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La Farfalla Colibrì

Una farfalla colibri a pranzo

La Farfalla Colibrì (Macroglossum stellatarum) è un insetto della famiglia dei Sphingidae conosciuto anche col nome Farfalla Sfinge, o anche Sfinge Colibrì. Insomma questa farfalla buffa che sembra un colibrì ha talmente ispirato gli italiani da ricevere ben tre nomi.
Vola non solo di giorno ma anche nel tramonto e si posa per riposare solo al buio, ben nascosta dalla vegetazione. Vola perfino con la pioggia, comportamento raro nelle farfalle.
Gli adulti delle sfingi sono considerati i migliori volatori fra i le farfalle: la robusta muscolatura toracica permette loro di avere un battito d’ali velocissimo, in grado di consentirgli movimenti scattanti ed un volo rapido; possono raggiungere i 50 km orari. Una caratteristica della farfalla colibrì è il modo di succhiare il nettare librandosi in aria immobile davanti al fiore (esattamente come il colibrì) battendo le ali 70 – 90 volte al secondo e lanciando la lunga proboscide al volo nel calice del fiore. Le farfalle colibri sono tra i pochi insetti capaci perfino di fare retromarcia mentre in volo.
Sono facilmente osservabili in giardini, parchi e prati dove crescono le piante su cui si alimentano. Proprio stamani ho osservato una sul prato in via Guinelli dove attualmente sono in fiore tantissime cicorie. Facilmente vengono anche a visitare i balconi cittadini se ci sono abbastanza fiori di loro gradimento.

La Cavolaia

Farfalla cavolaia femmina, Pieris brassicae
Oggi finalmente ho la foto di una farfalla che ha ben due nomi in italiano: Cavolaia o anche Rapaiola. È chiamata così perché i suoi bruchi amano cibarsi di tutti i tipi di cavoli recando del danno talvolta notevole alle coltivazioni. Scientificamente parlando si tratta di una Pieris brassicae, femmina. Le Pieris brassicae si distinguono dalle altre specie per una maggiore apertura alare, infatti la loro apertura raggiunge ben sette centimetri. Sono dei gran volatori, per esempio spesso attraversano la Manica per recarsi in Inghilterra. Salgono fino a 4000 metri sul Himalaya. Non hanno problemi ad attraversare le Alpi a volo.
Guido Gozzano ha scritto una lunga poesia sulle cavolaie, e ne cito qui volentieri una strofe.

La Cavolaia predilige gli orti,
l’attira il bianco delle case umane;
se scorge un muro, subito s’innalza,
lo valica, discende alla ricerca
di compagne festevoli ed ortaglie.
E l’istinto sovente la sospinge
nel cuor della città. Da primavera
a tardo autunno, giunge nelle vie.
E nulla è strano, come l’apparire,
dell’invïata candida degli orti
tra il rombo turbinoso cittadino.
Allora s’interrompe il ragionare
dell’amico loquace: – Una farfalla!