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Ultimi fiori

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Nei prati introno a Figline sono sbocciati gli ultimi fiori coraggiosi della stagione. Fa freddo e spiffera un brutto vento ma ancora la temperatura questo’anno non è scesa sotto lo zero nel fondovalle. Quindi, se si tiene gli occhi aperti e non ci si aspetta delle cose troppo vistose è possibile incontrare delle creature deliziose come la silene della foto di oggi. Probabilmente si tratta di una Silene Alba, ma non sono tanto sicura perché il genere silene in Italia è rappresentata da circa sessanta specie e non le ho memorizzate tutte.
Comunque molte specie del genere silente fanno parte delle tante “erbi boni” che componevano le “minestrelle primavera” dei poveri nei tempi passati in cui gli italiani ancora riconoscevano e raccoglievano le piante spontanee.

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Antiche mura e panni al vento

Una ragazza guarda attraverso una finestra nelle antiche mura di Figline

Una ragazza osserva dalla finestra nelle antiche mura quel che succede di sotto nel giardino. Figline infatti conserva ancora oggi buona parte delle sue mura trecentesche che permettono di farci un’idea dell’architettura militare del Medioevo. Furono costruite con pietre tagliate che in parte provenivano da case diroccate o da case che dovevano essere abbattute perché si trovavano sul tracciato delle mura da costruire. Venivano pure usati i pillori di fiume, cioè pietre arrotondate dal continuo rotolare nella corrente del fiume che lambisce Figline, l’Arno. Ovviamente era proibito addossare costruzioni civili alle mura di cinta per impedire che il nemico potesse con la complicità di quale figlinese approfittarsene per entrare in città. Ma quando qualche secolo più tardi le mura avevano perso ogni valore strategico e militare i cittadini iniziarono a “riciclare” le mura. Nella foto se vede uno splendido esempio di questa economia architettonica che però ha garantito la sopravvivenza delle antiche costruzioni. Un bel tratto di mura – oggi visibile dai Gardini Morelli – furono ripuliti dai camminamenti ormai diventati inutili e probabilmente pericolanti, e riutilizzati come facciata tergale di case a tre e anche quattro piani di civile abitazione. Le case così ricavate sono abitate tutt’oggi come si vede chiaramente dai panni stesi per asciugarsi, che sventolano allegramente nel vento.

Parco eolico di Montemignaio

Il parco eolico di Monte Secchieta

L’altro giorno e grazie a una conformazione unica delle nuvole era particolarmente ben visibile da Figline nel Valdarno il parco eolico di Montemignaio; me ne sono approfittata della luce bellissima del momento e ho scattato qualche foto. Il parco è situato in corrispondenza del crinale di Monte Secchieta, precisamente nei pressi di Poggio della Risala, all’interno del territorio comunale di Montemignaio (AR). L’impianto eolico di Secchieta, sfruttando una risorsa naturale e rinnovabile, produce energia elettrica “pulita” e permette quindi la riduzione di emissioni nocive. Come si vede dalla foto l’impianto eolico conta al momento tre aerogeneratori che un giorno dovrebbero diventare cinque.

Panni al vento

Una donna stende panni al vento

Si fa vedere il sole, anche se il cielo non promette nulla di buono. E soffia un piacevole vento che ha giusto la forza che ci vuole per asciugare i panni. In uno dei condomini alla periferia di Figline Valdarno una donna sta sul balcone di casa rivolto al sud e stende la biancheria della famiglia sui fili che corrono lungo il muro. La massaia sul piano superiore l’ha preceduta.