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La zingara

Una zingara seduta sul sagrato della Collegiata
A Figline non c’è un campo nomadi, e sembra che non ci siano zingari che abitano stabilmente qui. Ma nei giorni di mercato se ne vede sempre alcuni al lavoro nel centro storico. Si tengono bene informati su quanto accade a Figline perché non ci sono solo il martedì per il mercato settimanale, ma si fanno vedere anche in occasione di mercati e mercatini più o meno straordinari che spesso vengono organizzati in piazza Marsilio Ficino. Arrivano infatti da Firenze con uno dei treni della mattina, ovviamente senza pagare il biglietto, e dopo una giornata di lavoro a Figline, se ne tornano a casa sempre in treno e senza fare biglietto.
Uno dei posti preferiti dagli zingari per chiedere l’elemosina è il sagrato della chiesa in piazza Ficino come si vede nella foto. Una zingara vestita con cura in modo pittoresco si sta rifocillando con un panino che si è portata da casa mentre attende che qualche fedele entrando o uscendo dalla chiesa le lasci un’elemosina.

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Zingari a Figline

Due zingari e una donna anziana

Tra Figline e Firenze c’è forte pendolarismo per motivi di studio o di lavoro. La grande massa delle persone si muove da Figline verso il capoluogo regionale la mattina ma vivono abitualmente a Figline. Esiste pure un movimento all’incontrario assai interessante. All’incirca tra le otto e le nove della mattina alla stazione di Figline scendono dal treno degli stranieri che cercano di guadagnare qualche soldo a Figline. Solo verso sera tornano a Firenze. Alcuni di questi stranieri sembrano cittadini nigeriani mentre altri sono zingari.
Nella foto una giovane coppia di zingari seduti per terra all’ora di pranzo, in piazza Ficino. La donna si è pure tolta le scarpe, forse sono nuove e le fanno male. Oltre che a Figline lavora anche al mercato di San Ambrogio a Firenze, dove spesso la osservo. Una signora anziana si è fermata a parlare con loro; come ho potuto notare il dialogo tra loro tre è durato a lungo e perciò ho avuto la possibilità di scattare foto scegliendo la inquadratura con comodo. Fatto degno di nota perché di solito stranieri di questo tipo non amano farsi fotografare e si nascondono appena vedono una macchina fotografica.