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San Francesco nell’albero

Statuetta di San Francesco in una nicchia in un albero
Questa deliziosa testimonianza di devozione popolare a San Francesco si trova Brollo, frazione di Figline. Francesco è sicuramente il santo più conosciuto nel mondo al di fuori dalla religione cristiana. Proprio oggi e anche domani ci saranno delle cerimonie nella chiesa e nel convento di San Francesco qui a Figline, sarebbero trascorso 800 anni dacché Francesco è passato per Figline. Uso il condizionale perché sicuramente è passato per il Valdarno, e quindi per Figline, nei suoi numerosi spostamenti dalla sua nativa Umbria verso il nord e viceversa, altre strade non ci sono; basta pensare ai suoi frequenti soggiorni nell’eremo sul monte de La Verna nel Casentino.
Mancano però documenti scritti dell’epoca che darebbero sicurezza assoluta.
Ciò che invece di sicuro Francesco ci ha lasciato sono i suoi scritti, primo fra tutti l’incredibile Cantico delle creature che viene citato come inizio della letteratura italiana. Oggi, mentre siamo minacciati da ogni tipo di catastrofe ecologica, le sue parole di lode della natura sono attuali come lo erano ottocento anni fa.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

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È arrivata la primavera

Un ape succhia nettare da un fiore di salicie
Il passero solitario
D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore.
E qui fermo Leopardi.

Magari nel Valdarno non belano più le greggi e anche degli armenti si è perso traccia in quel che resta di un’agricoltura una volta splendida. Ma di torri antiche Figline è piena e sulle torri gli uccelli abbondano. Oggi tendono essere piccioni e non passeri come ai tempi di Leopardi. I piccioni sono contenti che la primavera è arrivata e lo fanno sentire fin dall’alba e smettono solo al tramonto. Per il resto le parole di Leopardi esprimono bene quanto è accade: è arrivata la primavera! I salici sono fioriti e pieno di polline, i sakura, detti anche ciliegi japonesi fanno quel che possono visto che i giardinieri del comune li hanno orrendamente mutilati pochi giorni fa. Purtroppo anche tutti quanti i cespugli da fioritura primaverile nei giardini pubblici sono caduti vittime delle motoseghe comunali. Ma i nostri piccoli amici le api volano lo stesso e raccolgono nettare e polline dove i vandali comunali non sono arrivati.
Abbiamo viste le prime rondini e qualche timida farfalla. L’aria profuma, basta allontanarsi dalla SS 69.
Insomma life is good nel Valdarno :-)

Raccolta differenziata

Raccolta differenziata a Figline Valdarno
È domenica mattina e una cittadina virtuosa si reca con un sacco pieno di spazzatura a una delle isole ecologiche di Figline Valdarno che è stata progettata in modo particolarmente infelice. Le difficoltà create ai cittadini che vorrebbero partecipare attivamente alla raccolta differenziata della spazzatura sono notevoli. L’isola si trova collocata al lato di una strada stretta e in forte salita così impedendo in modo efficace l’avvicinarsi di mezzi a due ruote come bici o motorini che tanti cittadini usano per trasportare la spazzatura da casa verso discarica. Un cittadino, probabilmente giovane, forte e arrabbiato, ha provveduto a muovere le pesanti palle antimacchina verso un lato della piazzola. Finché non vengono ricollocate attraverso l’accesso come prima dell’intervento “fai da te”, almeno i cittadini automuniti possono avvicinarsi con comodo ai vari contenitori.
Da notare pure che la campana per il vetro è stracolma e non permette più l’aggiunta di bottiglie ulteriori che qualche cittadino potrebbe aver voglia di conferire. Anche la prima gondola per la raccolta della spazzatura indifferenziata è talmente piena che non chiude più neppure il coperchio. Infatti i cittadini ci hanno appoggiato una fila ben ordinata di sacchi grigi al lato.
Alla maggior parte degli abitanti di Figline piace tenere in ordine la loro cittadina, ma anche le autorità dovrebbero fare la loro parte! Una macchina è posteggiata impunemente e per ore bloccando completamente il marciapiede che dà accesso all’isola.
In ultimo va segnalato pure l’immancabile apparecchio TV obsoleto appoggiato alle gondole per la raccolta della carta.
Ma questo è un’altra delle storie di Figline :-)