rotta e a chiedere consiglio ai pedoni che per fortuna passano un buon numero da via Garibaldi.
La foto, che ho scattato dal lato del fiume Arno, fa vedere bene quanto è stretto e basso il sottopaso delle ferrovie di via Garibaldi e quale ostacolo costituisce alla circolazione.

Via Fratelli Cervi

Via Fratelli Cervi, Figline Valdarno
Via Fratelli Cervi è una delle strade di Figline Valdarno con il più intenso traffico del paese. Il motivo di tanto traffico è facilmente comprensibile considerando il fatto che la Via Fratelli Cervi parte dalla rotonda sulla SS 69, passa sotto la ferrovia e conduce all’unico ponte sul fiume Arno nella zona. Quindi chi vuole recarsi a Matassino, Reggello o magari Vallombrosa, che stanno al di là del fiume, deve per forza percorrerla, dopo aver girato intorno alla rotonda. Ma anche il passaggio di pedoni è intenso perché la strada conduce a un supermercato e a una scuola per l’infanzia nonché a molti condomini. Nella foto di oggi vediamo una giovane coppia che a passo svelto e con notevole spregio del pericolo che stanno correndo attraversano la strada ben lontano dalle strisce pedonali. Evidentemente confidano nel fatto che le macchine hanno dei freni buoni. Sullo sfondo invece vediamo una coppia di anziani fermi all’ombra che comunicano con un telefonino.

4 bici, 2 uomini, 1 donna

4 bici, 2 uomini, 1 donna
A Figline nel Valdarno la vita scorre tranquilla. Il traffico scorre lento, la maggioranza degli automobilisti non ha fretta e rischiare di arrivare qualche minuto più tardi alla meta, perché ha dato la preferenza ai pedoni sulle strisce a zebra lungo la SS 69.
Per chi che come me è vissuto per tanti anni a Firenze e ha dovuto confrontarsi quotidianamente con il traffico sui viali è veramente una bella esperienza muovermi per le strade di Figline. I marciapiedi sono spesso belli larghi e vengono fraternamente condivisi tra pedoni e ciclisti senza che questo crei problemi a nessuno dei due. E dove i marciapiedi si fanno stretti la maggioranza dei ciclisti cede il terreno ai pedoni e scende sulla strada. Certo, c’è qualche tratto di pista ciclabile e anche qualche rastrelliera, ma per ora si tratta più di dichiarazioni di buone intenzioni da parte dei nostri amministratori che un reale supporto al traffico alternativo e ecologico.
Nella foto una scena tipica come si osserva un po’ ovunque a Figline: due bici lucchettate su appoggi di fortuna, un signore in bici che se ne approfitta delle strisce pedonali per attraversare la strada in sicurezza, una donna che pedala in senso inverso e un signore, pure grosso, a piedi, che procede nel bel mezzo di tutto ciò come se fosse la cosa più naturale del mondo.