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Attesa del bus

Due donne aspettano alla fermata del bus
È luglio e fa caldo. Siamo al capolinea dei bus a Figline nel Valdarno.
Due donne aspettando il bus. Fa tanto caldo che preferiscono aspettare seduti all’ombra anziché sulle apposite panchine anche se devono stare seduti su un bordo di cemento sicuramente non molto comodo. Guardate che capolavoro sono le panchine che stanno a disposizione dei viaggiatori in attesa! Sono fatte di metallo, quindi roventi d’estate e freddissimi d’inverno. Insomma sedervici sopra è sgradevole o impossibile per la maggior parte dell’anno. Infatti le belle panchine antiche che si trovano ancora talvolta nei giardini pubblici hanno la seduta in legno che notoriamente è assai più indifferente alle temperature che non il metallo. Evidentemente chi ha progettato ed eseguito le panchine del capolinea non lo sapeva e ha allegramente sperperato soldi pubblici in panchine inutilizzabili.
Mi piacerebbe condannare quella persona ad attendere l’autobus tutti i giorni seduto sul suo capolavoro.

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Il muro della ferrovia

Il muro lungo la ferrovia
Neighborhood

Da mesi si svolgono dei lavori lungo la grassa ferroviaria che attraverso il territorio del comune di Figline. Sono stati eretti due grossi muri di cemento lungo i binari che permettono ai treni di correre tra Firenze e Roma. I muri sono bruttissimi da vedere, grigi e dall’aspetto desolato come sono. Nulla alleggerisce l’impatto visivo che più negativo di così non potrebbe essere. In un primo momento si pensava che si trattasse di muri fonoassorbenti, che quindi avrebbero diminuito il rumore continuo al quale sono esposti i cittadini che abitano vicino ai binari. A quanto pare invece questi muri hanno il compito di proteggere gli abitanti di Figline da eventuali disastri che i treni potrebbero causare. E il pensiero corre al disastro ferroviario con relativi morti successo pochi anni fa a Viareggio dove un treno carico di merce pericolosa si schiantò contro l’abitato.
Speriamo bene e facciamo gli scongiuri.

4 uomini in piazza

quattro uomini in Piazza Ficino
A Figline la vita scorre tranquilla, quindi qualunque piccola cosa fuori dal flusso ordinario è benvenuta per fermarsi, guardare e commentare. Ieri l’altro è venuto un macchina enorme preceduto da una macchina più piccola con la scritta “Trasporto Speciale”. E in cima a questo mini corteo c’erano pure i carabinieri, meno male senza sirena accesa. Il tutto si è fermato in Piazza Ficino, davanti al edificio della Cassa di Risparmio, attualmente in fase di ristrutturazione. Il macchina enorme si è trasformato in gru di notevole altezza. Con delle manovre che sono durate circa un’ora qualcosa è stato spostato all’interno del edificio. Poi le tre macchine hanno lasciato Figline. Quattro uomini stanno a guardare davanti al bar “Antico Café Greco” nonostante la pioggia.

Alla fermata del bus

Un uomo aspetta alla fermata del bus a Figline Valdarno

Accanto alla stazione ferroviaria di Figline Valdarno c’è pure la stazione dei bus. Si tratta di un vasto piazzale senza alcun arredamento, se si eccettua una panchina, una di numero, miserabile e insufficiente. Le autorità competenti per la gestione delle piazze di pubblica utilità sembrano pensare che meno si arredano le piazze, meglio è. Invero a Figline non mancano le panchine, ma sono collocate in punti dove non servono o dove addirittura non sono accessibili.
Un uomo, evidentemente in attesa di un bus, aspetta pazientemente in piedi e appoggiandosi al muro. Per ingannare l’attesa fuma una sigaretta e osserva un piccione in cerca di briciole.
Speriamo che il bus sia puntuale!

Lavori in corso

Lavori in corso lungo la ferrovia Firenze-Roma

Da alcuni mesi ci sono dei lavori in corso lungo la tratta ferroviaria che attraversa il comune di Figline Valdarno. Sono stati costruiti due muri di cemento, uno per ciascun lato della ferrovia. Scopo di questi muri sembra essere l’abbattimento dei rumori causati dal passaggio dei treni che sfrecciano da nord a sud e viceversa a tutte le ore. I lavori procedono a rilento, nonché a macchia di leopardo. Comunque in questo momento si concentrano sul sottopasso ferroviario in via Garibaldi, quello decorato con la scritta “Iuve Merda”, per intendersi.
Una giovane donna corre per la salute e non rallenta il suo passo. Un giovane operaio se ne approfitta per distogliere lo sguardo dal cemento e dagli attrezzi del lavoro.